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Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

09/09/14

Chi tra le due Lady la Miss Amerika ? Lady Mogherini, ben introdotta nei circoli di Obama, segue le indicazioni del Presidente. Costi quel che costi




 

 

 Lady Mogherini, ben introdotta nei circoli di Obama, segue le indicazioni del Presidente. Costi quel che costi

Come una vecchia trasmissione tv, ‘La corrida’, con tanti ‘Dilettanti allo sbaraglio’. Quelli facevano ridere. Ora in Ue il dopo Lady Aston: 1) La Russia non è più strategica per l’Ue (e per l’Italia); 2) È la Russia che ha tradito l’Ucraina abbandonandola; 3) Vorremmo la pace ma intanto sanzioni
Dilettanti allo sbaraglio
Qualcuno forse rammenterà una celebre trasmissione, prima radiofonica e poi televisiva, condotta da Corrado (Mantoni). Si chiamava “La corrida”, e aveva come sottotitolo “Dilettanti allo sbaraglio”. In essa si esibivano persone comuni con brevi prove, per lo più musicali. Il divertimento veniva dal fatto che le persone di cui sopra erano davvero degli sprovveduti. Se lo spettacolino era almeno decente i concorrenti passavano la prova, in caso contrario venivano cacciati a forza di fischi, urla e campanacci sbattuti con forza. Il tutto all’insegna del più schietto divertimento paesano.
Perché ne parlo? La trasmissione mi è venuta subito in mente leggendo le ultime dichiarazioni di Federica Mogherini sulla crisi ucraina. La nuova rappresentante per la politica estera della UE, che per ora conserva anche la titolarità della Farnesina, ne ha dette di cotte e di crude su un argomento che, evidentemente, non conosce affatto bene.

Il logo della popolare trasmissione 'La corrida' condotta da Corrado Mantoni
Il logo della popolare trasmissione ‘La corrida’ condotta da Corrado Mantoni

La prima chicca è che la Federazione russa non è più un partner strategico per l’Unione Europea. Ne consegue logicamente che non lo è più nemmeno per l’Italia, anche se la giovane signora, parlando a Bruxelles, non lo ha detto in modo esplicito. La seconda chicca è che il venir meno del partenariato strategico è dovuto, a suo avviso, alle scelte aggressive ed espansionistiche di Mosca. La terza, che fa davvero sorridere, è che “è impossibile affermare che non sia nel nostro interesse cercare di ristabilire in futuro condizioni di partnership”. Quel “nostro” si riferisce alla UE, ma vale naturalmente anche per l’Italia.
Nel frattempo a Bruxelles, di concerto con Washington, si sta preparando un nuovo pacchetto di sanzioni oltre a quelle – già pesanti – finora lanciate. Ma che significa affermare che la Russia non è più un partner strategico? Avrà la Mogherini il coraggio di dirlo in faccia alle aziende italiane, grandi e piccole, per le quali essa rappresenta uno dei maggiori sbocchi? Avrà la faccia tosta di ribadirlo di fronte ai nostri esportatori di prodotti alimentari, che hanno il mercato russo come uno dei principali punti di riferimento? E, infine, sarà lei a spiegarlo ai cittadini italiani quando arriverà il freddo e i rifornimenti russi di gas potrebbero venir meno?
Le stesse cose dovrà anche spiegarle agli abitanti degli altri Paesi UE, ma restiamo pure a casa nostra, mi pare ce ne sia abbastanza. Dulcis in fundo è subito arrivata la reazione di Mosca, che considera ulteriori sanzioni alla stregua di un atto di guerra. Il premier Medvedev ha minacciato di chiudere lo spazio aereo russo – che ha un’estensione enorme – alle compagnie aeree occidentali. Può sembrare roba da poco ma non lo è affatto. Chi va in Estremo Oriente sa benissimo che per giungere a Pechino o a Tokyo si sorvola in pratica tutta la Federazione passando per la Siberia. Si dovranno dunque trovare rotte alternative (e più costose), ma non è facile. Passare sul Medio Oriente, di questi tempi, è decisamente poco salutare.

Highly detailed planet Earth at night with embossed continents, illuminated by light of cities, translucent and reflective ocean.
Highly detailed planet Earth at night with embossed continents, illuminated by light of cities

Un fatto è certo. Federica Mogherini, ben introdotta nei circoli vicini a Obama, sta seguendo alla lettera le indicazioni del Presidente USA. E penso che questo giovi anche al premier Renzi, che ha bisogno dell’appoggio americano a fini di politica interna. Saranno di certo felici polacchi e baltici che non la volevano a Bruxelles perché era considerata troppo morbida con Putin.
Di qui il mio accostamento iniziale alla trasmissione di Corrado. Proprio come i concorrenti della “Corrida”, la giovane rampante del PD dimostra di essere una dilettante, e neppure decente. Ci vorrebbero fischi e campanacci, ma l’unico a fare sbarramento è, ahinoi, Berlusconi. Una situazione da incubo, la dimostrazione lampante che non basta essere giovani per calcare in modo adeguato il palcoscenico politico.

Michele Marsonet - 9 settembre 2014
fonte: http://www.remocontro.it

Io sto con i Carabinieri, con i Finanzieri, con i Poliziotti senza se e senza ma.


Arma dei Carabinieri



I fatti accadono e sempre più sono (pre)giudicati con superficialità e sull’onda dell’emotività. Un fatto, un episodio, viene isolato dal contesto generale. Si crea il mostro ancor prima che siano fatte le giuste indagini ed il giusto processo. L’opinione pubblica spesso è un drago in cerca della vittima sacrificale che poco o nulla ha a che vedere con la realtà dei fatti. Si è alla ricerca del mostro da decapitare sulla pubblica piazza.
Il garantismo che tanto è richiamato dai politici quando sotto accusa (pure gravi) è uno di loro non vale per tutti gli altri, per la gente comune. Non vale per quegli uomini e quelle donne che tra mille e più difficoltà e problemi sono sempre lì a rispondere ad esigenze sempre più pericolose con i pochi strumenti che hanno a disposizione. La gente è affamata di giustizialismo che scambia per giustizia. Pochi o nessuno vuole andare alla vera causa dei problemi quelli che appartengono ai colletti bianchi, ai potenti, ai politici, a coloro dalle cui decisioni poi nascono problemi gravi. Si cerca, si punisce, si condanna, si umilia, si distrugge (ancor prima di una condanna definitiva) colui che commette materialmente l’atto ma non si cerca il responsabile/mandante occulto ovvero colui che burocraticamente è responsabile di tali gravose situazioni. – Arma dei Carabinieri: soldi insufficienti, poche auto e con meno 12000 uomini. – Guardia di Finanza, parla il Comandante Generale Saverio Capolupo: – 8000 con una previsione di – 12000 unità . –  Servono soldi: protesta del Cocer dei Carabinieri e dei sindacati della Polizia.
L’età media delle Forze di Polizia, secondo i calcoli dei predetti sindacati, nel 2020, salirà dagli attuali 47 ai 53 anni con una riduzione di organici complessivi pari ad 80.000 unità. – Anno 2020: Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Carabinieri età media 53 anni con – 80.000 unità.


GDF Baschi Verdi 


Io sto con gli uomini e con le donne dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria che tutti i giorni affrontano con un cucchiaino un mare di problemi e che spesso con le proprie capacità ed intuizioni devono sopperire e coprire problemi strutturali, di mezzi e di organizzazione. Si pensa che gli uomini in divisa siano dei robot numerici in cui una volta innestato il programma debbano eseguirlo da manuale. I problemi condizionano lo stato di comportamento e di azione. Essere uomini significa emozionarsi, avere paura, avere coraggio, agire in modo anche imprevedibile innanzi a situazioni imprevedibili o solo ipotizzate su carta. – Carabinieri, finanzieri, poliziotti e militari … aspettano le risposte da Beppe Grillo e Matteo Renzi. Ma per molti essere un appartenente alle Forze di Polizia significa non essere un uomo e non essere soggetto alle regole della psicologia umana.
I “giudici” dei fatti e dei comportamenti, anche solo mediante dichiarazioni giornalistiche, sono spesso persone ricche, facoltose e potenti o con poca conoscenza della realtà vera. Parlano senza conoscere e senza avere vissuto mai determinate situazioni stressorie di rischio e di pericolo. E’ troppo facile parlare dietro una scrivania, avanti ad un microfono di un giornalista o davanti all’obiettivo di una telecamera o peggio sui social network.

Guardia di Finanza militari 

Belli, buoni e cattivi siamo tutti figli di questa società malata e di questa crisi economico, culturale, sociale, politica, Istituzionale, etica e morale. Lo scriviamo da tempo ma non fa notizia. Fa più notizia sbattere il mostro in prima pagina, subire dichiarazioni di parte ed andare avanti. Siamo abili nel mettere la testa nella terra. Siamo struzzi più che uomini. L’importante è non affrontare i problemi veri. Il piccolo paga mentre il grande fa carriera.
Quando sul banco degli imputati – condannato dall’opinione pubblica – ancor prima di accertare i fatti, finisce un Carabiniere, un Finanziere o un Poliziotto c’è una sommossa popolare ed una condanna preventiva contro la persona e contro l’Istituzione.  Se la stessa rabbia e la stessa indignazione fosse mostrata contro i delinquenti, i mafiosi, i camorristi e quelli che veramente  hanno rovinato e rovinano il nostro Paese andando contro la Giustizia e la Legalità, l’Etica e la Morale pubblica il nostro sarebbe un Paese sano e meraviglioso.

Polizia di Stato 


L’Italia è un Paese malato dove un condannato con sentenza definitiva per frode fiscale (tale Silvio Berlusconi condannato con sentenza definitiva per frode fiscale, decaduto da Senatore della Repubblica, con altri processi in corso che ha fondato il partito con Marcello Dell’Utri, attualmente in carcere a Parma per la condanna definitiva a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
Tale “Marcello Dell’Utri che per 18 anni, dal ’74 al ’92 è stato il garante “decisivo” dell’accordo tra Silvio Berlusconi e Cosa nostra e “la sistematicità nell’erogazione delle cospicue somme di denaro da Marcello Dell’Utri a Gaetano Cinà sono indicative della ferma volontà di Berlusconi di dare attuazione all’accordo al di là dei mutamenti degli assetti di vertice di Cosa nostra”. Così la Cassazione nelle 74 pagine di motivazioni depositate oggi spiega il perché, lo scorso 9 maggio, ha messo il bollo definitivo sulla condanna a 7 anni di reclusione nei confronti dell’ex senatore di Forza Italia per concorso esterno in associazione mafiosa.” Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO.IT” – Eroi: G. Falcone, P. Borsellino … Nino Di Matteo(video). Pregiudicato: Silvio Berlusconi riformatore con Matteo Renzi.)  partecipa alle riforme della Costituzione Italiana, dove la gente “giustifica” alcuni comportamenti illegali, dove si cercano condoni e sanatorie, raccomandazioni senza diritti, privilegi, abusi e scorciatoie piuttosto che il rispetto delle regole, dove chi denuncia è un “rompicoglioni” da zittire, dove si abbassa la testa contro la delinquenza ma si alza la voce e si manifesta contro le Forze dell’Ordine. – Giulia Sarti del “Movimento 5 Stelle” invita a guardare questo video “censurato” su Silvio Berlusconi.
Essere dalla parte degli uomini e delle donne dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, e della Polizia Penitenziaria significa denunciare le mele marce (laddove ci siano – L’ex generale Umberto Rapetto: “È venuto il momento di denunciare e di dare ai magistrati l’opportunità di fare chiarezza e giustizia…”), le ingiustizie e le illegalità, raccontarle e portarle alla luce del sole ma significa anche rispettare l’Istituzione, il lavoro, l’impegno ed il sacrificio di ogni appartenente onesto. – Guardia di Finanza: ecco il testo integrale della grave “denuncia” di un maresciallo. – Guardia di Finanza: due ufficiali vendevano il posto di Maresciallo, 30.000 € per superare i test. – Arma dei Carabinieri, il Maresciallo Saverio Masi ha rivelato che i suoi superiori lo ostacolarono nella ricerca dei boss latitanti …”

E’ inaccettabile che il popolo manifestante si scagli con violenza contro gli uomini in divisa. Perché dietro la divisa di poliziotto, di finanziere e di carabiniere ci uomini e donne, giovani e meno giovani che per poco più di 1.400 euro al mese rischiano la propria vita ed incolumità. – GDF. La denuncia dei 400 finanzieri ha suscitato l’interesse di alcuni giornali nazionali.
La gente sbaglia a prendersela con chi ha il dovere di eseguire ordini perché hanno prestato un giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana assumendosi degli obblighi stabiliti per legge. Che la smettano di attaccare le persone sbagliate con metodi violenti ed illegali. In democrazia la propria voce va fatta sentire secondo la legge. Non ci sono deroghe.
I poliziotti, i carabinieri ed i finanzieri svolgono solo il proprio dovere con passione e senso di responsabilità. Se, mai venga accertato, che qualche uomo o donna in divisa sbagli è una responsabilità personale e come tale la magistratura e gli organi interni al corpo di polizia la giudicano mediante processo. – Salviamo l’uomo in divisa. Il poliziotto, il finanziere ed il carabiniere sono uomini come noi.

Polizia Penitenziaria 


DonneManager♔diNapoli.com chiede che i cittadini onesti si schierino dalla parte delle Forze di Polizia e non le lascino sole, invocando le Istituzioni e la classe dirigente/politica a fare altrettanto. Una manifestazione di solidarietà e vicinanza alle Istituzioni sane del Stato ed agli uomini ed alle donne che le rappresentano sono doverose oltre che necessarie. E ricorda la propria iniziativa: Oltre – Lab, presenta il movimento G.O.L.E.M. perché senza la giustizia e la legalità ( e chi le difende, le diffonde e le rappresenta) finisce e la corretta e civile convivenza.
Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Carlo Alberto dalla Chiesa, Giorgio Ambrosoli e tanti altri sono esempi da cui imparare e riproporre. – Video dell’intervista “nascosta”: Paolo Borsellino che racconta di Silvio Berlusconi.


“Non so dove andare, scusatemi”. Anziano sfrattato si impicca





Anziano



Suicidio a Barzanò, Lecco: anziano sta per essere sfrattato e si uccide


 
9 settembre – LECCO – “Non so dove andare, scusatemi”. Sul tavolo ha lasciato una lettera indirizzata ai familiari in cui spiegava di non poter andare avanti in quelle condizioni. Poi si è impiccato. E’ successo a Barzanò, in provincia di Lecco, dove un pensionato settantenne si è ucciso nell’abitazione dalla quale stava per essere sfrattato.
Il dramma è stato scoperto dall’ufficiale giudiziario. I carabinieri di Cremella, dopo che i vigili del fuoco allertati dall’ufficiale giudiziario avevano aperto la porta, lo hanno trovato impiccato. Sull’accaduto sono ora in corso indagini da parte dei carabinieri del comando provinciale di Lecco e della compagnia di Merate.
Due mesi fa, quando per la prima volta l’ufficiale giudiziario aveva bussato alla porta del suo appartamento in via Manara a Barzanò, il pensionato si era presentato con una pistola in pugno e, puntandosela contro, aveva minacciato di spararsi se il funzionario non se ne fosse andato.
L’uomo era separato e con un figlio. Delle difficoltà economiche del pensionato, con alle spalle un lavoro come commesso in un negozio sportivo della zona, gli amministratori comunali erano venuti a conoscenza soltanto un paio di mesi fa, ma i problemi non erano stati risolti. 

(da LeccoToday) 9 sett 2014
tramite: http://www.imolaoggi.it

INDIA: SENTENZA PER TOMASO E ELISABETTA




NON SOLO I MARÒ
 

India, arriva la sentenza definitiva per Tomaso e Elisabetta
I due ragazzi sono nel carcere di Varanasi da quattro anni, accusati di aver ucciso il loro compagno di viaggio. Rischiano l’ergastolo. Un documentario racconterà la loro storia
di Francesca Gambarini
Reclusi da quattro anni nel carcere di Varanasi, accusati di omicidio, rischiano l’ergastolo i due giovani italiani Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni. Una tremenda storia, la loro, assai confusa a livello processuale e che ha sempre avuto un risvolto mediatico inferiore rispetto a quello dei due marò. 
Ma che, a differenza della vicenda di Latorre e Girone, sta per arrivare a un epilogo: è infatti attesa per martedì 9 settembre la sentenza definitiva dell’alta corte indiana che dovrebbe decidere se confermare o meno la pena.
In questi giorni di attesa Tomaso ha ricevuto la visita dei genitori e di una troupe cinematografica guidata da Adriano Sforzi, regista bolognese che ha deciso di girare un film sulla vicenda. Sforzi è amico di vecchia data di Tomaso: «Ci siamo conosciuti all’oratorio di Albenga quando eravamo piccoli: ero il suo allenatore. Ci siamo ritrovati a Bologna, qualche anno dopo. Io andavo all’università, lui lavorava. Era un ragazzo normale, la sua famiglia è benestante, il suo futuro era tracciato: un piccolo borghese che faceva l’alternativo, con gli orecchini e tutto il resto. Ribelle e in fuga, continuamente. Piazza Maggiore non gli bastava. Fece i bagagli e andò a Londra, ma non trovò se stesso. Così decise di cercarsi nell’Uttar Pradesh, in India settentrionale».
 
Pinotti si «dimentica» dei ragazzi
A riaccendere i riflettori sulla vicenda di Tomaso e Elisabetta, sempre negli scorsi giorni, la mancata visita del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, volata in India per sincerarsi di persona delle condizioni dei marò, senza però fare visita ai ragazzi detenuti a Varanasi. I genitori di Tomaso hanno comunque incontrato più volte l’ambasciatore italiano in India, Daniele Mancini, che segue da vicino la vicenda: ai ragazzi è stato affidato lo stesso studio legale indiano di Latorre e Girone.
Ma cosa succederà martedì? Nel caso la Corte Suprema di Delhi decida per l’assoluzione i ragazzi potranno tornare a casa. Se sarà confermerà la condanna, verrà chiesta l’applicazione dell’accordo siglato nel 2012 tra Italia e India sul trasferimento delle persone condannate: i due potranno quindi scontare la pena in Italia.
Per i giudici è omicidio passionale
La storia di Bruno, ligure di Albenga, e Boncompagni, torinese, è un susseguirsi di sentenze raffazzonate e poco chiare. Ricapitoliamo i fatti: accusati di omicidio per la morte di Francesco Montis (i tre amici erano insieme in India), dal 7 febbraio 2010 i ragazzi sono detenuti in carcere a Varanasi a scontare l’ergastolo. Sono accusati di un delitto passionale: Francesco era il fidanzato di Elisabetta; i due lo avrebbero ucciso per potere stare insieme.
In hotel a Varanasi, dove erano di passaggio, i tre ragazzi fanno uso di droga, come verrà successivamente ammesso anche da Tomaso in una puntata della trasmissione tv Le iene. Francesco si sente male, i due lo portano in ospedale, qui viene dichiarata la morte e i ragazzi sono arrestati per omicidio. Inizialmente Tomaso e Elisabetta dovevano essere impiccati, poi la pena, confermata in appello, è stata commutata in ergastolo.
Nel passaggio chiave della sentenza di primo grado che li condanna per lo strangolamento volontario dell’amico, il giudice riporta: «Il movente che ha spinto i due accusati ad uccidere Francesco Montis non si può dimostrare per insufficienza di prove, tuttavia si può comunque ipotizzare che Tomaso ed Elisabetta avessero una relazione intima illecita». L’esame dell’accusa si basa su un’autopsia condotta da un oculista; in più, il corpo di Francesco è stato rapidamente cremato perché l’ospedale dove era conservato era invaso dai topi e questo non ha reso possibile una seconda perizia. A nulla è valsa una lettera della madre di Francesco, che scagionava i due ragazzi: il figlio avrebbe avuto problemi di salute.
Gli avvocati difensori hanno sempre sostenuto che mancano le prove e il movente, ma per i giudici indiani il fatto che una ragazza dormisse con due uomini è sufficiente ad avvallare l’ipotesi di una relazione illecita e il conseguente delitto.
I ragazzi sono detenuti in carcere dal momento dell’arresto, non hanno mai avuto un permesso e hanno potuto ricevere solo poche visite. Non possono telefonare ma solo scrivere lettere.
Un film per testimoniare
Si chiama Più libero di prima (www.piuliberodiprima.it) il progetto di Sforzi per raccontare la vicenda di Elisabetta e Tomaso, che avrà però un’attenzione maggiore per le sorti del ragazzo. Il documentario segue da vicino anche i genitori di Tomaso che ora sono in India, in attesa della sentenza definitiva. «Ma il vero protagonista è lui. Il punto di vista sarà quello di Tomaso, anche se sarà il grande assente: mi servirò dell’animazione per ricostruire la sua vita senza telefono, senza computer, in una baracca con altre 150 persone. Useremo il materiale d’archivio, le fotografie, le riprese anche amatoriali», spiega il regista, che lavora al progetto da un anno. Già vincitore di un David di Donatello per il miglior cortometraggio nel 2011 e aiuto regista di Ermanno Olmi per Cento chiodi, Sforzi lavora alla Cineteca di Bologna. Il progetto si è autofinanziato grazie a una campagna di crowdfunding (www.indiegogo.com/projects/piu-libero-di-prima--3).

Corsera - Martedì 9 settembre 2014

tramite: http://www.ilbenecomunenewsletter.it


Altro che conflitto d’interessi: ecco i lobbisti della poltrona

Altro che conflitto d’interessi: ecco i lobbisti della poltrona




Hanno importanti amicizie bipartisan e si muovono tra società pubbliche e private in un groviglio di incarichi che va dai trasporti all’energia fino all’informazione

Non c’è niente da fare, sembra proprio una moda destinata a non tramontare mai. Il collezionismo di poltrone pubbliche e private, nonostante i richiami e le polemiche di un passato sin troppo recente, continua a prosperare indisturbato.
Ecco allora spuntare fuori una pattuglia di lobbisti che si sta muovendo con grande dimestichezza tra incarichi di ogni tipo. Il tutto con qualche dinamismo di troppo, a quanto pare, visto il consistente cumulo di strapuntini che pone alcuni di loro al centro di un autentico groviglio a rischio di conflitto d’interessi. A sorprendere, tra l’altro, è il fatto che incroci e sovrapposizioni finiscano quasi sempre per investire le stesse società pubbliche. 

Tra i casi più in vista c’è quello di Giuliano Frosini , ex capo della segreteria particolare dell’allora ministro del lavoro, Antonio Bassolino, e già collaboratore di un altro ex ministro del lavoro come Cesare Salvi. Frosini, che come si vede vanta una certa affinità con ambienti di sinistra, da qualche mese è entrato nel consiglio di amministrazione delle Ferrovie dello Stato, controllate al 100% dal Tesoro. Peccato, però, che nel frattempo si sia ben guardato dal lasciare un’altra poltrona pesante, quella di responsabile affari istituzionali di Terna, la società di gestione della rete di trasmissione elettrica che rientra nella sfera di controllo della Cassa depositi e prestiti. Ora, è appena il caso di far notare quali e quanti «argomenti» di interesse comune coinvolgano Ferrovie e Terna, a cominciare dalle reti ad alta tensione. Per non parlare di come il tema sia diventato ancor più sensibile dopo che il governo ha deciso di aumentare le tariffe elettriche per la trazione ferroviaria.
Nel consiglio di amministrazione di Terna, proprio dopo l’ultima tornata di nomine, ha fatto il suo ingresso Fabio Corsico , il quale è allo stesso tempo capo delle relazioni istituzionali del gruppo Caltagirone. Già, proprio la galassia che fa capo all’immobiliarista Francesco Gaetano Caltagirone e ha forti interessi nel mondo dell’energia (anche elettrica) visto che detiene il 16,3% in Acea, la multiutility controllata dal comune di Roma. 

All’interno del gruppo del costruttore, Corsico occupa un posto anche nei cda di Cementir, Energia e Il Gazzettino . In più, sempre in rappresentanza di Caltagirone, siede nel consiglio di Grandi Stazioni, società il cui pacchetto di maggioranza (in attesa di ulteriori cessioni) è in mano alle Ferrovie dello Stato. Senza contare il fatto che Corsico è senior advisor per l’Italia di Credit Suisse, la banca che da sempre assiste Terna su tutti i principali dossier. Insomma, una fila indiana di incarichi all’interno dei quali trova spazio pure uno scranno nel consiglio della Fondazione Crt, azionista forte di Unicredit (2,5%).
Ma tra le partecipazioni pesanti della fondazione torinese c’è pure un 5,06% in Atlantia, la holding della famiglia Benetton che controlla Autostrade per l’Italia. Ebbene, a capo delle relazioni istituzionali di Atlantia troviamo Francesco Delzio . Nel suo carnet di incarichi c’è la presidenza di Ad Moving (concessionaria di pubblicità del settore autostradale), un posto nel comitato scientifico di Inpiù (pubblicazione on line che fa capo al presidente della Bnl, Luigi Abete) e una poltrona nel comitato scientifico di Symbola, la fondazione presieduta da Ermete Realacci (Pd) che tanto si è attivata per favorire l’ascesa di Catia Bastioli alla presidenza di Terna.
Nel comitato scientifico di Inpiù spicca un altro profilo che del cumulo di scranni ha fatto il suo habitat naturale. Parliamo di Paolo Messa , nato con Marco Follini (ex Udc ed ex Pd), di cui è stato portavoce. 


Oggi Messa è consulente di Invimit, la società del Tesoro che dovrebbe valorizzare il patrimonio pubblico italiano. L’amministratore delegato di Invimit, curiosamente, è Elisabetta Spitz , ex moglie di Follini. Il lobbista tuttofare, però, spunta fuori anche tra i soci ordinari di Italiadecide, il pensatoio presieduto da Luciano Violante (Pd) e sostenuto, tra gli altri, da Autostrade e Terna. Per non considerare che Messa vanta pure un posto nel cda del Conai (Consorzio nazionale imballaggi) ed è amministratore della società editrice Lola Media Group. E non si può dimenticare come Messa sia il factotum di Formiche , la rivista di estrazione folliniana edita da una società che si chiama Base per Altezza . Nel cui cda, fino a qualche tempo fa, trovava spazio il quasi onnipresente Corsico. Come si vede un intreccio incredibile, un groviglio in cui i soliti noti si spartiscono decine di poltrone in posizioni non proprio da manuale.

di Stefano Sansonetti*
tramite http://www.lanuovaitalia.eu
* Fonte: Il Giornale, 8/9/2014