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Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

07/04/14

Custodia cautelare, colpo di mano in Aula il Pd prova ad abolirla


 

L’allarme del procuratore di Roma Pignatone: "Stanno rendendo impossibile l'arresto", anche per scippatori, rapinatori e per altri reati con pene inferiori ai 4 anni

 




L’ultimo allarme è arrivato dal procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone: “Stanno rendendo impossibile l’arresto, anche domiciliare, per delitti che considero di un certo allarme sociale”, ha detto a un convegno. Si riferiva agli esiti della riforma della custodia cautelare, approvata il 2 aprile dal Senato e ora passata alla Camera. Con gli ultimi emendamenti approvati, il giudice non potrà disporre il carcere e neppure la detenzione in casa, se è prevedibile che l’indagato possa essere condannato a pene inferiori a 4 anni di carcere. “Questo significa lasciare fuori la corruzione e gli altri reati tipici dei cosiddetti colletti bianchi, comprese le bancarotte, le evasioni fiscali anche di grandi dimensioni, malversazioni e altre violazioni di tipo economico”, ha spiegato Pignatone. “Ma non solo: il legislatore deve sapere che così non si potrà arrestare nemmeno chi compie delitti di strada come lo scippo, il furto, fino alla rapina, a meno che uno non entri in una banca impugnando il kalashnikov”.
La legge che modifica la custodia cautelare ha una storia lunga. Il Pd aveva presentato in Parlamento un testo su questa materia anche nella scorsa legislatura. Ne ripropone uno simile nella primavera scorsa, primi firmatari Donatella Ferranti, Andrea Orlando, Anna Rossomando, con l’appoggio anche di Gennaro Migliore e dei parlamentari di Sel. Spiega Ferranti, oggi presidente della commissione Giustizia della Camera: “La nostra proposta cercava di rispondere al sovraffollamento delle carceri in cui, su 60 mila detenuti complessivi, 23 mila sono in custodia cautelare. E poi alle sentenze della Corte costituzionale, che dal 2010 in poi bocciano le norme dei cosiddetti pacchetti sicurezza che rendono automatico l’arresto per tutta una serie di reati. L’automatismo, dice la Consulta, ci può essere solo in caso di mafia. In tutti gli altri casi va motivato caso per caso”. Il testo passa dalla commissione Giustizia della Camera (che ascolta in audizione anche l’Associazione nazionale magistrati) all’aula di Montecitorio, poi passa al Senato, dove viene approvato il 2 aprile con l’opposizione della Lega e l’astensione del Movimento 5 stelle.
“Il problema – spiega Ferranti, – è che, nel viaggio, il nostro testo ha subìto molte modifiche”. In più ha ricevuto l’innesto di alcune proposte formulate dalla commissione ministeriale guidata dal presidente della Corte d’appello di Milano, Giovanni Canzio. “Ora il pacchetto torna alla Camera con una formulazione diversa da quella iniziale e che – ammette Ferranti – effettivamente presenta alcuni problemi”. Il più grave lo indica Maurizio Carbone, segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati (che il Senato non ha ritenuto di consultare): “La custodia cautelare in carcere, o anche agli arresti domiciliari, viene esclusa in tutti quei casi in cui l’indagato potrebbe avere, alla fine del suo percorso processuale, una pena diversa dal carcere”. Dunque: niente cella per chi potrà essere condannato fino a 2 anni, perché potrà beneficiare della sospensione condizionale della pena; ma niente carcere neppure per chi potrà essere condannato fino a quattro anni, perché fino a quella soglia si prevedono misure alternative al carcere. Con una soglia così alta, resteranno fuori anche i responsabili di reati gravissimi, come denuncia Pignatone.
Ma non solo: questa legge trasforma il giudice delle indagini preliminari, che deve decidere se arrestare o no, in una sorta di Mago Otelma che deve prevedere il futuro. “Non dovrà più valutare le esigenze cautelari al momento del fatto commesso – spiega Carbone – ma dovrà prevedere l’approdo finale dell’iter processuale”. Una specie di pratica divinatoria che dovrebbe anticipare una sentenza definitiva che arriverà dieci anni dopo. E che dovrebbe tener conto di tutti gli sconti di pena possibili nel nostro sistema. Questo è anche in contraddizione con lo spirito della legge, almeno quello proclamato: la custodia cautelare, dicono i “riformatori”, non può essere un’anticipazione della pena definitiva. Giusto: ma proprio per questo deve dunque essere presa sulla base delle esigenze cautelari nel momento in cui il reato è commesso, non anticipare la pena futura.
Carbone constata che il testo legislativo almeno un miglioramento lo ha avuto, nel suo viaggio, e proprio grazie ai suggerimenti dell’Associazione nazionale magistrati. È stato eliminato l’obbligo di lasciar fuori, per esempio, chi abbia commesso un omicidio, magari con modalità efferate, ma che è incensurato.




FONTE:  http://www.ilfattoquotidiano.it

"Troppa paura, nessuna tranquillità. Non se ne può più"



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...e al Serpentone ( LE SALZARE ) non si ride !!!!

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All'assemblea del Comitato Nuova California proteste contro l'invasione Rom




Il Faro on line - Si è tenuta nel parco di via Reno, un'animatissima assemblea pubblica sulla sicurezza e legalità, promossa dal Cdq Nuova California. Troppi furti, troppi incidenti di auto causati dai rom, troppa paura nessuna tranquillità qui - hanno detto - non ci sentiamo sicuri. I cittadini chiamati a raccolta dal presidente del comitato di quartiere Piero d’Angeli, sono accorsi in massa, e sono pronti a organizzare future manifestazioni come fiaccolate e marce di protesta lungo la via Laurentina. Gli intervenuti sono stati d’accordo nel denunciare di vivere in un paese abbandonato dallo Stato. I cittadini hanno raccontato il loro difficile rapporto con i carabinieri, un rapporto non proprio confortevole per via delle risposte che spesso si sentono dire quando chiedono aiuto ed arrivano con ritardo come: “non abbiamo l’auto, l’auto sta giungendo da Anzio, sono tutti fuori”. Un problema, quello della carenza di forze dell'ordine, già più volte sollevato anche in sede ufficiale.

A rafforzare i racconti dei cittadini il consigliere comunale Antonino Abate che al microfono ha raccontato che costretto a chiamare alle 22.30 i carabinieri questi sono giunti dopo due ore. Con Abate c’erano i consiglieri  Ludovici e Rossi, ma nessuno della maggioranza. Un racconto ha scioccato tutti, quando una giovane vedova ha raccontato come la sua bambina sia stata fatta oggetto di attenzioni da parte di un uomo adulto e che non ha denunciato per paura; fatto questo di cui i carabinieri presenti hanno preso nota e sul quale sicuramente il neo comandante darà inizio ad  indagini.

Una riunione in un clima infuocato dove la bravura del presidente e del consigliere Abate hanno fatto si che non si sconfinasse in razzismo, cosa  possibile quando la popolazione si sente abbandonata e come in questo caso è esasperata. Del resto molti hanno chiesto di agire contro i rom delle “Torri” che ormai passano indisturbati nel quartiere e nell’intero paese provenienti da accampamenti delle Salsare e dei 706 ettari demaniali. Un’amministrazione - ha detto Abate - incapace di tranquillizzare i cittadini. In uno dei cartelli affissi all’esterno del parco si leggeva: “Tor San Lorenzo non è la succursale di Castel ROMano fuori tutti”. Altro striscione, con facile allusione al sindaco : “Qui non sono tutte rose e Di Fiori”.

Ormai le “Torri” sono in uno stato di precarietà igienico sanitari al limite dell’epidemia, dove bambini in abbandono per strada rovistano tra l’immondizia, gli scarichi fognari e la sporcizia delle abitazioni, abbandonati dai genitori e senza che nessun assistente sociale si accorga di loro.

di Luigi Centore - 7 aprile 2014

fonte: http://www.ilfaroonline.it

India vota per il Parlamento Nazionalisti contro Gandhi



Da oggi e fino al 12 maggio l'India sarà impegnata nelle elezioni per il rinnovo del Parlamento.
I nazionalisti indù contro la dinastia di Indira Gandhi. Da oggi e fino al 12 maggio l'India sarà impegnata nelle elezioni per il rinnovo del Parlamento, in una maratona che è definita come "il più grande esercizio democratico della storia dell'umanità". La prima delle nove tappe elettorali si terrà in due Stati del nord est, in Assam e Tripura. Le altre fasi si svolgeranno il 9, 10, 12, 17, 24, 30 aprile e il 7 e 12 maggio. Il processo, che durerà 36 giorni, coinvolgerà 814 milioni di elettori, di cui circa 100 milioni votano per la prima volta, e si terrà in 930 mila seggi dalle vette dell'Himalaya fino alle sperdute isole Andamane e Nicobare. Come nelle precedenti elezioni il voto sarà elettronico, ma per la prima volta nelle legislative gli elettori avranno a disposizione un tasto per dichiarare il proprio astensionismo (chiamato "none of the above", ovvero "nessuno di questi"). A differenza del 2009, questo voto è monopolizzato dalla sfida tra due leader, il 43enne Rahul Gandhi per il partito del Congresso al potere in India da dieci anni e il 63enne Narendra Modi, astro emergente del partito dell'Opposizione indù nazionalista Bharatya janata party (Bjp) e governatore dello stato modello del Gujarat. C'è poi un 'terzo incomodo', l'attivista 'anti corrotti' Arvind Kejriwal, di 45 anni, paragonabile a un 'Beppe Grillo indianò che, dopo l'exploit a New Delhi a dicembre, ha deciso di lanciare il guanto ai due grandi partiti a livello nazionale. Varanasi, la città sacra sul Gange conosciuta anche con il nome di Benares, sarà il cuore della sfida tra Modi e Kejriwal, entrambi candidati in quella circoscrizione. L'altra novità di rilievo rispetto al voto di cinque anni fa, che vide la riconferma del partito dei Gandhi e del premier Manmohan Singh, è la grande presenza di giovani che hanno costretto i partiti a usare lo strumento dei social network per raggiungere questa importante fetta di elettorato. Non bisogna poi dimenticare che il voto avrà ripercussioni anche sulla vicenda dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che da oltre due anni sono trattenuti in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori del Kerala scambiandoli per pirati. Il risultato delle urne, che si saprà il 16 gennaio, sarà quindi seguito con grande attenzione da Roma. La campagna elettorale ha visto un crescendo di toni accesi e di pesanti scambi, anche con insulti, tra il Congresso e la destra del Bjp. E nel 'tritacarnè della polemica sono entrati anche i due Fucilieri quando Modi in un comizio ha accusato la Gandhi di "favorirli" e si è chiesto come mai "non fossero in prigione" ma nell'ambasciata d'Italia a New Delhi dove risiedono e lavorano. Secondo tutti i sondaggi, il governatore del Gujarat è dato per favorito, mentre è prevista una debacle per il Congresso. Nel 2009 le previsioni furono azzeccate, ma nel 2004 furono smentite clamorosamente dalla rimonta di Sonia Gandhi. Come in passato, poiché probabilmente nessuno dei partiti conquisterà la maggioranza assoluta, decisive potranno essere alla fine le alleanze con i partiti regionali dei maxi Stati: come l'Uttar Pradesh (che conta ben 80 seggi sui 543 del Lok Sabha), il Bihar e il meridionale Tamil Nadu.



06/04/14

India, elezioni. Destra Janata favorita, cattive notizie per marò italiani




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.....e come non pensare all'ingenuità dimostrata con lo sciagurato ordine dato alla Enrica Lexie di invertire la rotta ed entrare nelle acque territoriali indiane senza valutare le possibili conseguenze, o l'aver consentito il rientro dei due fucilieri di marina nel marzo 2013, nonostante la condotta delle autorità indiane costellata di inspiegabili, nemmeno tanto, rinvii ......... in uno stato dove è prevista anche la pena di morte per il reato di cui venivano ingiustamente accusati, contravvenendo a quanto previsto dalla nostra Costituzione ?

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Narendra Modi 






INDIA, NEW DELHI – Il ‘falco’ e leader dell’opposizione Narendra Modi appare come il grande favorito delle elezioni legislative nazionali che prendono il via lunedi e si concluderanno il 12 maggio. Se le previsioni saranno confermate, l’India potrebbe quindi sterzare a destra dopo dieci anni del governo laico e anti-povertà del Congresso, lo storico partito guidato da Sonia Gandhi e dal figlio Rahul. Questo nuovo scenario è visto con una certa apprensione in Italia dove la vicenda dei mar Massimiliano Latorre e Salvatore Girone domina da oltre due anni le relazioni diplomatiche con la seconda nazione più grande del mondo.
Ma l’ascesa al potere dell’ex venditore di tè che dal 2001 governa lo stato industriale del Gujarat, preoccupa anche gli ambienti liberali all’estero come quelli rappresentati dell’Economist che lo critica in un articolo intitolato “L’India merita qualcosa di meglio di Narendra Modi”. Di recente, il governatore del Gujarat ha infatti denunciato il presunto “trattamento di favore” riservato dal governo ai due Fucilieri di Marina che si trovano in libertà provvisoria dietro cauzione nell’ambasciata d’Italia a New Delhi ed evitato lo spettro della prigione. Ovviamente, ora i toni sono quelli della campagna elettorale e bisognerà aspettare lo spoglio dei risultati il 16 maggio e l’insediamento del nuovo esecutivo per capire le ripercussioni sulla crisi con Roma.


Nell’ultimo sondaggio della Tv privata Cnn-ibn, il partito indù-nazionalista del Bharatya Janata Party (Partito popolare indiano o Bjp) di Modi viene dato in testa con il 35% dei consensi, quasi il doppio rispetto all’ultimo voto del 2009 quando si fermò al 18%. Il Congresso, lo storico partito della famiglia Nehru-Gandhi, non andrebbe oltre il 25% rischiando di scendere per la prima volta nella sua storia sotto la soglia dei 100 seggi nella Camera bassa (Lok Sabha). Nonostante l’exploit, il Bjp non sarebbe in grado però, secondo le previsioni, di raggiungere il “magico” numero di 272, ovvero la maggioranza, e quindi sarà costretto a cercare alleati tra i potenti e litigiosi partiti regionali.
Dotato di un forte carisma e forte dell’appoggio della classe industriale, Modi è riuscito a cavalcare la voglia di cambiamento e il malcontento popolare per l’inflazione e per la corruzione dilagante. Ma si trova a doversi confrontare con il suo passato di militanza nell’ala dura della destra indù e con i massacri di mussulmani in Gujarat nel 2002 quando era già al potere. Per questa sua sospetta connivenza con i radicali color zafferano, il 63 enne leader è stato dichiarato persona non grata negli Usa.
Il settimanale britannico nel suo ultimo numero in edicola si schiera apertamente contro di lui. “Come ‘chief minister’ del Gujarat – scrive – ha mostrato che è incapace di promuovere lo sviluppo economico. La coalizione di Rahul Gandhi, invece, è guastata dalla corruzione. Al confronto, Mr. Modi è pulito e per questo è da ammirare. Ma nonostante ciò, non ce la sentiamo di appoggiare la candidatura di Modi alla più alta carica dell’India”. L’Economist aggiunge poi di non trovare “incoraggiante” un governo guidato da Rahul Gandhi, ma lo considera “il male minore”.



“IL DECRETO ‘SVUOTA CARCERI’ CONTIENE, SOTTO QUESTO NOME TRUFFALDINO, LA BOMBA CONTRO LO STATO E IL POPOLO ITALIANO DELL’ABOLIZIONE DEL REATO DI CLANDESTINITÀ”

 

 

LETTA LAVORATO A (IDA) MAGLI: “IL DECRETO ‘SVUOTA CARCERI’ CONTIENE, SOTTO QUESTO NOME TRUFFALDINO, LA BOMBA CONTRO LO STATO E IL POPOLO ITALIANO DELL’ABOLIZIONE DEL REATO DI CLANDESTINITÀ”

“Non esiste Stato se non esiste il suo territorio e il suo popolo. Con la cancellazione della clandestinità si afferma che non esiste un territorio appartenente allo Stato italiano e che chiunque vi si può introdurre e mescolare. Da oggi ci si potrà accomodare in ogni paese d’Italia e in ogni nave e in ogni aereo italiano”…

Ida Magli per "il Giornale"

Stamani i grillini sono usciti di casa senza chiudere la porta. Anzi, appena giunti in strada hanno gettato le chiavi nel primo cassonetto. Chiunque entri in «casa loro» definizione ormai priva di senso - non commette nessun reato, è libero di entrarvi e di dichiararsene familiare.

RENZI E LETTA 

RENZI E LETTA
Altrettanto hanno fatto, uscendo di casa stamani, Renzi e tutti i suoi sostenitori, gli appartenenti al Pd che guardano con entusiasmo al governo Letta e ai suoi ministri. Finalmente è stata imboccata la strada giusta: far sparire lo Stato italiano e il popolo italiano.
Enrico Letta è stato il primo naturalmente a lasciare aperta stamani la porta di casa ma, invece di buttarne le chiavi nel cassonetto, le ha consegnate alla signora Kyenge affinché sia lei personalmente a gettarle via nel momento stesso in cui, con il voto della Camera dopo quello del Senato di ieri, verrà definitivamente abrogato il reato di clandestinità.
Si chiama decreto «svuota carceri» quello apprestato dal governo Letta, ma contiene, sotto questo nome truffaldino, la bomba contro lo Stato italiano e contro il popolo italiano dell'abolizione del reato di clandestinità, una specie di terrificante svuota carceri preventivo e assoluto.
L'Italia, il suo territorio, è la casa degli italiani. Questo territorio è stabilito da confini che permettono di identificare lo Stato italiano. Non esiste «Stato» se non esiste il suo territorio e il suo popolo. Come ha dichiarato in questi giorni lo Stato di Israele: «Questa è la terra degli Ebrei, la cittadinanza non verrà data a nessuno straniero», così è per ogni Stato e per ogni Popolo.

RENZI E LETTA ALL ASSEMBLEA NAZIONALE PD 

RENZI E LETTA ALL ASSEMBLEA NAZIONALE PD
Con la cancellazione della clandestinità, invece, si afferma che non esiste un territorio appartenente allo Stato italiano, un territorio che lo Stato rivendica come suo, e che non esiste un popolo italiano in quanto chiunque vi si può introdurre e mescolare. Si tratta di una norma talmente distruttiva di qualsiasi realtà e di qualsiasi logica di «Stato» che non è mai esistita e non esiste in nessun Paese, così come non esiste neanche in quei sostituti concreti e simbolici di uno Stato che sono le navi e gli aerei dove la clandestinità è perseguita come il reato più grave. Da oggi, dunque, ci si potrà accomodare senza preavvertirne nessuno in ogni paese d'Italia e, per analogia, in ogni nave e in ogni aereo italiano.

rimpatrio clandestini 

rimpatrio clandestini
I governanti che hanno elaborato un simile decreto sono i despoti più assoluti che siano mai esistiti. Nessun Monarca, nessun Imperatore, nessun Tiranno ha mai preso decisioni così distruttive verso il proprio regno, verso il proprio popolo. Altro che democrazia!
Gli attuali governanti, pur illegittimi in base alla Costituzione, pur considerati dall'opinione pubblica di tutto il mondo dei governanti-barzelletta, dei non-governanti, dai quali ci si aspetta ogni giorno che diano le dimissioni per permettere la formazione di un governo legittimo tramite nuove elezioni, si comportano come se fossero, non gli amministratori, ma i proprietari dello Stato. Proprietari folli, che gettano via ogni ricchezza in un accesso così parossistico di delirio cui non avevano assistito neanche i sudditi di Caligola governati dal suo cavallo.
E i grillini? Quei grillini di cui ci eravamo entusiasmati perché avevano affermato di voler far crollare il «Palazzo»? Cos'è il Palazzo se non il macroparassitismo del Potere assoluto, quello che si serve dei sudditi, di ciò che appartiene ai sudditi, per mangiarseli, per distruggerli?

rimpatrio clandestini 

rimpatrio clandestini
Eccoli lì, dunque, ben sbracati nelle ricche poltrone del Potere, intenti ad usarlo a piene mani per regalare l'Italia, il territorio, il nome, la storia, la civiltà dell'Italia, ai loro Favoriti. Sono talmente incapaci di riflettere e talmente sprezzanti del ridicolo che, pur dichiarati illegittimi dalla Corte costituzionale, si affannano a costruire quello che chiamano pomposamente un impeachment nei confronti del presidente della Repubblica, il quale però è anch'esso illegittimo. Cosa più grottesca di questo modo di governare?

DAGOSPIA 22 GEN 2014