Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email all'indirizzo edomed94@gmail.com Saranno immediatamente rimossi. L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.


Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

22/09/19

Quel surreale silenzio sulle insinuazioni di Salvini contro Conte, e le domande da fargli


O Salvini sa bene di cosa parla, e allora presto tornerà sull’argomento, o ha sparato alla cieca, e fingerà di non averlo mai detto. In ciascuno dei due casi prima o poi qualcuno gliene chiederà conto, di quel metodo insinuante e di quel merito inquietante

(open.online) – C’è qualcosa di surreale nella densa cortina di silenzio che ha accompagnato quasi ovunque le parole di Matteo Salvini nei confronti di Giuseppe Conte. Eppure sono lì, tuttora davanti ai nostri occhi, nella loro pesante brutalità: «Conte? Ha tradito gli Italiani per salvare la sua poltrona, ha qualcosa del suo passato da nascondere?» .
Parole distillate e soppesate, non pronunciate a caldo nel mercato milanese che ieri mattina il leader leghista aveva visitato, tra applausi e fischi, o in una delle quotidiane dirette Facebook. Sedici parole che compongono una nota che gli addetti stampa di Salvini hanno inviato ai giornalisti alle 12.45 di ieri. Richiesti di precisare come si inquadrasse quella domanda retorica, rispondevano in tempo reale si trattava di una nota a commento di quel che aveva appena detto Conte alla festa di Atreju.
Il premier non aveva detto in realtà molto di più che nei giorni scorsi circa il cambio della maggioranza. Aveva semmai affermato che la Lega si è trovata completamente isolata in Europa, perché gli alleati sovranisti dell’Est, l’ungherese Orban e il polacco Kaczynski, si sono ben guardati dal rompere col partito popolare europeo e con la Von der Leyen. Non piacevole per Salvini, ma fattualmente vero.
Eppure è arrivata quella nota di commento. Ora, essa sarebbe stata durissima anche se l’avesse scritta e diffusa l’ultimo eletto della Lega. Ma se a firmarla è l’ex vicepremier di Conte…
Il sospetto che insinua Salvini è grave e greve: che Giuseppe Conte sia stato costretto a «tradire gli italiani» (ma in realtà a buttar fuori dal governo i leghisti) per la necessità di rimanere a Palazzo Chigi. E non per poltronismo, o per brama di potere, ma per continuare a tenere nascosto «qualcosa del suo passato».
Veleno puro, per dirla tutta. L’ombra di un qualche segreto inconfessabile, e per ciò stesso torbido e degradante. Impressiona che ad avanzare un simile sospetto, ai fini di una battaglia di potere, sia il leader più popolare del Paese. Accentua la gravità della cosa il fatto che Salvini sia stato fino a un mese fa il ministro dell’Interno, cioè il capo politico delle strutture di controllo del Paese.
Ma stupisce e sconcerta anche che, di fronte a una allusione così brutale, che il presidente del Consiglio sia sotto ricatto o abbia cambiato il corso della vicenda politica per nascondere un segreto, la reazione generale sia stato il silenzio, il far finta di non aver letto. Nessuna risposta, neanche la più scontata, straparla perché è stato battuto, o la più sarcastica, l’insuccesso gli ha dato alla testa, come disse di sé Ennio Flaiano. «Non aprite quella porta» pare che si siano detti l’un l’altro tutti i protagonisti. Della politica, ma anche del giornalismo.
Siamo giovani e non vogliamo fare i fenomeni, ma dalla logica non si scappa: o Salvini sa bene di cosa parla, e allora presto tornerà sull’argomento, o ha sparato alla cieca, e fingerà di non averlo mai detto. In ciascuno dei due casi prima o poi qualcuno gliene chiederà conto, di quel metodo insinuante e di quel merito inquietante. Intanto ci proviamo noi: senatore Salvini, cosa sa o sospetta? E pensa che si possa reclamare, con una mano, la parola al popolo, e con l’altra alimentare i veleni di palazzo?

Pubblicato su  
fonte: https://infosannio.wordpress.com/2019/09/22/quel-surreale-silenzio-sulle-insinuazioni-di-salvini-contro-conte-e-le-domande-da-fargli/

21/09/19

Migranti. Germania e Francia stanno fregando (di nuovo) l’Italia


Riaprire in modo indiscriminato i porti alle condizioni di Berlino e Parigi (che al momento sono le stesse del 2015) è una follia

Il governo giallorosso vuole dimostrare che non c’è bisogno di adottare la linea dura di Matteo Salvini per gestire la crisi migratoria. Il premier Giuseppe Conte è convinto che instaurando un nuovo rapporto di fiducia con i partner dell’Unione Europea incasserà anche la loro solidarietà. Ma tutto dimostra il contrario e prima di riaprire i porti in modo indiscriminato, il governo farebbe bene a pensarci due volte.

I MIGRANTI ECONOMICI RESTANO IN ITALIA

Come abbiamo già scritto, l’accordo tra Stati volenterosi verrà perfezionato il 23 settembre a Malta. Oggi il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron si trova a Roma per discutere dei dettagli ma se passerà la linea dei galletti per l’Italia saranno guai. Come precisa oggi Repubblica, infatti, Parigi insiste sul fatto che «nel nuovo meccanismo di ripartizione entrino solo i richiedenti asilo e non i migranti economici».
Il problema è che i migranti economici rappresentano i due terzi delle persone che sbarcano in Italia. Se l’accordo venisse chiuso così, non sarebbe diverso da quello europeo del 2015 che si è dimostrato inefficace. La Francia inoltre si è detta indisponibile «all’ipotesi di una rotazione degli sbarchi tra i porti del Mediterraneo». Sarebbe di conseguenza l’Italia a doversi far carico del riconoscimento e della registrazione dei migranti, che può richiedere mesi. E sarebbe sempre l’Italia a doversi occupare del rimpatrio dei migranti economici, con tutte le difficoltà che presenta, come si è visto negli ultimi cinque anni.

L’INGANNO DELLA GERMANIA

Anche la Germania, che a parole ha solo elogi e garanzie di collaborazione per il nuovo governo – basta leggere l’intervista di oggi del Corriere al presidente Frank-Walter Steinmeier nella quale promette «solidarietà» – non sta affatto aiutando il nostro paese. Il caso di Mahamad Fathe, lo yemenita che ieri inneggiando ad Allah ha accoltellato un militare a Milano, lo dimostra. Il 23enne era arrivato in Italia dalla Libia nel 2017 e dopo aver richiesto asilo si era spostato in Germania. Da qui era stato espulso il 12 luglio e rimandato non certo in Yemen ma in Italia, come previsto dal trattato di Dublino, in base al quale lo Stato membro competente all’esame della domanda d’asilo è quello in cui il richiedente ha fatto il proprio ingresso nell’Ue. E cioè, come sempre, l’Italia.
Bisogna ancora vedere quali saranno i dettagli dell’accordo che il governo di Conte intende firmare. Al momento, però, la solfa è sempre la stessa: l’Unione Europea vuole fare le politiche umanitarie sulla pelle dell’Italia, senza condividere gli oneri. Con una differenza: se venisse ratificata ancora una volta la redistribuzione solo di chi ha diritto all’asilo politico, l’Italia dovrebbe farsi carico anche di una parte dei migranti che da mesi, a ritmo sempre più sostenuto, arrivano in Grecia. Provenendo quasi tutti da Afghanistan e Siria, si tratta di persone alle quali facilmente sarà riconosciuto il diritto di permanere nell’Ue. Così oltre al danno, l’Italia incasserebbe anche la beffa.

Foto Ansa

13/09/19

Kunta Konte

Kunta Konte


Ci avevano detto che, d’ora in poi, il registro verbale del Presidente del Consiglio sarebbe stato improntato alla sobrietà ma poi il professore, quando si tratta di replicare a Matteo Salvini in aula, si lascia prendere la mano e va in acido. Altro che bon ton istituzionale.
Ci avevano detto che sarebbe stato il Governo della discontinuità ma poi il Premier è lo stesso, i papaveri del Partito Democratico ci hanno buttato dentro i loro figliocci e molti ex ministri come Elisabetta Trenta rischiano di essere imbucati come Sottosegretari.
Ci avevano detto “mai con Renzi”, “mai con il partito degli inquisiti”, “apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno” e poi si sono trovati Matteo Renzi e Maria Elena Boschi rispettivamente come “Nostromo” e mozzo dell’attuale maggioranza. Come se non bastasse, Luigi Di Maio è “positivamente sorpreso dal Pd”. I tempi cambiano.
Ci avevano detto fino a un giorno prima che per il Pd fare un’alleanza con i Cinque Stelle era un’ipotesi da non prendere nemmeno in considerazione, ma poi si sono dovuti attaccare al bene del Paese per non attaccarsi ad altro andando a elezioni.
Ci avevano detto, in occasione delle consultazioni, che l’alleanza giallo-rossa era anzitutto sodalizio umano e poi rigida intesa sulle cose da fare, ma poi Luigi Di Maio si convoca i suoi ministri alla Farnesina e Dario Franceschini se li convoca al Nazareno e comunque ogni giorno esternano divergenze quasi insanabili. Una roba triste.
Ci avevano detto che il Governo doveva nascere per senso di responsabilità e per scongiurare un terribile aumento dell’Iva, ma poi hanno optato per l’opzione “chissenefrega” e quindi l’Iva aumenterà. Vabbè, mica stiamo a guardare il capello.
Ci avevano detto che l’operato del precedente Governo non sarebbe stato smantellato, ma poi in tema di sicurezza, di immigrazione e di economia comanderà il Partito Democratico per cui Giuseppe Conte dovrà correre a cancellare i tweet in cui, in compagnia del ministro dell’Interno, festeggiava il “Decreto sicurezza”. Conte si comporta come se prima di lui ci fosse un impostore a Palazzo Chigi.
Ci avevano detto che il Governo degli annunci sarebbe stato definitivamente archiviato e che avrebbe trionfato la serietà, ma poi hanno optato per un programma talmente vago da essere universalmente indifendibile se non quasi buffo. Sembrano Bergoglio quando straparla la domenica a Piazza San Pietro.
Ci avevano parlato dell’onestà, ma poi a Marco Travaglio si è bruciato il computer e non riesce più a trovare il database contenente tutti gli inquisiti del Pd, partito di cui anzi parla in termini lusinghieri forse perché non ricorda o, se c’era, dormiva. Brutta bestia la vecchiaia.
Ci avevano detto anche che il Governo non nasceva sotto dettatura dei papaveri di Bruxelles e che anzi l’Italia, in tempo di Governo giallorosso, aveva acquistato nuova credibilità in ambito europeo.
Poi però scopriamo che Paolo Gentiloni è stato nominato sì Commissario agli Affari economici Ue, ma è sotto tutela dell’ex Premier Lettone. Avete capito bene, l’ex Premier Lettone. Già perché la novità fresca fresca è proprio questa: ormai è palese che l’incarico a Gentiloni è solo l’osso che Ursula von der Leyen ha tirato a Giuseppe Conte come si fa con i cani ammaestrati.
L’Italia demopentastar andava ripagata per aver marginalizzato la Lega e per aver fatto nascere la cosiddetta “maggioranza Ursula”. Andava dato il contentino ad uso e consumo di propaganda interna, ma nulla di più. E il trattamento ricevuto è stato infatti davvero umiliante: non creda l’Italia, nonostante sia una potenza economica fondatrice dell’Unione europea, di stare nelle istituzioni sovranazionali come tutti gli altri Stati. Gentiloni succede agli Affari economici a Pierre Moscovici il quale, avendo potestà di vicepresidente esecutivo, era pienamente titolare del suo portafoglio. Il commissario italiano dovrà invece riportare a Valdis Dombrovskis – un campione del rigorismo europeo – che andrà a ricoprire la carica di vicepresidente esecutivo del gabinetto von der Leyen con precise deleghe agli Affari economici e che quindi è l’unico vero diretto riporto della presidente appena insediata (altro che il prestigio per l’Italia restituito da Gentiloni). E così l’Italia – fondatrice dell’Ue e ottava potenza mondiale per Pil – dovrà chiedere il permesso all’ex premier della Lettonia, la novantanovesima potenza mondiale entrata per giunta nell’Unione europea da soli quindici anni. Un po’ come gli scolaretti quando devono andare a fare la pipì.
Quindi “quegli splendidi ragazzi del Movimento” hanno fatto una rivoluzione lunga e fragorosa per farsi mettere la mordacchia da un uomo di apparato come Giuseppe Conte, per farsi trascinare dalla parte di Matteo Renzi e degli euroburocrati, per farsi umiliare con incarichi europei che assomigliano a un contentino e per nominare una vecchia carampana che risponde al nome di Paolo Gentiloni come loro rappresentante (dimezzato) in seno alle istituzioni europee.
Una fine triste, indegna e indecorosa quella di farsi normalizzare dal nuovo Kunta Kinte di Ursula von der Leyen.

27/05/19

Tor San Lorenzo/Ardea: Allarme igienico sanitario e illegalità alle Salzare ... non si può più attendere.



Sono venuto per la prima volta a Tor San Lorenzo nel 1989, da allora non sono mai mancato, e continuerò a venire, con la mia famiglia ....... ma tutto questo fa veramente male, ed è insopportabile.

     foto di repertorio - aprile 2019


(Vedi video  https://www.canaledieci.it/ardea-discarica-a-cielo-aperto-alle-salzare/)

Premesso che lì l'illegalità ha una storia lunga quasi un ventennio; che la *discarica era già presente prima che il comune posizionasse i new jersey; che si sta avvicinando il periodo delle ferie estive ................ per chi abita nelle immediate vicinanze del monumento all'ignavia l'agognato periodo di riposo e relax si prospetta ancora una volta come un incubo.

Già tanti sono quelli che non invitano più amici e parenti, non portano  bambini, figli o nipoti; è tanta la vergogna per lo spettacolo che si offre ai primi, e grande il timore che i secondi possano contrarre qualche malattia epidemica.

Per contrastare l'illegalità, il degrado e i rifiuti di ogni genere presenti da mesi, alcuni da anni ed in continuo aumento, si confidava in qualche intervento dopo le tante rimostranze,  dopo il recente video andato in onda su CAN10,  e dopo gli interventi di alcune testate giornalistiche locali, ma non è accaduto assolutamente niente  come chi da tempo vive a contatto con questo inferno aveva pronosticato. Non si può più nemmeno affittare, basta che il potenziale villeggiante dia uno sguardo verso il complesso per sentirsi dire " no grazie “ o commenti come: “ma come si fa a vivere vicino a questo schifo, è incredibile che nessuno intervenga". 
E non si possono nemmeno vendere, e tantomeno svendere, sono belle ... ma nessuno le vuole.


 Via Alessandria, strada che bisogna percorrere per visitare uno degli appartamenti al confine con il complesso residenziale (non ha avuto mai un serio intervento di manutenzione dal 1985) sembra un percorso di guerra, al suo imbocco non sfigurerebbe l'avviso: "Perdete ogni speranza voi che entrate" e viene qualche dubbio su dove si sia realmente fermato Cristo.

Non si può più tacere, non si può più accettare e sopportare passivamente .. esiste una evidente emergenza igienico sanitaria e con l'avvicinarsi della stagione estiva un concreto pericolo per la salute di residenti e villeggianti (se ci saranno). Chi deve tutelare i cittadini non può essere complice facendo finta di non vedere, non si può essere trattati in questo modo, non è accettabile. 
Non si può più attendere e sarà intrapresa ogni azione utile e necessaria affinchè intervenga la magistratura ed ogni organo preposto a garantire il sacrosanto diritto dei cittadini alla sicurezza e alla tutela della propria salute.

Copiosa giurisprudenza in materia afferma a chiare lettere la necessità di un intervento immediato da parte dell'Amministrazione in situazioni di pericolo e di urgenza, nella quale rientra a pieno titolo quella qui rappresentata.

Per brevità si riporta la seguente massima: “(...) il trascorrere del tempo non interrompe il nesso di immediatezza tra pericolo e reazione dell'Amministrazione (…) dovendosi ragionevolmente ritenere che il ritardo accentui piuttosto che escludere la necessità e l'urgenza di fronteggiare il pericolo ancora esistente (…) (T.A.R. LAZIO, SEZ.. II, 1 marzo 2002, N.1582)


* furono rimossi i rifiuti presenti sul piazzalle lato mare, ma non furono raccolti quelli lato terra, non visibili dal lungomare perchè accatastati alle spalle della palazzina "D"... Faccia pulita e mutandine sporche.

18/05/19

Ardea/Tor San Lorenzo (Roma) Incuria & Sprechi







Da alcuni mesi il quadro elettrico, lato ingresso stabilimento balneare Calypso, risulta manomesso.
E' stato più volte segnalato, così come il pericolo che qualcuno, soprattutto un bambino, possa metterci le mani e procurarsi seri danni ... ma sembra non interessare nessuno.
Il suddetto quadro, con annesso interruttore, alimenta il semaforo (Vd foto) che segnala il pericolo ( è stato impostato solo in modalità "lampeggiante) in un tratto del lungomare che risulta particolarmente pericoloso, anche per la presenza nelle immediate vicinanze di ben due fermate della nota società di servizio urbano COTRAL.
Da considerare altresì, visto l'approssimasi della stagione estiva, che il numero degli attraversamenti aumenterà in maniera esponenziale, e se il quadro elettrico dovesse esere oggetto di ulteriori manomissioni, l'inevitabile mancato funzionamento del semaforo aumenterebbe sensibilmente il pericolo per l'incolumità dei cittadini.
Quello che indigna, oltre al palese disinterese delle istituzione locali, in primis quelle addette al controllo del territorio, è l'aggravio di spesa che i cittadini dovranno affrontare per il rispristino dell'impianto, e qualora si dovesse riscontrare che questa attitudine è comune anche ad altre realtà, il danno a carico dei cittadini sarebbe ingente..
Nelle foto che seguono si può apprezzare l'avanzare dei danni causati. Sarebbe bastato riposizionare lo sportellino e chiuderlo adeguatamente, spendendo 100 invece di 1.000 in un contesto dove l'amministrazione comunale, per giustificare interventi non eseguiti, non perde occasione per dichiarare che non ci sono soldi.




 
 

















 e.emme 18.05.2019 h14:55