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Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

02/10/15

Siria. Romano: «Obama si oppone ad Assad a tutti i costi perché è ideologico»


L’ex ambasciatore, storico e firma del Corriere Sergio Romano a tempi.it: «Assad è un despota ma è anche un leader. I cristiani sono con lui perché è tollerante e di questo bisogna tenere conto»


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La Russia ha colpito i suoi primi obiettivi militari in Siria e come prevedibile sono subite scoppiate proteste e polemiche. Quattro Su-25 russi hanno bombardato cinque postazioni a nord della città di Homs di ribelli “moderati”. Stati Uniti e opposizione al governo di Bashar al-Assad hanno protestato perché sembra siano stati uccisi civili e perché non è stato colpito lo Stato islamico.

DIRITTO INTERNAZIONALE. «Il punto non è certo discutere della legittimità dei raid dal punto di vista del diritto internazionale», contribuisce al dibattito parlando con tempi.it Sergio Romano, ex ambasciatore, storico e firma del Corriere della Sera. «Però da questo punto di vista ci sono analogie nel modo in cui le grandi potenze del mondo si comportano nella regione». Anche la coalizione arabo-occidentale degli Stati Uniti, infatti, ha sempre condotto raid senza essere legittimata dall’Onu e né Obama né la comunità internazionale hanno protestato quando i raid francesi hanno ucciso 12 bambini in un campo di addestramento dell’Isis o quando l’Arabia Saudita in Yemen ha centrato per sbaglio una festa di matrimonio, uccidendo più di 100 persone. «Poi è chiaro che ogni volta le due parti si accusino a vicenda di scorrettezze».  

«OBAMA È IDEOLOGICO». L’obiettivo dei raid russi era indebolire le forze che cercano di conquistare Homs, una delle roccaforti del regime dell’alleato Assad. Ed è soprattutto questo che non va giù agli Stati Uniti, visto che Barack Obama ha sempre insistito sulla necessità di combattere sì lo Stato islamico, ma anche Assad. «In questo momento c’è qualcosa di ideologico nello stile di Obama», continua l’ex ambasciatore. «Su Assad la posizione del segretario di Stato John Kerry è molto più flessibile, Obama invece si sta comportando da tipico socialdemocratico americano. È pragmatico in politica interna e per quanto riguarda le misure che cambiano la società americana, mentre si comporta in modo ideologico in politica internazionale, più ideologico del partito repubblicano».

L’ERRORE SU ASSAD. Il riferimento è «all’opposizione ad Assad a tutti i costi. Il presidente siriano si è sicuramente screditato ma non è una persona inutilizzabile», ragione lo storico. «Gli americani non si rendono conto che Assad non è solo un despota ma anche il leader di un blocco politico e sociale. Non dimentichiamo poi che esiste la simpatia dei cristiani, della media borghesia. Fino ad ora hanno parlato poco per non esporsi alle rappresaglie dell’una e dell’altra parte, ma la loro posizione è chiara».

«TENERE CONTO DEI CRISTIANI». I cristiani, infatti, «sanno che con gli Assad si vive, perché è tollerante. Questo blocco, che esiste e di cui il presidente siriano è leader, non può essere buttato via, bisogna tenerne conto. Ma Obama insiste a tenere una posizione ideologica». Posizione che l’intervento deciso di Vladimir Putin potrebbe ammorbidire: «È possibile che si raggiunga un accordo politico sulla Siria. L’intervento di Putin ha proprio questo scopo. Anche se credo che il contrasto di fondo sulla sorte di Assad rimarrà».
 
ottobre 2, 2015 Leone Grotti
fonte: http://www.tempi.it

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