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Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

09/11/15

Il caso Marò alla Corte Permanente Arbitrale dell' Aja. #freeitalianmarines



9 Novembre 2015, giorno di sequestro 1359.

La notizia è Ufficiale, un comunicato stampa della Corte Permanente Arbitrale dell' Aja informa che è stato avviato il procedimento frutto del contenzioso tra Italia e India :

"Arbitral Tribunal Constituted in Arbitration Concerning the “Enrica Lexie” Incident 

The constitution of the Arbitral Tribunal in an arbitration between the Italian Republic and the Republic of India under Annex VII to the 1982 United Nations Convention on the Law of the Sea (UNCLOS) has been completed. "

riassumiamo brevemente il contenuto del comunicato stampa :

La costituzione del Tribunale Arbitrale in un arbitrato tra la Repubblica italiana e la
Repubblica dell'India di cui all'allegato VII della convenzione del 1982 delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) è stata completata.
L' Italia ha nominato il Professore Francesco Francioni ( Italiano) il 26 Giugno 2015 come arbitro di parte. 
L' India ha nominato il giudice Patibandla Chandrasekhara Rao ( Indiano ) il 24 luglio 2015 come arbitro di parte.
Dopo aver consultato le parti durante una riunione ad Amburgo, il 30 settembre 2015, il Presidente del Tribunale internazionale per il diritto del mare ha nominato il giudice Jin-Hyun Paik ( Coreano ) e il giudice Patrick Robinson ( Giamaicano ) come arbitri, e il Giudice Vladimir Golitsyn ( Russo ), come arbitro e Presidente del Tribunale.

Il procedimento arbitrale è stata avviato dall' Italia il 26 giugno 2015, quando l'Italia ha notificato all' India l' intenzione di risolvere la controversia di cui all'articolo 287 e all'allegato VII, articolo 1 della convenzione di Montego Bay. 

Secondo l'Italia, la controversia riguarda "un incidente avvenuto a  circa 20,5 miglia nautiche al largo della costa dell'India che ha coinvolto la MV Enrica Lexie, una petroliera battente bandiera italiana, e il successivo esercizio dell'India di giurisdizione penale nei confronti di due Fucileri di Marina della Marina Militare Italiana "

Secondo l'India, l' "incidente" in questione riguarda l'uccisione di due pescatori indiani, a bordo di un battello indiano di nome St. Antony, presumibilmente da parte di due Fucilieri di marina  italiani di stanza sulla Enrica Lexie, e il successivo esercizio della giurisdizione da parte dell'India.

Il Tribunale intende ora fissare una prima riunione procedurale con le Parti per discutere la procedura, comprese le norme di procedura applicabili, e il calendario per presentare le memorie scritte e orali delle due parti.

Ulteriori informazioni sul procedimento saranno rese disponibili sul sito della PCA 
( Permanent Court of Arbitration ).

La PCA è un'organizzazione intergovernativa indipendente istituita sin dal 1899 con sede a L' Aia ( Olanda ) per convenzione Essa provvede alla risoluzione pacifica dei conflitti giuridici internazionali. 
Della PCA fanno parte 117 Stati membri, tra cui l'India e l'Italia. 
Con sede presso il Palazzo della Pace a L'Aia, nei Paesi Bassi, la PCA facilita l'arbitrato, la conciliazione, di natura istruttoria e altri procedimenti di risoluzione delle controversie tra
varie combinazioni di Stati, enti statali, organizzazioni intergovernative, e aziende private.


NDR :

Ci preme ricordare ai lettori che la Corte dell' Aja si esprimerà esclusivamente su quale degli stati avranno diritto di giurisdizione sulla controversia in oggetto, ovvero avranno diritto di giudicare il caso e non di esprimere verdetti di innocenza o colpevolezza, verdetti che in base agli annex ( allegati ) presentati dalla delegazione Indiana al Tribunale ITLOS  di Amburgo esprimono chiaramente prove da parte dell' accusa poco chiare o addirittura inquinate come riportato dalla analisi degli stessi annex espletata e disponibile sul sito http://www.seeninside.net/piracy ricordiamo altresi' che l' ora dell' allarme dato a bordo della Enrica Lexie e riportato dal sistema satellitare di allarme ( quindi non manipolabile )  unitamente alla posizione nautica della stessa Lexie colloca la nave oltre il limite delle acque territoriali ( circa 20,5 miglia nautiche ) e come ora locale le 16'30, mentre dalle dichiarazioni a caldo del capitano del peschereccio Saint Antony riportano le 21'30  ora locale oltre a non aver riscontro ufficiale sulla posizione dello stesso peschereccio, ovvero tempi e posizione ben distinti e separati tra i due accadimenti, tutto ciò è verificabile ascoltando le parole dette a una TV locale indiana appena il Saint Antony rientrò in porto e riportate in questo contenuto video







ci auguriamo quindi che la Corte Arbitrale alla luce di queste evidenze renda giustizia ai Fucilieri di Marina Italiani di cui uno, Salvatore Girone è ad oggi trattenuto come ostaggio in india nonostante il Tribunale di Amburgo abbia intimato alle parti di sospendere ogni procedimento in corso e nonostante la giustizia indiana non sia stata in grado dopo 1359 giorni di formulare una sola imputazione corredata da prove, che come possiamo vedere dalla lettura e dall' analisi degli allegati sono inesistenti. 
                                                       
                                                        #freeitalianmarines !


Antonio Milellahttp://italiavoxhonest.blogspot.it/

Perché la vittoria di Aung San Suu Kyi sconforta la Cina. Parla il prof. Sapelli


Perché la vittoria di Aung San Suu Kyi sconforta la Cina. Parla il prof. Sapelli
 
 
Conversazione di Formiche.net con lo storico ed economista Giulio Sapelli
Appuntamento con la Storia per il Myanmar. Dopo decenni di regime militare, le prime elezioni libere hanno decretato la vittoria della premio Nobel per la pace birmana Aung San Suu Kyi. Per formare un nuovo governo, la candidata ha bisogno del 67% dei voti, che a scrutinio in corso sembrano esserci. Se il dato fosse confermato, si avvierebbe così a diventare primo ministro.
Quali sono gli effetti principali del voto? Formiche.net l’ha chiesto Giulio Sapelli, storico ed economista, dal 1994 ricercatore emerito presso la Fondazione Eni Enrico Mattei e autore del pamphlet “Dove va il mondo” (edizione Guerini).
Professore, che cosa cambia sul piano domestico e internazionale con le elezioni in Myanmar?
Sul piano interno si assiste a un’affermazione storica, che, anche se non dovesse bastare alla formazione di un governo, riporta la luce nel Paese dopo un lungo buio. Rappresenta un fortissimo segnale democratico. Aung San Suu Kyi è stata prigioniera per anni e suo padre venne eliminato proprio durante il precedente colpo di Stato militare. Mentre il primo effetto internazionale è quello di un rafforzamento della posizione americana in Asia. Un aspetto rilevante, dopo le tensioni recenti con Pechino.
In che modo la vittoria di Aung San Suu Kyi rafforza Washington?
Il peso dei militari, che per decenni hanno governato il Paese e che hanno comunque diritto al 25% dei seggi, è ancora molto rilevante. Questi hanno sempre basato la loro politica estera nel rapporto con Cina e India. Ora l’affermazione di un premio Nobel per la pace, che incarna i valori americani ed è visto di buon occhio dalla Casa Bianca, può senza dubbio bilanciare gli equilibri interni. E anche creare nuovi rapporti tra la Birmania e i suoi vicini. Non è un caso che, dopo la notizia, Washington abbia già annunciato manovre militari congiunte e l’intensificazione dei rapporti economici con il Paese.
Qual è la strategia americana?
Gli Usa possono cominciare a creare una politica di contenimento di Pechino non solo sul piano commerciale, come con Tpp, o su quello militare, come con gli sforzi in cyber difesa o nei movimenti delle proprie portaerei nel Mar Cinese Meridionale. Ma anche sul piano politico, ampliando la loro zona d’influenza grazie al sostegno a leader vicini all’Occidente. Per Washington sarà anche un modo per riunire l’Occidente e rendere sordi alle sirene cinesi molti Stati amici. Di quest’ultimo fa parta anche la volontà di porre un freno alle relazioni sempre più strette tra Londra e Pechino, che preoccupano la Casa Bianca. E’ già accaduto in passato con Suez, ritorna oggi.
Come si porrà la Cina?
Non in modo aggressivo. Siamo di fronte a uno scenario molto diverso rispetto a quello che si è palesato nell’ex spazio sovietico. Paesi come l’Ucraina avevano con Mosca un rapporto intenso, che poi si è deteriorato. La Cina ha già rapporti tesi con tutti i suoi vicini, ad eccezione forse del Laos, di cui si sa poco e che comunque non ha rilevanza strategica. Barack Obama sta adottando i capisaldi di Theodore Roosevelt, che considerava il Pacifico il cuore strategico della politica americana. Questo approccio, per il momento, ha il ha pregio di non sollevare braci, ma di isolare Pechino e di creare élite nazionali fedeli agli Usa. Anche perché la Cina ha altri problemi a cui pensare.
Quali problemi ha Pechino?
La Cina ha enormi difficoltà interne sul piano economico e nel rapporto con i nuovi ricchi. E le ultime notizie ci dicono che anche alcune eccellenze decantate da Pechino, come i big tecnologici, sono in realtà giganti dai piedi d’argilla, che hanno bisogno di know how straniero per stare in business. La Repubblica Popolare deve sciogliere questi nodi, prima di pensare ad altro o rischia l’implosione. Certo, Xi Jinping non rinuncia a qualche colpo scenografico, di tanto in tanto. Ma se gli Usa sapranno dosare bastone e carota, senza provocare inutilmente, la Cina sarà nell’angolo ancora per molto.

Michele Pierri - 9 novembre 2015
fonte: http://formiche.net

Vicenda Marò - India. Nominato il Collegio Arbitrale







" la Corte permanente di Arbitrato (Cpa) dell’Aja che ospiterà il Tribunale che dovrà decidere sulla controversia tra Italia e India ha nominato gli arbitri del contenzioso: sono il coreano Jin-Hyun Paik, il giamaicano Patrick Robinson e il presidente del Tribunale, il russo Vladimir Golitsyn. Questi vanno ad aggiungersi all’arbitro italiano Francesco Francioni e a quello indiano P. Chandrasekhara Rao. "


Judge Patrick Lipton Robinson

Judge Patrick Lipton Robinson of Jamaica served as the Tribunal’s President between November 2008 and November 2011. He was first elected as a judge of the Tribunal by the UN General Assembly on 16 October 1998, and is currently presiding the Appeals Chamber in the Popović et al. case. Prior to his duties as President, Judge Robinson served in Trial Chamber III, where he presided over numerous cases, including those of Slobodan Milošević and Dragomir Milošević. He also presided the ICTY Appeals Chamber in the cases of Boškoski and Tarculovski, and of Haradinaj et al. In addition, he was assigned to sit on the Appeals Chamber in several cases, including the Appeals Chamber of the International Criminal Tribunal for Rwanda.
A graduate teacher of English from 1964 to 1966, Judge Robinson went on to begin a long and distinguished career in public service, working for the Jamaican government during three decades. From 1968 to 1971, he served as a Crown Counsel in the Office of the Director of the Public Prosecutions. Between 1972 and 1998, he served briefly as Legal Adviser to the Ministry of Foreign Affairs, and subsequently in the Attorney General’s Department as Crown Counsel, Senior Assistant Attorney-General, Director of the Division of International Law, and Deputy Solicitor-General.
Judge Robinson’s long-standing experience in UN affairs dates back to 1972, when he became Jamaica’s Representative to the Sixth (Legal) Committee of the United Nations General Assembly, a position that he held for 26 years. He played a leadership role on several items in the Committee, including the definition of aggression and the draft statute for an international criminal court. From 1981 to 1998, he led Jamaica’s delegations for the negotiation of treaties on several subjects, including extradition, mutual legal assistance, maritime delimitation and investment promotion and protection.
Judge Robinson has been a member of numerous international bodies. As a member of the Inter-American Commission on Human Rights from 1988 to 1995, and its Chairman in 1991, he contributed to the development of a corpus of human rights laws for the Inter-American System. As a member of the International Law Commission from 1991 to 1996, he served on the Working Group that elaborated the draft statute for an international criminal court. Judge Robinson also served as a member of the Haiti Truth and Justice Commission from 1995 to 1996, was a member of the International Bio-ethics Committee of UNESCO from 1996 to 2005, serving as its Vice-Chairman from 2002 to 2005, and represented Jamaica at the United Nations Commission on Transnational Corporations (UNCTAD), serving as its Chairman at its 12th Session in 1986. He represented Jamaica at all sessions of the Third United Nations Conference on the Law of the Sea and was accredited as an ambassador to that conference in 1982.
Judge Robinson is a Barrister of Law, Middle Temple, United Kingdom. He holds a B.A. in English, Latin, and Economics from University College of the West Indies (London), an LLB with honours from London University, and an LL.M. in International Law from King’s College, University of London, in the areas of the Law of the Sea, the Law of the Air, Treaties, and Armed Conflict. He also holds a Certificate of International Law from The Hague Academy of International Law.


Judge Jin-Hyun Paik 

ITLOS - Member of the Tribunal since 6 March 2009; re-elected as from 1 October 2014; Member of the Special Chamber formed to deal with the Dispute Concerning Delimitation of the Maritime Boundary between Ghana and Côte d'Ivoire in the Atlantic Ocean (Ghana/Côte d'Ivoire)
Born: Seoul, Republic of Korea, 1 February 1958.
Education: LL.B., Seoul National University (1980); LL.M., Columbia University School of Law (1983); Ph.D. (International Law), University of Cambridge (1989).
Professional Experience: Doctoral Scholarship Fellow (Bourse de Doctorat), Hague Academy of International Law (1985); Professor, Institute of Foreign Affairs and National Security, Ministry of Foreign Affairs, Republic of Korea (1990–1997); Legal Adviser to the Korean delegation to the negotiations for Mutual Legal Assistance Treaty/Extradition Treaty with Canada, United States, Brazil, Thailand, and Australia (1990–1993); Legal Adviser to the Korean delegation to the Preparatory Commission for the International Seabed Authority and International Tribunal for the Law of the Sea (8th-12th sessions) (1990–1994); Chairman, Research Committee, Sea Lanes of Communication Study Group, Republic of Korea (1990–2009); Chairman, Asian Group of the G-77, Preparatory Commission for the International Seabed Authority and International Tribunal for the Law of the Sea (1991–1992); Member, Korean delegation to United Nations Special Committee on Peacekeeping Operations (1992); Legal Adviser to the Korean delegation to the negotiations for Fishery Agreements with China, Japan, and for the Central Bering Sea (1992–1997); Legal Adviser to the Korean delegation to the United Nations Secretary-General’s informal consultations on the Law of the Sea (5th-8th sessions) (1993–1994); Member of the Korean delegation to the United Nations General Assembly (6th Committee; 48th-50th sessions) (1993–1995); Member, Maritime Cooperation Working Group, Council for Security Cooperation in the Asia-Pacific (1994–present); Member, Presidential Commission on Policy Planning, Republic of Korea (1994–1997); Legal Adviser to the Korean delegation to the Assembly of International Seabed Authority (1995); Professor of International Law, Graduate School of International Studies, Seoul National University (1997–present); Member, Advisory Committee to National Security Council, Republic of Korea (1999–2000); Visiting Fellow, RAND Corporation, USA (2000); Member, Advisory Committee to Ministry of Foreign Affairs and Trade, Republic of Korea (2000–2002); Associate Dean, Graduate School of International Studies, Seoul National University (2003, 2005–2007); Visiting Professor to Johns Hopkins University’s School of Advanced International Studies and Visiting Fellow to Stanford University’s Hoover Institution (2003–2004); Director, SNU-KIEP EU Center, Seoul National University (2006–2008); President, Haesung Institute for Ethics in International Affairs, Republic of Korea (2006–present); President, Korean Council on the United Nations System (2008–2011); Director, Institute of International Affairs, Seoul National University (2008–2010); Chairman, Sea Lanes of Communication (SLOCs) Study Group Korea (2010–present); Dean, Graduate School of International Studies, Seoul National University (2010–2012); Guest Scholar, Max Planck Institute for Comparative Public Law and International Law, Germany (2013).

Member: Attorney-at-law, New York Bar (1989–present); Editorial Committee, Korean Journal of International and Comparative Law (1991–2010); Managing Editor, Journal of International and Area Studies (formerly Asia Journal) (1997–2000); Editorial Board, International Studies Review (2001–present); Editor-in-chief, Journal of International and Area Studies (2008–2010); Executive Committee, Asian Society of International Law (2011–present); International Advisory Panel, Center for International Law, Singapore (2012–present); Executive Board, Korean Society of International Law; American Society of International Law; European Society of International Law.


President Vladimir Vladimirovich Golitsyn 

ITLOS - Member of the Tribunal since 1 October 2008; President of the Tribunal since 1 October 2014; President of the Seabed Disputes Chamber 2011-2014
Born: Moscow, Russian Federation, 27 February 1947.
Education: Red Diploma, International Affairs (with honours), Moscow State Institute of International Relations (1970); Candidate of Juridical Sciences, Moscow State Institute of International Relations (1975); Doctor of Juridical Sciences, Diplomatic Academy of the Ministry of Foreign Affairs (1988).
Professional Experience: Lecturer on international law, Law, Diplomatic and Economic Faculties, Moscow State Institute of Foreign Relations (1975–1981); Ministry of Foreign Affairs, former USSR: Legal Expert, Legal and Treaty Department (1975–1979), Member of the Inter-Agency Working Group of the Supreme Soviet responsible for the preparation of draft laws on territorial sea and fishery zone (1976–1980), Head, Division of Public International Law, Legal and Treaty Department (1979–1982), Member of the Inter-Agency Working Group of the Council of Ministers on the Arctic and Spitsbergen (1979–1982), leader or member of the USSR delegations at various conferences and meetings; United Nations, New York: Legal Officer, Office of the Legal Counsel (1982–1986), Acting Secretary of the Committee on Relations with the Host Country (1983), Secretary of the Committee on Applications for Review of the Administrative Tribunal Judgments (1985–1996), Senior Legal Officer, Office of the Legal Counsel (1986–1997), Secretary, Plenary of the Preparatory Commission for the International Seabed Authority and the International Tribunal for the Law of the Sea (1987–1994), Liaison officer at UNHQ for the International Court of Justice (1995–2004), Principal Legal Officer, Office of the Legal Counsel (1997–2003), Director, Division for Ocean Affairs and the Law of the Sea (2004–2007), representative of the United Nations at the 92nd and 97th sessions of the Council of IMO, at the 26th session of the Committee on Fisheries of FAO and at the Fourth Meeting of Regional Fisheries Organizations (Rome, March 2005); Chief Legal Counsel of the delegation of the Russian Federation in two prompt release cases before the International Tribunal for the Law of the Sea (2007); Professor (2007–2011) and Visiting Professor (2012) of International Law, Moscow State University of International Relations; lecturer, Rhodes Academy of Oceans Law and Policy (2009–present); lecturer, IFLOS Summer Academy (2009–present); Speaker: The Fifth Global Conference on Oceans, Coasts and Islands (Paris, May 2010), The Third Aspen Environment Forum (Aspen, USA, July 2010), The 74th Conference of the International Law Association (The Hague, August 2010), Law of the Sea Institute Conference “Institutions and Regions in Ocean Governance” (Hamburg, October 2010), International Conference in Memory of Professor Tunkin (Moscow, November 2010); International Conference on “Arctic Science, International Law and Climate Change” (Berlin, March 2011); 1st Conference on “The Use of the Oceans’ Energy Resources, Risk Management, and the Need for Regulation” (Hamburg, June 2011); International Symposium on “Safety, Security and Environmental Protection of Straits Used in International Navigation: Is International Law Meeting the Challenge?” (Istanbul, September 2011); UNITAR Training Course for young specialists from the Commonwealth of Independent States (Moscow, April 2012); Seventh Annual International Conference on “Securing the Oceans for the Next Generation” (Seoul, May 2012); Second EU-USA Conference Series on “Sustainable Oceans: Developing a new International Architecture for Maritime Policy” (New York, July 2012); Seminar on “International Cooperation in the Protection of Environment, Preservation and Rational Use of Biological Resources in the Arctic Ocean” (Moscow, September 2012); Round-Table Panel Discussion on “Current Issues Regarding the Delimitation of the Outer Continental Shelf” (Hamburg, September 2012); Presentation “The mandate and work of the Seabed Disputes Chamber”, 3rd International Symposium on Technical Aspects of the Extended Continental Shelf and the Area (Beijing, November 2012); Professor of International Law, Moscow State University (2012); Visiting Professor of International Law, Moscow State Institute of International Relations (MGIMO-University) (2012); Lectures on “Legal Regime of the Arctic and Antarctic – Environmental Aspects”, UNITAR Training Course for young specialists from the Commonwealth of Independent States (Moscow, April 2013); Presentation “How Effective is the United Nations Convention on the Law of the Sea? Gaps in Law and Gaps in Applying the Law”, EU-USA Conference Series on “Sustainable Oceans: Reconciling Economic Use and Protection of Environment” (Cascais, Portugal, June 2013); Presentation “Human Rights and Environmental Law”, Annual International Conference (Moscow, October 2013); Presentations “Role of the International Tribunal for the Law of the Sea in Settlement of International Disputes” and “Competence of the Seabed Disputes Chambers of the International Tribunal for the Law of the Sea and Its Role and Activities”, International Workshop on “Settlement of Disputes” (Doha, Qatar, April 2014); Presentations “Equitable Criteria in the Delimitation Methodology” and “Final and Binding Natures of the Outer Limits of the Continental Shelf, the Bay of Bengal Case”, Summer Academy on the Continental Shelf (Torshavn, the Faroe Islands, June 2014); Chair of the Panel on “Arctic Continental Shelf Petroleum”, 38th Annual Conference on the Law of the Sea, “Challenges of the Changing Arctic: Continental Shelf, Navigation and Fisheries” (Bergen, Norway, June 2014).

Member: Soviet Association of International Law (1975–1982); Soviet Association of Maritime Law (1975–1982); American Society of International Law (1991–2005); Canadian Council of International Law (1989–1991); Steering Committee of the Global Forum on Oceans (2004–present); Global Forum Working Group on Governance of Marine Areas beyond National Jurisdiction (2006–present); Russian Association of International Law (Russian branch of the International Law Association) (2007–present); Russian Association of International Maritime Law (2007–present, Vice-President 2009–present); Arctic Council of the World Economic Forum (2012); Global Ocean Commission (2013).

francioni

Francesco Francioni (nominato dall'Italia)

(Doctor of Laws, Florence, and LLM, Harvard) is Professor, emeritus, of international law at the European University Institute, Florence. He is a member (associate) of the Institut de droit international, a member of the Editorial Board of The International Spectator and the European Journal of International Law, and General editor of the Italian Yearbook of International Law. He has been visiting professor at the Columbia Law School, N.Y. (winter term 2013), Cornell Law School (1983-1986), Texas Law School (1987-2008) and Oxford University (1998-2003). He has been a member of the Italian delegation in numerous international negotiations and diplomatic conferences, and recently he has been appointed Judge ad hoc in the UN Tribunal of the Law of the Sea as well as Arbitrator in an interstate dispute between Italy and India. He has published extensively in the field of public international law. His recent publications include Access to Justice as a Human Rights (Oxford University Press, OUP 2009); The 1972 World Heritage Convention. A Commentary (OUP 2008); ‘Public and Private in the International Protection of Global Public Goods’, European J. Int. L. (2012); War by Contract (OUP 2011 with N. Ronzitti); ‘Diritto internazionale degli investimenti e tutela dei diritti umani: convergenza o conflitto? in La tutela dei diritti umani e il diritto iternazionale’, XVI Convegno Società Italiana di Diritto Internazionale (Napoli 2012); Enforcing International Cultural Heritage Law (OUP 2013 with J. Gordely); and The EU, the US and Global Environmental Governance (Ashgate 2014 with C. Bakker).


Judge P. Chandrasekhara Rao (nominato dall'India)

ITLOS - Member of the Tribunal since 1 October 1996; re-elected as from 1 October 1999 and 1 October 2008; President of the Tribunal 1999-2002; President of the Special Chamber formed to deal with the Case concerning the Conservation and Sustainable Exploitation of Swordfish Stocks in the South-Eastern Pacific Ocean 2000-2009
Born: India, 22 April 1936. 
Education: B.A., B.L., M.L., LL.D., University of Madras, India; LL.D. h.c., NALSAR University of Law, Hyderabad, India; Doctor of Letters h.c., Krishna University, India.
Professional Experience: Research Officer, Indian Society of International Law (1963–1967); Law Officer (1967–1971), Assistant Legal Adviser (1971–1976), Legal and Treaties Division, Ministry of External Affairs; Counsel for the Government of India in the case concerning the Appeal relating to the Jurisdiction of the International Civil Aviation Organization Council (India v. Pakistan) before the International Court of Justice (1972); Legal Adviser to the Permanent Mission of India to the UN, New York (1972–1976); Deputy Legislative Counsel, Additional Legal Adviser, Joint Secretary and Legal Adviser, Additional Secretary (1976–1988), Secretary (1988–1996), Union Ministry of Law; Sole Arbitrator in Government contracts (1979–1983); Secretary-General, International Center for Alternative Dispute Resolution, New Delhi (1995–1996); Visiting Professor: Osmania University, Hyderabad (1994–1995), Kakatiya University, Warangal (1994–1995), University of Madras (1995–1996). 
Member: Board of Editors, Indian Journal of International Law (1970–present); Indian Society of International Law (Vice-President 1994–2000); Indian delegation to: Legal Sub-Committee on the Peaceful Uses of Outer Space (1969–1973, 1975); International Legal Conference on Marine Pollution Damage, Brussels (1969); UNCTAD Working Group on International Shipping Legislation, Geneva (1969); UN Special Committee on Principles of International Law concerning Friendly Relations and Cooperation among States, Geneva (1970); UN Committee on the Peaceful Uses of the Seabed and the Ocean Floor beyond the Limits of National Jurisdiction (1971, 1973); Third UN Conference on the Law of the Sea (1973–1976); UN General Assembly (1972–1975); UNCITRAL (Head of delegation 1972, 1988–1994); Legal Committee of the ICAO (1973); Ad hoc Committee on International Terrorism (1973); Ad hoc Committee on the UN Charter (1975); Commonwealth Law Ministers Meetings held at Bridgetown (1980), Harare (1986), Christchurch (1990), Port Louis (1993), Kuala Lumpur (1996); Ministerial-level Meeting of GATT Contracting Parties, Punta del Este, Uruguay (1986); UN Conference on the Liability of Operators of Transport Terminals in International Trade, Vienna (Chairman of Drafting Committee 1990); Meeting of the International Seabed Authority, Kingston (1996), (Head of delegation); Meeting of States Parties to the UN Convention on the Law of the Sea, New York (1996), (Head of delegation); represented the International Tribunal for the Law of the Sea at the Fifty-fourth and Fifty-fifth Sessions of the United Nations General Assembly, the Twelfth, Thirteenth and Fourteenth Meetings of States Parties and the Asian-African Legal Consultative Organization (Abuja, July 2002; New Delhi, June–July 2008).




Marò, qualcosa si muove

"Purtroppo è proprio così. Le prove schiaccianti dell'innocenza di Salvatore e Massimiliano sono disponibili da due anni e mezzo e, a fronte di tali prove, la scelta di avviare un arbitrato sulla giurisdizione è equivalso alla scelta di metterle a tacere (quanto meno a livello ufficiale)."

S.T.


Marò
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Vincenzo Pinto/Getty Images)

Nonostante siano venute alla luce numerose e chiarissime prove che dimostrano ampiamente l’estraneità dei due marò dalla vicenda per la quale sono accusati di omicidio, la situazione al momento non è cambiata. Qualcosa però inizia a muoversi, almeno dal punto di vista burocratico. Infatti la Corte permanente di Arbitrato (Cpa) dell’Aja che ospiterà il Tribunale che dovrà decidere sulla controversia tra Italia e India ha nominato gli arbitri del contenzioso: sono il coreano Jin-Hyun Paik, il giamaicano Patrick Robinson e il presidente del Tribunale, il russo Vladimir Golitsyn. Questi vanno ad aggiungersi all’arbitro italiano Francesco Francioni e a quello indiano P. Chandrasekhara Rao.
La Corte dell’Aja ha dato notizia della nomina con un comunicato nel quale sintetizza anche la vicenda ad oggi: “Il 26 giugno 2015 l’Italia ha avviato una procedura arbitrale con la notifica della controversia inviata all’India in base all’art. 1 della sezione VII e dell’art. 287 della Convenzione dell’Onu sul diritto del mare. La controversia riguarda un incidente avvenuto a circa 20,5 miglia nautiche al largo delle coste indiane, che ha coinvolto la nave Enrica Lexie, una petroliera battente bandiera italiana, e il conseguente esercizio della competenza penale dell’India nei confronti di due fucilieri della Marina italiana. L’India sostiene che l’incidente in questione riguardi la morte di due pescatori indiani che si trovavano a bordo di un’imbarcazione indiana, il St. Antony, di cui sarebbero responsabili due fucilieri in servizio a bordo della Enrica Lexie, e il conseguente esercizio della competenza indiana”.
Quello che la Corte non può dire è che le prove a discolpa di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ormai sono schiaccianti e che quest’ultimo si trova ancora forzatamente e ingiustamente in India senza la possibilità di fare rientro in patria.

F.B. - lunedì, 9 novembre 2015 
fonte: http://www.direttanews.it

08/11/15

MAFIA CAPITALE? NO MAFIA INTELLETTUALE


roma           


Si apre a Roma il dibattimento del processo c.d. “Mafia Capitale”.
Quando si cominciò a parlare di questa ennesima kermesse giudiziaria, parafrasando un noto e particolarmente imbecille manifesto elettorale pro Marino, io scrissi: “questa non è mafia, è Roma”. Una battuta tutto sommato un po’ ingiusta contro la mia Città di adozione (“questa è l’Italia” e non solo Italia, sarebbe stato un pochino più giusto). Ma il fatto che “non è mafia” è poi cominciato ad affiorare, ed ora la chiave del processo è quella: è o non è mafia?
E’ una domanda cui è difficile dare una risposta certa e rassicurante in termini giuridici (ché, se non in termini giuridici la risposta ad ogni interrogativo relativa ad un processo è impostura e truffa).
E’ difficile perché lo stesso concetto di “associazione di stampo mafioso”, così netto ed abbastanza chiaro in termini di sociologia criminale è, dal punto di vista del diritto, una impostura, una “fattispecie penale apparente”, secondo la qualificazione (in negativo) che ne fa la sentenza sul plagio della Corte Costituzionale, estensore Volterra (un giurista sul serio).
Io ricordo che, appena venuta fuori la legge “Rognoni-La Torre” contenente quel giro di parole che avrebbe dovuto definire la nuova figura di delitti, provai a proporre in diverse sedi la questione della sua incostituzionalità per violazione della specificità dell’addebito necessaria per la realizzazione del principio, antico e recepito e consacrato dalla Costituzione, “Nullum crimen, nulla poena sine proevia lege poenali”. Eccezioni dichiarate, manco a dirlo “manifestamente infondate”.
In altre parole fui preso “giudizialmente” a pesci in faccia. Per fortuna non c’era ancora il reato “giurisprudenziale” di “concorso esterno” di quel “reato associativo”, ché, altrimenti mi avrebbero pure incriminato (qualche anno dopo un magistrato, cui magari altro poteva essere addebitato, fu oggetto di una perquisizione personale, che diede l’avvio ad una decennale persecuzione nei suoi confronti” con la motivazione: “per avere negato in una sentenza il carattere verticistico di Cosa Nostra”).
Quella fattispecie penale “aperta” ed “apparente” è diventata l’asse portante di una giustizia arbitraria che, anziché essere “uguale per tutti”, come è enfaticamente ed ottimisticamente scritto nelle aule di giustizia, mette, intanto, la giustizia “su due piani”, quello “ordinario” e quello “antimafioso”.
Assegnando ogni caso di reato plurisoggettivo (la “mafia individuale” non è stata ancora “giurisprudenzialmente” sancita, ma si è sulla strada buona con molte enormità, ad esempio di “concorso esterno”) alle Procure ordinarie o a quelle “Antimafia” (istituzionalizzazione del vuoto logico della falsa fattispecie!!) si compie spesso una scelta, che poi, quasi è d’obbligo ritenere irreversibile, che pesa, anche in fatto di pene da applicare, assai di più di ogni altro accertamento da compiere nell’indagine e nel giudizio.
La creazione di questa giustizia “speciale”, invano vietata dalla Costituzione, ha una storia che denunzia origini lontane.
Potremmo parlare della “giustizia” della Santa Inquisizione. C’erano “materie miste” che consentivano dubbi sulla competenza: messo nel “canale” del terribile Tribunale “religioso arrostitorio” il “reo” era fottuto. Se invece andava avanti alla giustizia ordinaria poteva anche cavarsela. (Ma talvolta era l’inverso, specie per i “famigliari” dell’Inquisizione).
Ma assai più calzante è il precedente dei Tribunali Militari, istituiti “per condannare i facinorosi”, in occasione di moti popolari e di dilagare del brigantaggio, come quelli che imperversarono nel Sud d’Italia per più di un decennio dopo l’Unità.
Ma non c’è bisogno di rifarsi alla storia per capire la vera natura di questa funesta “giustizia antimafia”. Del resto non mi pare che ci siano precedenti di parassitismo e di latrocinio commessi all’applicazione della “Legge Pica” sul brigantaggio e con l’azione dei Tribunali Militari, che non avevano “appendici” per l’”amministrazione” dei beni confiscati ai “briganti”.
Bando a queste evocazioni storiche (inutili, se non altro, per l’ignoranza di troppi esponenti di questa nostra Antimafia).
Veniamo al dunque. L’uso perverso di questo anticipo di “diritto penale libero”, di memoria nazista (c’è sempre da ricordare la denuncia di Pietro Calamandrei del 15 gennaio 1940). Lo “stampo mafioso” è stato, dunque, tirato in ballo, direi a vanvera, per il caso del “magna magna” capitolino.
E’ servito e serve per “neutralizzare” un Centrodestra che non c’è, cui si rinfacciano i precedenti neofascisti di Carminati, mentre si lascia balenare un facile mezzo coinvolgimento di Alemanno (è sempre facile coinvolgere qualcuno in questo reato a “vuota configurazione”) e serve ottimamente per risolvere inestricabili pasticci interni del P.D. A Palermo, patria delle più spericolate teorie circa il “contenuto” della mafia, fucina di stravaganza di legislazione penale giurisprudenziale, pare che nessuno se la senta, per timore di elezioni catastrofiche, di incriminare per mafia Crocetta, con il contorno di persone e cose dell’autentica antimafia mafiosa che lo sostiene. Il Partito dei Magistrati, arbitro della politica Italiana, guarda da un’altra parte.
Questa è l’Antimafia.

Mauro Mellini - 7 nov 2015
fonte: http://www.lavalledeitempli.net