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Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

10/04/18

Prendiamo esempio dalla grande vittoria in Ungheria del Presidente Orban


In Ungheria il primo ministro Victor Orban ha stravinto con la maggioranza assoluta dei seggi del Parlamento, conquistando il suo terzo mandato consecutivo dal 2010, in un’elezione che ha registrato una partecipazione al voto senza precedenti.
Gli ungheresi sono andati in massa alle urne perché una maggioranza schiacciante vuole continuare ad essere governata da un capo di governo che aveva lanciato questo appello: “Dobbiamo decidere bene, perché sbagliando non ci sarà più un futuro per l’Ungheria perché diventerà un Paese di immigrati”. E subito dopo il voto ha così sintetizzato il suo messaggio politico: “Questa è una vittoria decisiva, in futuro saremo in grado di difendere la nostra Madrepatria”.
In parallelo gli ungheresi hanno voluto premiare un leader che ha notevolmente migliorato la situazione economica, con un livello di sviluppo tra i alti d’Europa, ampi investimenti industriali di alta tecnologia, bassa disoccupazione e conti sovrani sotto controllo.
Viktor Orban ha stravinto le elezioni in Ungheria con una altissima maggioranza che consegna al premier nazionalista ed euroscettico un mandato chiaro, il terzo consecutivo, per continuare la battaglia contro Bruxelles sui migranti, sui principi stessi alla base dell’Unione. Il largo successo rilancia inoltre il leader alla testa dei Paesi euroscettici, dalla Polonia alla Slovacchia alla Repubblica Ceca, e ne fa un esempio anche per i partiti denominati populisti occidentali.
Il Fidesz, il partito di Orban, ha ottenuto il 49% dei consensi che di certo valgono la maggioranza assoluta ma che, a spoglio ultimato, dovrebbero garantire circa 133 seggi sui 199 totali: una supremazia schiacciante, superiore ai due terzi del Parlamento, che consentirebbe nuovamente a Orban di modificare come meglio crede la Costituzione.
Il programma vincente di Orban si è basato sulle regole ferree verso i migranti e su delle regole ben chiare verso l’unione europea che non potrà mai invadere ne mettere in discussione in nessun modo la sovranità Ungherese. L’Ungheria ha conquistato dunque una grande vittoria. ” Questo successo è una grande opportunità per difendere il nostro Paese” queste sono le parole del grande vincitore . E la partecipazione a queste elezioni lo dimostrano ampiamente. Ha votato oltre il 70% degli 8,3 milioni di ungheresi iscritti nelle liste elettorali: un’affluenza che non si registrava da moltissimi anni. Orban ha vinto semplicemente perché i suoi continui attacchi ai migranti, all’islam come religione da bandire perché rappresenta un serio pericolo per la pubblica sicurezza dei popoli occidentali e contro le regole sbagliate e vessatorie che l’Unione Europea vuole imporre a certi paesi, trovano ampio consenso nel pensiero della maggioranza degli Ungheresi ma anche dei cittadini di molti paesi europei.
In uno dei suoi comizi ha dichiarato che: «I migranti sono come la ruggine che consumerà poco a poco il nostro Paese» ed il Paragone calza a pennello anche paragonato a quello che sta succedendo nel nostro di paese dove grazie a questa immigrazione anzi direi con questa vera e propria invasione senza controllo a breve consumerà anche l’Italia. E come si fa a non condividere la parole di Orban quando afferma che: «l’Unione europea vuole cancellare la nostra tradizione, il nostro DNA e la nostra religione cristiana»! Per non palare del miracolo che è stato in grado di mettere in pratica riguardo l’economia. Il Pil è cresciuto del 4,2% nel 2017 e anche quest’anno chiuderà sopra il 4%, la disoccupazione è ai minimi storici, le esportazioni continuano ad aumentare e non si fermano gli investimenti dall’estero. Eppure la strategia di politica economica di Orban la cosiddetta Orbanomics, una mescola di controllo dello Stato sull’economia, tagli alle tasse, sostegno alle imprese meglio se nazionali , aiuti ai redditi delle famiglie è servita a consolidare il consenso e il potere oltre che a rilanciare il Paese. Anche in Italia ci vorrebbe un Presidente del Consiglio coraggioso e nazionalista come Orban! Ci auspichiamo che il prossimo governo se mai riuscirà a nascere veda alla propria guida un grande Uomo come Orban.  

di Andrea Pasini - 9 aprile 2018

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