Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email all'indirizzo edomed94@gmail.com Saranno immediatamente rimossi. L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.


Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

11/10/17

I mercenari della Blackwater erano pronti a invadere il Qatar





US_Navy_070907-N-6477M-113_A_U.S._Special_Forces_Soldier_conducts_rehearsal,_training_and_pre-operation_conformation_on_the_MK_12_sniper_rifle




Secondo quanto rivelato dall’ex primo ministro del Qatar, Abdullah bin Hamad Al-Attiyah, al quotidiano spagnolo Abc, migliaia di mercenari appartenenti alla società nordamericana Academi (precedentemente nota come Blackwater), si sono addestrati nel territorio degli Emirati Arabi Uniti in vista di una possibile invasione del Qatar durante il periodo di maggior tensione fra Doha e gli altri Paesi arabi. Secondo quanto detto dal politico qatariota, la mancata invasione da parte delle truppe arabe dell’emirato è stata dovuta esclusivamente al mancato assenso degli Stati Uniti, che hanno fermato tutto prima che scoppiasse una nuova guerra nel Golfo Persico. E i motivi sono evidenti, soprattutto per l’importanza strategica del Qatar per quanto riguarda la proiezione delle forze statunitensi nel mondo, che contano su Doha per la fondamentale base militare sul territorio dell’emirato. Far esplodere una crisi all’interno delle monarchie arabe significava mettere in pericolo la già fragile struttura delle alleanze Usa nel mondo arabo e mettere a repentaglio (di nuovo) tutto il Medio Oriente per via degli schieramenti delle potenze regionali riguardo al conflitto, con Turchia e Iran che appoggiavano il Qatar.
Tornando al fatto che i mercenari dell’Academi fossero pronti a invadere il Qatar al soldo degli Emirati, questo fatto dimostra due cose: l’importanza degli Emirati Arabi Uniti nel blocco arabo contro Doha e la loro volontà di rovesciare l’emiro; ma soprattutto dimostra l’importanza crescente dei mercenari o contractors negli scenari di guerra contemporanei. Partendo dal primo punto, il governo di Abu Dhabi ha nel tempo costruito un esercito molto forte in grado di competere con tutti i rivali regionali. La “piccola Sparta”, come sono chiamati gli Emirati per via dell’intensa militarizzazione degli ultimi anni, aveva ed ha tutto l’interesse a rovesciare il potere costituito in Qatar in quanto primo rivale, insieme all’Arabia Saudita, per la leadership economica e politica della penisola arabica. Gli interessi degli Eau confliggono in molti campi con quelli del Qatar, dalle compagnie aeree, allo sport, agli interessi finanziari e commerciali, nonché in quelli politici di tutto lo scacchiere mediorientale. Detto questo, per iniziare una guerra serviva inevitabilmente l’approvazione da parte Usa, che non è arrivata. Sotto il profilo dell’utilizzo dei contractors della Blackwater (ora Academi), è importante ricordare che la società nordamericana è già al servizio degli Emirati Arabi Uniti sul fronte yemenita. E proprio per questo motivo, molte fonti parlano di addestramento di migliaia di contractors – forse addirittura 15mila – nella base militare emiratina di Liwa, proprio per utilizzarli nella guerra in Yemen. Già nel 2015, il New York Times rivelò che gli Eau avevano inviato in segreto in Yemen almeno 400 mercenari colombiani dell’allora Blackwater, e nel tempo hanno continuato ad avvalersi dei suoi servigi portando in guerra uomini provenienti da Colombia, Sudan, Sudafrica e di altre nazionalità, per la maggior parte addestrati da statunitensi, britannici e francesi. Negli ultimi mesi della guerra civile yemenita, i contractors della Academi hanno sofferto numerose perdite, più o meno ufficiali, che hanno costretto l’organizzazione a rivedere i suoi piani. Il governo di Abu Dhabi, consapevole delle difficoltà rinvenute nella guerra, pare che abbiano allora deciso di convogliare le forze dei mercenari non più sulla guerra contro i ribelli houti ma per rovesciare il governo del Qatar. La notizia sull’addestramento di sull’addestramento di migliaia di mercenari per invadere il Qatar mostra quanto stiano diventando fondamentali queste società di contractors nelle guerre contemporanee. Le monarchie del Golfo, grazie all’enorme quantità di denaro in loro possesso, li sfruttano per sopperire alla mancanza di uomini, visto il numero esiguo della loro popolazione, e per ottenere gente immediatamente pronta alla guerra e ben addestrata. Ma ultimamente, la loro importanza è cresciuta anche per eserciti nettamente superiori come quello della Russia e degli Stati Uniti. Il Cremlino ha da mesi inviato migliaia di contractors in Siria per controllare le zone di de-escalation, in particolare nel sud del Paese. Il confine siro-israeliano è presidiato anche da mercenari provenienti dalle regioni caucasiche al soldo di Mosca. Sul fronte statunitense, la Academi sta assumendo un ruolo di primo piano, e Trump aveva addirittura pensato di inviare mercenari e non soldati dell’esercito Usa per rinforzare il contingente in Afghanistan. E a conferma di questa crescita d’importanza dell’Academi è tutta sintetizzata nella figura del suo fondatore: Erik Prince. L’ideatore della Blackwater non è soltanto il fratello del segretario all’Educazione dell’amministrazione Trump, Betsy DeVos, ma è anche in corsa per un seggio al Senato per lo Stato del Wyoming.

di Lorenzo Vita - 11 ottobre 2017



Nessun commento:

Posta un commento