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Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

26/12/19

Roghi tossici a Tor San Lorenzo, l’associazione Nuova California scrive alle istituzioni

I cittadini temono per la loro salute e sono oramai esasperati,per l’odore acre e irrespirabile.


- 25 Dicembre 2019 - 18:59


Ardea – “Il sottoscritto Piero D’Angeli, presidente della scrivente in intestazioni, con la presente intende denunciare lo stato di profondo abbandono del nostro territorio (Tor San Lorenzo e Nuova California – Ardea), ogni giorno, sin dalle prime luci dell’alba fino a tarda notte, ci ritroviamo a respirare l’odore nauseante dei roghi tossici, io credo che chi mette in pericolo la salute e la vita stessa di un’intera comunità, di interi paesi, o di intere città debba essere arrestato per tentato omicidio plurimo” – comincia con queste parole la lettera inviata alle istituzioni dall’associazione Nuova California.

“Questi continui roghi rischiano seriamente di farci ammalare tutti, se continua così, lentamente e intenzionalmente faremo la stessa fine della terra dei fuochi, ormai le persone appena sentono la frase “sai chi ha il tumore?” rabbrividiscono, perché sappiamo tutti che da questo male raramente si esce vittoriosi e che prima o poi capiterà a chi amiamo o a noi stessi, si, perché nessuno di noi si ritiene così fortunato da scampare a tale male perché si tratta solo di fortuna se non lo conosci: il mostro.
Diverse sono le segnalazioni ricevute da parte di tanti cittadini, che temono per la loro salute e sono oramai esasperati, per l’odore acre e irrespirabile.

La cosa triste sapete qual è? che noi siamo soli, soli a combattere contro chi ci vuole ammazzare, camminiamo per strada attenti ai mucchi di rifiuti, quasi facciamo la guardia per paura che venga incendiato, cerchiamo di fare il nostro dovere ogni santo giorno, perché questo avviene proprio quasi ogni giorno, ma vedete, noi siamo così piccoli e impotenti di fronte a questi eventi che abbiamo necessariamente bisogno dello Stato per poterne uscire.
Lo sappiamo, lo abbiamo capito, lo stato é un padre assente, forse colpevole, non lo so, non voglio nemmeno pensare che sia possibile, perché un padre non uccide i propri figli, i figli vanno protetti, curati e noi siamo in pericolo costantemente, dobbiamo essere tutelati. Lo stato può, lo stato deve perché senza popolo alla fine non ha motivo di esistere. Il mio appello è chiaro, forte.
Gli unici odori che vorremmo respirare sono: l’odore della brezza marina, del caffè, dell’erba verde, del pesce appena pescato, della frutta fresca e dell’aria frizzante del mattino. Noi Vogliamo semplicemente vivere.

Come senz’altro sapete la “stagione” dei roghi tossici, non è mai di fatto cessata. Se essa sembrava sopita, grazie al fatto che fino alla fine del mese di Maggio si sono avuti frequenti piovaschi che hanno senz’altro limitato l’accensione dei roghi e temperature piuttosto basse che non hanno consentito ai cittadini di tenere le finestre aperte di sera e di conseguenza di accorgersi di ciò che continuava a perpetuarsi, con l’elevarsi improvviso delle temperature, tutti hanno avuto modo di comprendere che tale fenomeno non si è mai arrestato.

Non vogliamo dilungarci nello snocciolare gli allarmanti dati sull’alta incidenza delle patologie tumorali divulgati periodicamente dall’Istituto Superiore di Sanità, rispetto ad altre zone d’Italia, dati che senz’alt ro conoscerete, a nome di tanti altri concittadini che continuamente ci sollecitano a fare qualcosa, vi chiediamo:

1) Di richiedere, anche tramite il Prefetto di Roma, che le Forze dell’Ordine con il supporto se  necessario dell’Esercito Italiano presidino il territorio, anche con l’invio di ulteriori unità, da richiedere ai vari Ministeri competenti.

2) La rimozione dei cumuli di rifiuti, anche pericolosi, tuttora presenti in varie zone, specialmente alle Salzare e dintorni,

3) Un controllo più serrato da parte della Polizia Municipale e delle Forze dell’Ordine, dei furgoni che trasportano illecitamente rifiuti, che spesso risultano sprovvisti di copertura assicurativa e collaudo, oltre che del pagamento della tassa automobilistica, che mettono così a repentaglio l’incolumità altrui e la possibilità di risarcimento in caso di sinistro.

4) Individuazione delle varie attività che smaltiscono i rifiuti illegalmente e loro relative sanzioni.

5) Individuazione, da parte degli enti competenti, con conseguente monitoraggio della presenza nell’aria di inquinanti (come diossina o metalli pesanti).

6) Di coinvolgere quanto più possibile, limitatamente alle proprie responsabilità che comunque sono tante, gli altri soggetti del nostro territorio presenti nelle istituzioni, i Consiglieri Metropolitani, i Consiglieri Regionali, i Deputati italiani ed europei, i Senatori della Repubblica, i membri del Governo.

I problemi del nostro territorio non finiscono qui: continuiamo ad avere furti in abitazioni e presso esercizi commerciali; abbiamo una viabilità da terzo mondo, con strade provinciali dissestate continuamente e strade comunali che aspettano da anni di essere asfaltate; la maggior parte delle strade è priva di illuminazione stradale e segnaletica; non abbiamo parchi per i nostri bambini, una piazza e una scuola superiore; non abbiamo piste ciclabili e un lungomare dignitoso.
Le testate giornalistiche del territorio hanno più volte rimarcato i grandi problemi di questa città ai margini di “Città di Roma Capitale”, ma nulla nel tempo è stato fatto.
I cittadini e i commercianti sono oramai esasperati e sperano in un intervento, che possa ridare finalmente un futuro dignitoso a questa città dalle enormi potenzialità, sia storiche che turistiche.
Certi di un vostro interessamento immediato in merito, e restando sempre a disposizione per eventuali aggiornamenti e/o scambi di idee, formuliamo alle SS.VV. i nostri più Cordiali Saluti, ricordando, qualora ve ne fosse bisogno, che ciò che facciamo, lo facciamo solo ed esclusivamente per la tutela della salute nostra, dei nostri figli e delle generazioni che verranno, a cui desidereremmo tanto lasciare una città vivibile”.


Leggi anche: 


08/12/19

Ardea, sequestrati e rapinati in casa i proprietari del bar Laurentina

Altro colpo: svaligiato il ristorante Sora Teresa sul lungomare degli ardeatini


Ardea – Questa notte è stata sequestrata una famiglia composta da due persone moglie e marito gestori e proprietari del bar “Laurentina” sito in via Laurentina angolo imbocco per la via Pontina direzione Latina. 

I due coniugi, sono stati raggiunti vero le 20,30 nell’appartamento dove abitano, dopo aver chiuso il locale, un bar Tabacchi tavola calda, da quattro malviventi che armati di asce, coltelli e “maleppeggio” attrezzo edile, si sono fatti consegnare dai due impauriti coniugi soldi ed oro, dopo si sono fatti aprire il locale ed hanno razziato scatoloni di sigarette, ingente il bottino.
Per la fuga hanno rubato l’auto del malcapitato barista dove hanno caricato la refurtiva e si sono dileguati facendo perdere per il momento le loro tracce.
Sul posto i carabinieri della locale tenenza che hanno provveduto da subito ad avviare le indagini coordinate dal C/te Lorenzo Buschittari della compagnia carabinieri di Anzio competente per territorio.

 

 

Svaligiato il ristorante Sora Teresa

 

Purtroppo non è stato l’unico episodio delinquenziale, questa notte. In Lungomare egli Ardeatini angolo via Brescia, è stata svaligiata la cantina del noto ristorante “Sora Teresa” dove i malviventi hanno asportato bottiglie di vino pregiato, per un ingente valore.
I malviventi comunque non contenti hanno vandalizzato i vetri delle finestre del salone ristorante mandandoli in frantumi.

E’ allarme criminalità

 

Ormai Ardea sembra essere sempre più preda di malfattori dove non manca notte che non avvengono incursioni ladresche e vandaliche specialmente in questa ultima settimana: i furti sulla Laurentina poco distante dal bar “Laurentina” sere fa fu razziato il vivaio “Celilli”, il tentato il furto nel supermercato “Sodifor”, il colpo alla BCC con asportazione del bancomat.
Infine, nelle scorse ore, i carabinieri della tenenza sono dovuti intervenire in forze per arrestare i tre egiziani che avevano malmenato il consorte della consigliera Leghista (leggi qui) a sprangate di ferro in testa facendolo ricoverare presso la clinica Sant’Anna con 30 giorni di prognosi salvo complicazioni. I tre sono stati tratti in arresto e denunciati per tentato omicidio ma le indagini sono ancora in corso.

di - 07 Dicembre 2019 

fonte: https://www.ilfaroonline.it/2019/12/07/ardea-sequestrati-e-rapinati-in-casa-i-proprietari-del-bar-laurentina/307788/

#ardea #comunediardea #marinadiardea #sicurezzaurbana #lungomaredegliardeatini #torsanlorenzo #polizialocaleardea #carabinieriardea #amministrazioneardea 

06/12/19

ARDEA .. Lido delle Salzare, una vergogna infinita ( con aggiornamento 8 febbraio 2020 / 20 marzo 2020 )




ARDEA (Roma) - Tor San Lorenzo

Un servizio di CAN10/Ostia del 26 marzo 2019 sull'ennesimo sopralluogo di un nucleo della Guardia Nazionale Ambientale volto a denunciare l'estremo degrado e l'evidente emergenza igienico sanitaria riscontrata presso il complesso immobiliare "Lido delle Salzare".
Complesso oggetto di numerosi atti giudiziari , dichiarato abusivo, da abbattere come da sentenze passate in giudicato del TAR del Lazio prima e del Consiglio di Stato dopo,  e allo stato proprietà del Comune di Ardea.

Troppo lungo sarebbe ora narrarne tutta la storia, che abbraccia un ventennio,  ben conosciuta dagli abitanti di Ardea e Tor San Lorenzo, dagli organi di informazione locali, e da molti altri che fanno finta di non sapere.


      foto di repertorio, aprile 2019




L'articolo/video parla erroneamente di nuova discarica, ma quel che si vede, e non è tutto, è una vergona che va avanti da anni senza che nessuno intervenga radicalmente, il più assoluto menefreghismo per il concreto pericolo di contrarre malattie importanti a danno di chi vive in  quegli appartamenti e per chi soggiorna, soprattutto nel periodo estivo, nelle immediante vicinanze del complesso in questione.




Dopo il 26 marzo 2019 è accaduto qualcosa ? Assolutamente no !! i rifiuti di ogni genere e provenienza aumentano giorno dopo giorno senza nessun intervento da parte delle istituzioni locali, tantomeno da parte di chi, come la Procura della Repubblica, il NOE, la ASL, la Polizia Locale e le Forze dell'Ordine, è stato più volte sollecitato ad intervenire con segnalazioni ed esposti.

Restiamo in attesa
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Aggiornamento - 8 febbraio 2020


Allo stato nulla è cambiato, nessun intevento, mentre il degrado ambientale, l'emergenza igienico sanitaria ed il pericolo per la salute pubblica sono sempre più presenti.

Di seguito foto del febbraio 2020 che si pubblicano per gentile concessione del geometra Luigi Centore.  

Se per qualsiasi motivo tutti questi rifiuti dovessero andare a fuoco, le coseguenze per l'ambiente e i residenti sarebbero disastrose.






  








 


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Aggiornamento - 20 marzo 2020

Nulla è cambiato, ancora nessun intervento,  mentre la già enorme quantità di rifiuti continua ad aumentare così come il degrado ambientale, l'emergenza igienico sanitaria ed il pericolo per la salute pubblica sempre più incombente.

In verità qualcosa è cambiato, è accaduto quello che si temeva e che già era stato in qualche modo preannunciato nel precedente aggiornamento dell'8 febbraio 2020 ( rpt "Se per qualsiasi motivo tutti questi rifiuti dovessero andare a fuoco, le coseguenze per l'ambiente e i residenti sarebbero disastrose").

* " Un violento incendio si è sviluppato intorno alle 20 del 18 marzo. Ad andare a fuoco una gran quantità di rifiuti abbandonati a lato della palazzina "D"


Incendio


Il fumo e l’odore acre hanno infastidito le famiglie che abitano nelle palazzine confinanti e nello stesso complesso. La segnalazione dell’incendio è arrivata anche al sindaco Mario Savarese, che ha provveduto a girare l’allarme al Comandante della Polizia Locale di Ardea Sergio Ierace. Sono stati avvisati anche i Carabinieri della Tenenza di Ardea, che si sono recati immediatamente sul posto coordinati dal comandante Ten. Antonio Calabrese "




* "Altro incendio il 19 marzo, questa volta ad andare a fuoco sono stati i rifiuti di ogni genere accatastati nel sottoscala della palazzina D. Aria irrespirabile, e fumo nero che ha invaso i palazzi intorno e il Consorzio “Sabbie d’Oro”. Questo avvenimento non è nuovo ai residenti della zona, che da anni continuano ad avanzare richieste per porre fine alla situazione di abusivismo, delinquenza e degrado in cui versa il territorio.
Sono ancora da accertare le dinamiche dell’incendio. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Pomezia e i Carabinieri della Tenenza di Ardea "























Adesso c'è il timore che venga dato fuoco anche alla gran quantità di rifiuti abbandonati alle spalle della palazzina "D" e della "E". 
Dopo questi ultimi episodi si confida in qualche intervento delle istituzioni comunali preposte al controllo del territorio e alla tutela della sicurezza urbana e della salute pubblica.

Restiamo in attesa


Leggi anche :
e.emme

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26/11/19

Perché la riforma del Mes è un disastro per l’Italia



Ora Gualtieri dice che va tutto bene, ma la riforma del Meccanismo europeo di stabilità inciderà pesantemente sui nostri conti

conte gualtieri manovra

Adesso Banca d’Italia e il vice direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica fanno marcia indietro, e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri (Pd) dichiara che tutto va bene, che la riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) in dirittura d’arrivo non modifica le condizioni per l’accesso al prestito da parte dei paesi dell’eurozona e non obbliga chi ne fa richiesta alla ristrutturazione del debito (traduzione: a non rimborsare in tutto o in parte i titoli di Stato ai detentori piccoli e grandi per ridurre l’indebitamento pubblico).

Settimana scorsa

Ma non era così settimana scorsa e quella precedente, quando prima Giancarlo Galli (già deputato Pd e capo economista di Confindustria prima di diventare vice direttore dell’Osservatorio sui conti) in audizione presso le Commissioni riunite V e XIV della Camera dei Deputati e poi il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco in occasione di un seminario sull’unione monetaria lanciavano l’allarme sui contenuti della riforma del Mes, il Fondo salva-stati creato dai paesi dell’Eurozona nel 2011 per intervenire in casi di crisi finanziarie dei paesi partecipanti.

Un colpo di pistola

Galli l’ha definita «un colpo di pistola a sangue freddo alla tempia dei risparmiatori, una sorta di bail-in applicato a milioni di risparmiatori». L’economista ed ex parlamentare aveva esordito nella sua audizione dichiarando «la riforma del Mes contiene elementi di criticità per l’Italia abbastanza forti». Aveva poi spiegato che è un’entità esterna al perimetro delle istituzioni europee, creato con un trattato ad hoc, e che quindi non risponde al Parlamento Europeo. Che la riforma sposterà l’asse del potere economico nell’eurozona dalla Commissione Europea al Mes, che diventerebbe il vero “Fondo Monetario Europeo”, a immagine del Fondo Monetario Internazionale (Fmi).

La precondizione per chiedere aiuti

E che la criticità è la seguente:
«Nella riforma che viene proposta emerge in modo implicito ma abbastanza chiaro l’idea che un paese che chiede aiuto al Mes debba ristrutturare preventivamente il proprio debito pubblico nel caso in cui non sia ritenuto sostenibile dallo stesso Mes. La novità sta nell’idea che la ristrutturazione diventi una precondizione pressoché automatica per ottenere gli aiuti. Questa idea che si debba stabilire una regola che obblighi alla ristrutturazione un paese che chiede accesso ai fondi del Mes e abbia un debito giudicato insostenibile è stata espressa in modo molto esplicito e ripetutamente da esponenti come il governatore della Bundesbank Jens Weidmann. (…) Si danno gli aiuti, ma li si condizionano alla ristrutturazione del debito, il che dovrebbe evitare quel “rischio morale” che ha spinto alcuni paesi a non fare gli aggiustamenti necessari».

A chi dare gli aiuti

Galli ha citato la dichiarazione franco-tedesca di Mesenberg, che afferma che gli aiuti del Mes vanno dati solo dopo un’analisi della sostenibilità del debito del paese che ne fa richiesta, e ha espresso la sua preoccupazione per la riaffermazione del concetto di “private sector involvement” nelle azioni di aggiustamento, una perifrasi per indicare che potranno non essere ripagati titoli di Stato detenuti dai privati.
«Ho l’impressione che le clausole single limb (sistema per facilitare le ristrutturazioni di titoli – ndr) siano introdotte avendo in mente l’Italia e dando al mercato un segnale negativo sull’Italia».

Una calamità immensa

Nella situazione italiana, dove il 70 per cento del debito è detenuto da soggetti residenti in Italia,
«la ristrutturazione sarebbe una calamità immensa, con distruzione di risparmio, fallimento di banche, disoccupazione, impoverimento della popolazione. Una ristrutturazione sarebbe un colpo di pistola a sangue freddo alla tempia dei risparmiatori, una sorta di bail-in di massa applicato a milioni di risparmiatori innocenti».
«Azioni o parole che possano ingenerare nei mercati anche solo il timore di una ristrutturazione o di un default vanno considerati un pericolo per l’Italia e per gli italiani. Per questo motivo noi ci preoccupiamo delle proposte di revisione del trattato Mes».

Una spirale perversa

Parole simili a quelle che di lì a poco avrebbe pronunciato Ignazio Visco:
«I piccoli ed incerti benefici di una ristrutturazione del debito», avrebbe detto sabato 16 novembre, «devono essere bilanciati con il rischio enorme che il semplice annuncio di una sua ristrutturazione possa innescare una spirale perversa di aspettative di default, le quali potrebbero rilevarsi autoavveranti».

Fondo ammazza stati

Insomma, gli interventi di autorevoli economisti venivano a confermare quello che l’opposizione di centrodestra andava dicendo coi toni esagitati del dibattito politico, definendo il Mes in gestazione «Fondo ammazza stati» (Matteo Salvini), «nuova eurofollia» (Giorgia Meloni), un evento così traumatico che richiederà «burro e vaselina» (Claudio Borghi), un’iniziativa tedesca che causerebbe «gravi danni al sistema bancario italiano» (Renato Brunetta). Nel suo blog Luciano Barra Caracciolo, sottosegretario agli Affari europei nel primo governo Conte, scrive:
«La riforma del Mes impone una scelta, obbligata e senza alternative, tra ristrutturazione del debito pubblico o definitiva ristrutturazione sociale italiana, cioè uno sconvolgimento ordinamentale e dunque costituzionale».

Si rimangiano tutto

Sono passati pochi giorni e sia Bankitalia che Galli si sono rimangiati buona parte delle loro affermazioni. Visco non avrebbe «messo in guardia» dalla riforma, ma solo «espresso cautela». Galli adesso dice che le sue parole sono state strumentalizzate, e che nonostante i problemi che la riforma presenta per l’Italia,
«i nostri negoziatori sono riusciti a espungere ciò che era nelle intenzioni chiaramente espresse da molti esponenti dell’establishment del Nord Europa e cioè la ristrutturazione automatica e preventiva del debito dei paesi che si rivolgessero al Mes per assistenza: la ristrutturazione non è automatica, perché dipende dall’esito dell’analisi di sostenibilità del debito».

La riforma in sintesi

La ristrutturazione non è automatica? Andiamo a vedere cosa prevede in sintesi la riforma. Le condizioni per i prestiti, se la riforma dovesse essere confermata nella forma attuale, sarebbero le seguenti: 1) non essere in procedura d’infrazione; 2) vantare un deficit inferiore al 3 per cento da almeno due anni; 3) avere un rapporto deficit/Pil sotto il 60 per cento (o, almeno, aver sperimentato una riduzione di quest’ultimo di almeno 1/20 negli ultimi due anni).

Default di Bot e Cct

Chiaramente l’Italia non rientra nel punto 3: il nostro rapporto debito/Pil è del 134,8 per cento e non lo stiamo riducendo di 6,5 punti percentuali ogni due anni. Dunque la realtà è questa: se l’Italia, che ha versato al Mes 14,3 miliardi di euro che sono serviti per aiutare Cipro, Grecia, Spagna e Irlanda, dovesse avere bisogno in un futuro prossimo di un prestito del Mes, non potrebbe ottenerlo a meno che non intervenga selvaggiamente per rendere sostenibile il proprio debito agli occhi dei tecnici del Mes, cioè dichiarando un default su parte dei Bot, Cct, ecc. Coi nostri soldi stiamo aiutando mezza Europa, ma non potremo nemmeno averli indietro per aiutare noi stessi. Se prima non decapitiamo i nostri risparmiatori.


23/10/19

Il governicchio del caos



Il governicchio del caosCome era inevitabile che accadesse, un governicchio tenuto insieme dalla necessità di evitare il voto anticipato non poteva che impantanarsi tra gli impervi ostacoli della Legge di Bilancio. Ciò è quanto sostiene l’autorevole Stefano Folli il quale, pur non trovando in questo particolari novità rispetto al passato, sottolinea: “Non è la prima volta che un governo di coalizione boccheggia davanti agli scogli della legge di bilancio, come insegna la storia della Prima e un po' anche della cosiddetta Seconda Repubblica… Tuttavia è la prima volta che un Esecutivo appena nato – meno di due mesi fa – risulta essere così sfilacciato, privo di qualsiasi collante politico, non diciamo di un'idea condivisa del futuro. È il suo vizio d'origine, essendo nato unicamente per evitare le elezioni guadagnando tempo”.

Ecco, la stringata enunciazione di Folli fotografa in modo piuttosto esauriente la precaria condizione che sta vivendo l’attuale maggioranza, nella quale tende a predominare una crescente confusione, se non un vero e proprio caos, che prima o poi sfocerà in una inevitabile crisi politica.

In particolare, nel caso di un andamento ancor più sfavorevole della nostra già disastrata economia, con gli inevitabile contraccolpi sullo spread, il formidabile collante dell’autoconservazione parlamentare non potrà più bastare per tenere insieme forze politiche così distanti. D’altro canto, nel mondo globalizzato già in parecchi intravedono l’arrivo di una crisi economica, favorita dalla guerra doganale in atto, la quale avrebbe per l’Italia dei debiti e delle tasse ripercussioni catastrofiche. In tal senso se l’Esecutivo giallo-rosso avesse realmente inteso proteggere, almeno nei limiti del possibile, il Paese nell’eventualità di uno scenario di grave congiuntura internazionale, avrebbe dovuto prioritariamente intervenire con l’accetta sui due insensati provvedimenti adottati dal primo Governo Conte, ovvero Quota 100 e Reddito di cittadinanza. Avrebbe dovuto, inoltre, rimettere in discussione l’altrettanto insensata, dal momento che anche in questo frangente si è fatto ampio ricorso al deficit, politica dei bonus, con quello degli 80 euro in testa, fortemente voluta da Matteo Renzi.

Invece si è seguita la vecchia linea che ha fin qui caratterizzato praticamente tutti i Governi degli ultimi cinquant’anni: tenere in piedi le precedenti leggi di spesa, raschiando il fondo del barile dei conti pubblici nel disperato tentativo di aggiungerne altre. E tutto questo da sacrificare sull’altare supremo del consenso, mascherato con il solito e oramai logoro campionario di buone intenzioni con cui lastricare l’inevitabile inferno che ci attende. Da qui discende il sempre più indigesto fritto misto di una manovra caratterizzata da misure altrettanto insensate rispetto a quelle che non si è avuto il coraggio di modificare. Misure che impongono nuove tasse e nuove coercizioni, come l’assurda battaglia contro l’uso del contante, e che contengono ulteriori elementi di terrorismo fiscale, in ossequio alla vocazione forcaiola dei grillini, soprattutto ai danni dei nuovi kulaki, cioè la grande platea dei lavoratori indipendenti di questo disgraziatissimo Paese.