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Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

14/11/18

Ardea, Neocliti (PpA) a Savarese: “Basta lamentele in tv, è ora di agire”


Il consigliere contro il Sindaco: "La sua una maggioranza di facciata inefficiente"


Ardea – Le continue apparizioni del primo cittadino di Ardea, nelle TV Nazionali e sui periodici della carta stampata degli ultimi tempi, non sono state gradite dal Consigliere di opposizione Raffaella Neocliti (PpA) che, evidentemente, dopo l’ultima intervista televisiva andata in onda questa sera sul canale nazionale “Rai1”, interviene con un sua nota, indirizzata al Sindaco Mario Savarese.
Il Fatto quotidiano (Periodico “Millenium”), La7, Canale5, Rai1…quale sarà la prossima testata giornalistica, emittente televisiva nella quale il Sindaco Mario Savarese presenterà Ardea agli Italiani come il peggior posto dove vivere?
Nelle scorse ore, su “La Vita in Diretta“, un programma in onda su “Rai1“, è andata in scena l’ennesima intervista al Sindaco di Ardea, dove quest’ultimo, evidenziava ancora una volta, che da 70 anni esiste e persiste l’abusivismo sul territorio rutulo.
Nel video reportage, il primo cittadino indica le azioni da fare contro l’abusivismo, parlando di circa 100 edifici da abbattere; porta a spasso gli operatori televisivi ed i giornalisti, a visitare i posti del territorio che sono sopraffatti dal degrado, dimenticando che, probabilmente, le azioni che dovrebbe fare sono altre, ovvero, quelle di prendere la situazione in mano e risolverla, piuttosto che teorizzare su cosa c’è da fare e su chi c’è stato prima di lui.
A questo punto però, una riflessione è d’obbligo. Se lo stesso Sindaco ha dichiarato ‘dissesto’ come può attivarsi per iniziare a sistemare le cose? O meglio, se prima di essere eletto, aveva tutte le soluzioni per far fronte al degrado che oggi, minuziosamente, documentate nei reportage giornalistici, perché già lo conosce da tempo (come da sue dichiarazioni nei social network di prima che venisse eletto), perché ha dichiarato dissesto?
Sapeva già dei tanti problemi che ad Ardea avrebbe dovuto sistemare, o quanto meno iniziare a sistemare. Perché allora non dare adesso un segnale forte alla cittadinanza, cominciando a prendersi la responsabilità, ad esempio, di mettere mano allo scottante, quanto degradante per molte oneste famiglie, stato del Comprensorio dei terreni de ‘Le Salzare’?
Ah, già!!! Non ci sono i soldi…
E allora, cosa si fa? Si va in onda recitando il solito mantra, questa volta con una frase diversa rispetto a quella abituale ‘la colpa è di quelli di prima’, sostituita con ‘ad Ardea sono 70 anni che esiste l’abusivismo’. E intanto…si rimane con un nulla di fatto.
La riflessione successiva è: ‘Ora che tutti conoscono Ardea come l’ha presentata il Sindaco Savarese agli Italiani, di quali vantaggi godrà il territorio’?
Credo che di questo passo, con un ‘biglietto da visita’ del tipo ‘Ardea uguale Mafia’; ‘Ardea uguale Corruzione’; ‘Ardea uguale Abusivismo’; ‘Ardea uguale dissesto Finanziario’; Ardea uguale tante altre cose… e ‘zero interventi’ incentrati sulla risoluzioni reale di tali problematiche, porti solo maggior degrado al territorio e contestualmente, il suo modus operandi, quello del ‘dire senza fare’, condanni il territorio stesso al deprezzamento delle attività economico produttive e del mercato immobiliare, lasciando di fatto, sempre più in mano alla criminalità la città di Ardea, perché in molti, bravi ed onesti cittadini, vorranno andarsene da questo Paese.
E in questa direzione deludente e sempre più disastrata, caro Sindaco Mario Savarese, ci sta portando lei, con la sua incapacità a saper gestire questo territorio ma, con la sua grande capacità di saper evidenziare a parole cos’è che non funziona e cosa si dovrebbe fare e che, puntualmente, per disgrazia dei cittadini, lei non ha ancora iniziato a fare da quando si è insediato sulla poltrona di Sindaco.
Piuttosto, penso che il suo ruolo di ‘prima donna’ da lei recitato nelle trasmissioni giornalistiche televisive, denigrando Ardea oltre misura, sia un modo per spostare l’attenzione dallo “tsunami politico” che state vivendo nella vostra maggioranza, che palesemente è sotto gli occhi di tutti, come lo si può denotare da un rimpasto di Giunta dal sapore di vecchia scuola politica, che serve solo ad accontentare i suoi litigiosi consiglieri
Glielo ricordo ancora una volta, ora c’è lei ed è lei che deve risolvere i problemi, altrimenti, sia onesto con se stesso e invece di far dimettere gli assessori, una volta per tutte dia lei le sue dimissioni e liberi Ardea. Sarebbe l’unica azione degna di nota fatta in funzione dei cittadini, rispetto al nulla fatto fino ad oggi”.

di - 14 novembre 2018 - 6:05
 

04/11/18

Carabinieri: emblema dell’orgoglio italiano





I carabinieri indossano una divisa perché amano il proprio paese, perché credono nel sentimento più profondo che quell’uniforme rappresenta e perché lo scopo piu grande che hanno è quello di servire e proteggere la propria nazione. I carabinieri sono uomini semplici, coraggiosi che obbediscono in silenzio con tanta abnegazione. I carabinieri sono uomini pagati male da sempre ma non protestano, non scioperano si immolano ogni mattina senza che nessuno dica mai loro grazie. I carabinieri sono spesso figli di povera gente, non hanno frequentato l’università ma sanno discernere il marcio dal sano grazie al loro buon senso popolare. Ora in questo paese che si sfascia ogni giorno sempre di più, dove la corruzione dilaga, dove si ruba, ci si ammazza, si spara, si maltrattano gli anziani e i bambini, dove chi è ricco non paga le tasse e chi è povero non riesce neppure a trovare un tetto sotto il quale poter vivere dignitosamente, in questo paese dove anche il mare ha il biglietto di ingresso e dove si hanno perso di vista tutti i valori sani, l’unica pietra solida sulla quale poter concretamente sempre contare sono i Carabinieri. I carabinieri sono nel cuore e sono nella fantasia della gente. La loro mantella nera, la fiamma sul cappello e la striscia rossa sono per i cittadini onesti e per bene rassicuranti. La gente vuole bene ai carabinieri perché sa che se anche dovesse crollare tutto loro saranno sempre immancabilmente presenti. I carabinieri rappresentano il vero orgoglio italiano perché tutti i giorni lottano con coraggio, ma soprattutto senza paura contro le avversità, i soprusi, le angherie e l’iniquità sociale difendendo la gente e l’onestà. A voi va il mio piu sentito ringraziamento, ma anche l’affetto e la stima dei milioni di italiani che lodano il vostro lavoro. Grazie perché tutti i giorni rischiate la vita per difendere la nostra e per difendere la libertà . Grazie perché uscite di casa al mattino guardando negli occhi i vostri figli e le vostre mogli con il rischio, concreto, che quello potrebbe essere l’ultimo bacio o l’ultimo sguardo dato ai vostri cari. Grazie di credere con passione, amore, coraggio ed onestà in quello che fate. Grazie di continuare a crederci, con l’anima più pura, anche se chi dovrebbe difendervi ed onorarvi è il primo a voltarvi le spalle appena ne ha l’occasione. Grazie perché se la gran parte dei rappresentanti dello Stato ha tradito la fiducia di noi italiani, voi continuate a darci la speranza che esita una parte della nazione sana e vogliosa di stare, incondizionatamente, dalla parte integra delle istituzioni. Grazie perché per merito della vostra forza irreprensibile riuscite, in questo momento di crisi, a dare un modello ai giovani. I giovani stanno perdendo di vista i veri valori dell’esistenza, per colpa di una società che pensa quando solamente ad esaltare i delinquenti e perde sempre più di vista di esaltare e difendere gli onesti. Grazie perché giornalmente nella buona e nella cattiva sorte, difendente il tricolore nelle piazze, nelle vie, nei quartieri e laddove la politica ha smesso di tornare. Mentre la crisi ci attanaglia e ci stringe senza tregua voglio dedicare un pensiero di affetto e vicinanza a chi è tutti i giorni al fronte a chi tutti i giorni vive in trincea confrontandosi con il degrado, la malavita la microcriminalità e il malaffare che purtroppo nel nostro paese non si placa lavorando per rendere il nostro futuro un posto sereno. Questo messaggio deve arrivare, sopratutto, ai più giovani. Giovani che devono imparare il rispetto, il valore, l’armonia e la gioia di essere ligi alla legge e alle regole. Vicini ai carabinieri uomini e donne unici con una natura dedita all’immolazione lunga tutta una vita. Cari carabinieri avete gli occhi rivolti verso la nostra storia, decisi a scacciare la paura del domani scegliendo di lottare e di non chinare la testa. Ed e per questo che il mio più sincero sentimento di affetto e la mia più grande ammirazione va a voi, alla divisa che con orgoglio tutti i giorni indossate e alle vostre famiglie. Un pensiero doveroso vola ai figli, alle mogli, ma anche ai mariti capaci di accompagnarvi in questo tragitto. A loro voglio dire che devono essere onorati di avere al loro fianco chi indossa, sul proprio petto, un pezzo del nostro Stato. Quello più alto, quello più sincero, quello che ci rende orgogliosi di essere italiani. Siete l’onore del nostro paese. Ed anche se le istituzioni, che servite con orgoglio e lealtà, vi hanno molte volete tradito sappiate che milioni di italiani sono sempre al vostro fianco e vi stimano provando un sentimento profondo di amicizia e rispetto per quello che fate. Un pensiero va a tutti i giovani carabinieri che si sono appena arruolati e che si arruoleranno ai quali voglio dire: che vi è stato concesso o vi sarà concesso un grande privilegio quello di servire in prima linea lo Stato, le istruzioni e la giustizia. Quello di indossare una divisa che rappresenta la parte più nobile del nostro stato. Quello di difendere la legalità e la dignità dell’uomo ed è un privilegio sopratutto oggi in cui l’idea, il concetto del servire è spesso dimenticato e spesso è stato stravolto nel nostro paese. Essere carabiniere significa anche e sopratutto saper donare alla comunità, saper servire la comunità, saper rischiare per la comunità, saper dare tutto se stessi per la comunità. Se voi ricorderete durante il vostro lavoro e nella vita questi principi e ispirerete il vostro lavoro e il vostro impegno a questi valori voi assolverete il vostro mandato con dignità, con consapevolezza e con grande soddisfazione. La maggioranza degli italiani vi attendono a braccia aperte perché hanno bisogno di voi e perché vi vogliono bene e vogliono bene all’Arma dei Carabinieri. Il vostro impegno non basterà per sconfiggere la criminalità, le mafie e il malaffare perché è indispensabile anche il consenso della gente, che deve iniziare a combattere l’omertà, che deve ritrovare i valori genuini, sacri, ancestrali della società, che deve ritrovare la volontà di difendere la propria dignità e della società in cui vive e che deve ritrovarsi uniti sotto la stessa bandiera e in una unica patria. Questo è anche il vostro compito sapere trasmettere questi valori alle persone con le quali vi troverete ad interloquire. Io credo che sia giunto il momento perché lo stato e i cittadini camminino insieme ed e proprio questa certezza che ci deve dare e che ci deve trasmettere fiducia nel futuro, fiducia nello stato, fiducia nelle istituzioni e fiducia in noi stessi perché la patria ha bisogno di ciascuno di noi. Fino a che la patria potrà contare su giovani carabinieri con le facce pulite l’Italia potrà continuare a sorridere e a sperare in un futuro migliore. Ai giovani carabinieri va il mio piu sincero e sentito augurio perché l’entusiasmo, lo spirito che anima ciascuno di voi possa illuminare tutto il cammino della vostra vita e sappia regalarvi solo gioie e soddisfazioni. Sappiate che rappresentate l’orgoglio più sano, piu puro e più sincero del nostro stato e del nostro paese. Sappiatelo onorare tutti i giorni con decisone ed onesta. Grazie a voi e alle vostre famiglie e che Dio vi benedica e che benedica l’Arma dei Carabinieri. 

Vi voglio bene.

di Andrea Pasini - 3 novembre 2018

08/10/18

"LE SALZARE" Inferno & Paradiso

Un articolo del 18 giugno 2011, da allora qualcosa si è avverrato, qualcuno è scappato...... e nulla è cambiato ....... anzi.

Invito a leggere l'ultimo commento all'articolo citato nella fonte, dal quale si evince che già 21 anni fa degrado, insicurezza e malaffare regnavano in quell'area ..........................

21 anni fa !!

 

QUANDO DAI NOTIZIARI LOCALI, STAMPA O TV, SI APPRENDE DELL'ENNESIMO ARRESTO DI SPACCIATORI O DI EPISODI DELINQUENZIALI, IL PENSIERO CORRE AL RESIDENCE "LIDO DELLE SALZARE", E MOLTO SPESSO E' COSI'. E CHI NON VIVE NELLE IMMEDIATE VICINANZE DEL COMPLESSO E NON INTENDE BENE DI COSA SI STA PARLANDO, SI COLLEGHI AD INTERNET, DIGITI SEMPLICEMENTE "LE SALZARE ARDEA" E CAPIRA'. NON C'E' BISOGNO DI AGGIUNGERE: SPACCIO; STUPRI; PROSTITUZIONE; FURTI; CLANDESTINI; OCCUPAZIONE ABUSIVA; DISAGIO SOCIALE; INSICUREZZA: DEGRADO. GIA' "LE SALZARE" VUOL DIRE TUTTO QUESTO, E NON LO DICO IO, BASTA LEGGERE.
E MENTRE SFOGLI E VAI INDIETRO NEL TEMPO TI RENDI CONTO COME IL COMPLESSO, OGGETTO DI ABUSI EDILIZI E VICISSITUDINI GIUDIZIARIE, NON POTESSE AVERE UN DESTINO DIVERSO, E NON SOLO PER QUESTO.

NON POSSONO PASSARE INOSSERVATI ED OGGETTO DI RIFLESSIONE:

- L'ORDINANZA N.305 DEL LUGLIO 2005 PER L'IMMEDIATA ACQUISIZIONE A PATRIMONIO COMUNALE DEL COMPLESSO EDILIZIO "LE SALZARE" DOVE SEI COSTRETTO A METTERE MANO AL DIZIONARIO PER CAPIRE MEGLIO IL SIGNIFICATO DI "IMMEDIATA" E DOVE, IN UN COMUNICATO STAMPA, IL SINDACO EUFEMI AFFERMA: "SONO MOLTO SODDISFATTO PER QUESTO IMPORTANTE ATTO AMMINISTRATIVO CHE EVIDENZIA LA NUOVA GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA GIA' IN CORSO DA TEMPO IN QUESTO COMUNE. PER QUANTO RIGUARDA I REPERTI ARCHEOLOGICI SOTTOSTANTI LA COSTRUZIONE TEMO PURTROPPO CHE PER LORO NON CI SIA PIU' NULLA DA FARE, MA LA STRUTTURA ACQUISITA, DATA LA POSIZIONE PRIVILEGIATA E LE SUE DIMENSIONI RAGGUARDEVOLI, POTRA' ESSERE UTILIZZATA AL MEGLIO DA QUESTA AMMINISTRAZIONE PER LA REALIZZAZIONE
DI IMPORTANTI SERVIZI DI CUI E' CRONICAMENTE CARENTE IL NOSTRO TERRITORIO AD ESCLUSIVO VANTAGGIO DELLA CITTADINANZA TUTTA";

-  LA CUSTODIA GIUDIZIARIA DELLE PRIME TRE PALAZZINE AL SINDACO; 

-  L'IRRUZIONE NELLA PRIMA PALAZZINA DEL COMPLESSO L'11 DIC. 2009 CON LO SGOMBERO DEGLI OCCUPANTI ABUSIVI E CLANDESTINI, E CHE DOPO TRE MESI ERA TUTTO COME PRIMA, SE NON PEGGIO;

- IL NUMERO IMPRESSIONANTE DI ATTI DELINQUENZIALI CHE SI SONO SUSSEGUITI IN QUELL'AREA SEGUITI DA ALTRETTANTI NUMEROSI COMUNICATI ED ARTICOLI DI CONSIGLIERI, RAPPRESENTATI DELLE ISTITUZIONI LOCALI E DI ASSOCIAZIONI, OGNUNO CON LE SUE PAROLE DI CONFORTO E VICINANZA , DENUNCIA E PROMESSE DI SOLUZIONI.

GLI ULTIMI ARRESTI IL 6 MAGGIO 2011. A PARTE I BLITZ DEI CARABINIERI, CHE FANNO QUANTO POSSONO ED AI QUALI VA LA NOSTRA PIU' SINCERA RICONOSCENZA, NULLA E' CAMBIATO!

IN EVIDENZA ANCHE L'INTERROGAZIONE, APRILE 2011, DEL CONSIGLIERE REGIONALE DELL'IDV VINCENZO MARUCCIO ALLA PRESIDENTE POLVERINI ,ALLA QUALE CHIEDE QUALI PROVVEDIMENTI INTENDA ADOTTARE PER LA RISOLUZIONE DEL PROBLEMA. SARA' MOLTO INTERESSANTE, E CREDO NON PRIVA DI SORPRESE, CONOSCERE IL CONTENUTO DELLA RISPOSTA.. 

SUL TESTO DELL'INTERROGAZIONE INTERVIENE IL SINDACO EUFEMI IL QUALE, IN PERFETTO STILE POLITICHESE, RINGRAZIA MARUCCIO PER AVER POSTO L'ACCENTO SUL PROBLEMA, E APPRENDIAMO CHE QUELLE PALAZZINE, CHE DOVEVANO ESSERE ACQUISITE A PATRIMONIO COMUNALE PER LA REALIZZAZIONE DI IMPORTANTI SERVIZI, ORA DEVONO ESSERE ABBATTUTE.

MA MARUCCIO PONE L'ACCENTO SUL DEGRADO E L'INSICUREZZA DELL'AREA E SU QUESTE PROBLEMATICHE IL PRIMO CITTADINO NON INTERVIENE. SEMBRA QUASI DI CAPIRE CHE, O SI ABBATTONO QUELLE TRE PALAZZINE, O BISOGNA RASSEGNARSI AD ASSISTERE IMPOTENTI AL PARTO DI ALTRI MOSTRUOSI FIGLI DI QUELLA CHE E' LA MADRE DI GRANDISSIMA PARTE DELLA DELINQUENZA DELL'AREA E DEL VICINO LITORALE, FENOMENO DESTINATO AD ESPANDERSI SENZA INTERVENTI MIRATI E RISOLUTIVI, ALLA FACCIA DELLA TANTO PUBBLICIZZATA RIQUALIFICAZIONE. 

IL CITTADINO PIU' PARTECIPE ED ATTENTO ALL'OPERATO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE SARA' ANCHE IN ATTESA DI SAPERE, SE NON E' UNA BUFALA, QUANTI, E CHI, RISPONDERANNO ALL'AVVISO PUBBLICO DEL GIUGNO 2010 RELATIVO ALLA "MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER LA REALIZZAZIONE DEL PORTO TURISTICO DI ARDEA". IN QUELL'OCCASIONE IL SINDACO DICHIARO': "UN ULTERIORE PASSO IMPORTANTE VERSO LA REALIZZAZIONE DI UN PROGETTO CHE POTRA' FAVORIRE LO SVILUPPO E IL RILANCIO DEL TERRITORIO IN SENSO TURISTICO". BEH! , UNA RIFLESSIONE SORGE SPONTANEA, PER IL RILANCIO DEL TERRITORIO NON SAREBBE PIU' OPPORTUNO CURARE PRIMA I MALI CHE LO AFFLIGGONO?  

CHI E PERCHE' DOVREBBE INVESTIRE IL PROPRIO DENARO IN UN TERRITORIO CHE NON OFFRE SICUREZZA, DECORO, PACE SOCIALE E, PRINCIPALMENTE, UNA AMMINISTRAZIONE COMUNALE SANA , COESA, TESA A CURARE GLI INTERESSI DELLA CITTADINZA, ( PER QUESTO SONO STATI ELETTI ) E NON QUELLI PERSONALI E DI PARTITO?

TRALASCIANDO PARTE DEL COMPLESSO, DOVE PERSISTE UNA SITUAZIONE VERGOGNOSA, ANCHE DAL PUNTO DI VISTA IGIENICO-SANITARIO, L'AREA CHE CIRCONDA IL COMPLESSO SEMBRA TERRA DI CONQUISTA, E' EVIDENTE L'ABBANDONO, IL DEGRADO, L'INSICUREZZA, BASTA FARSI UN GIRETTO, PREFERIBILMENTE PRIMA DEL TRAMONTO. STRADE DISSESTATE MANCANZA DI ILLUMINAZIONE, PICCOLE DISCARICHE A CIELO APERTO...UNA POLVERIERA PRONTA A SCOPPIARE DAL PUNTO DI VISTA SOCIALE E POLITICO.

CHI SEGUE ATTENTAMENTE GLI ATTI AMMINISTRATIVI DELLA REGIONE, CON PARTICOLARE ATTENZIONE AL PROPRIO TERRITORIO, VISTA LA LEGGE REGIONALE 5 LUGLIO 2001 N.15 CHE PARLA DI PROGETTI TESI A FAVORIRE SISTEMI INTEGRATI DI SICUREZZA, CONTRASTO A FENOMENI DI INCIVILTA' URBANA E DI CIRMINALITA' ED ALTRO. ED IN SEGUITO STANZIAMENTO DI FONDI, FINO ALLO SCORSO ANNO, PER LA VIDEOSORVEGLIANZA, RIQUALIFICAZIONE DI AREE DEGRADATE, PROGETTI PER SISTEMI INTEGRATI DI SICUREZZA NELL'AMBITO DEL TERRITORIO COMUNALE. INSOMMA, SI CHIEDE SE E' POSSIBILE CHE PER LA MESSA IN SICUREZZA DELL'AREA DI CUI TRATTASI E PER LA SUA RIQUALIFICAZIONE NON SIA STATO PREVISTO NULLA.
FRANCAMENTE SEMBRA INCREDIBILE.

I RISULTATI ELETTORALI DI MILANO E NAPOLI, E PER STARE IN ZONA, QUELLI DI POMEZIA, INSEGNANO CHE QUANDO LA POLITICA TRADISCE LE ATTESE DEI CITTADINI, PAGA PEGNO.

PER QUANTO RIGUARDA ARDEA SAREBBE AUSPICABILE UN SUSSULTO DI ORGOGLIO, UNO SLANCIO D'AMORE DEI CITTADINI VERSO LA PROPRIA CITTA', CHE SI VOLTI PAGINA, CHE SI SENTA LA NECESSITA' DI UN CAMBIAMENTO, SE NON ALTRO PER PROVARE, PER CONTINUARE A SPERARE, PER NON CONTINUARE AD ESSERE SPETTATORI SUCCUBI ED INERMI........PER SENTIRSI IMPORTANTI.
SE COSI' NON SARA' , AVRA' AVUTO RAGIONE CHI, DA QUESTA TESTATA, SCRISSE CHE OGNI POPOLO HA IL GOVERNO CH SI MERITA.

IO SPERO COMUNQUE CHE QUALCOSA CAMBI, CHE ABBIA FINE QUEL SENSO DI MALESSERE E DISAGIO CHE TI ATTANAGLIA PER TUTTO IL GIORNO DI TUTTI I SANTI GIORNI DELL'ANNO, CHE IL COMPLESSO E DINTORNI CESSI DI ESSERE L'INFERNO PER GLI ONESTI E IL PARADISO DEL MALAFFARE

IN QUESTO NOSTRO BEL PAESE, CHE E' UNO STATO DI DIRITTO, IL PERCORSO DELLA GIUSTIZIA E' SPESSO MOLTO LENTO MA HA UN GRANDISSIMO PREGIO: ARRIVA SEMPRE, IMPLACABILE, INESORABILE E, PUNTUALMENTE, QUANDO MENO TE LO ASPETTI.. BASTA ASPETTARE, PAZIENTEMENTE.
IO RESISTO, DA QUI NON VADO VIA. RESISTO E......ASPETTO.

Domenico, e i suoi amici

29/09/18

La manovra del popolo e il popolo della manovra



La manovra del popolo è stata finalmente approvata, e i ministri del Movimento 5 Stelle affacciati al balcone di Palazzo Chigi che festeggiano con i parlamentari e con gli elettori, rimbalzata da tutte le testate del paese e dai principali giornali europei, sono la misura di quanto Luigi Di Maio sia finalmente riuscito a rubare la scena a Matteo Salvini, dopo mesi di sofferenza nel cono d’ombra di quello che è sempre stato il vero leader del Governo.

Certo, anche Salvini ha avuto quello che voleva, la flat tax, visto che la rottamazione della Legge Fornero è sostanzialmente figlia dei due padroni, ma dal punto di vista del dividendo politico il reddito e la pensione di cittadinanza valgono molto di più, ed è probabile che nella guerra dei sondaggi fra le due destre di lotta e di governo si possa fermare e forse invertire il trend che ha portato la Lega a diventare in pochi mesi il primo partito italiano. In ogni caso, a dispetto della nuova direzione su cui si sono puntati i riflettori, il fatto che i due vicepremier sotto il Def ci mettano la firma e la faccia,  ci dice che il Governo ha fatto una precisa scelta politica ancor prima che economica, dietro la quale non credo sia malizioso individuare la mano e la vendetta di Paolo Savona. Anche perchè non sfugge a nessuno che il ministro Tria, che aveva tranquillizzato i mercati e l’Europa garantendo un disavanzo sotto il 2% del Pil, non si è dimesso solo per le pressioni di Mattarella.

Di fronte alla manovra del popolo ci sta il popolo della manovra, non solo sotto il balcone, ma in tutte le piazze virtuali in cui si riunisce da anni, nelle quali alimenta il vento populista che ha spazzato via la vecchia classe politica, e nelle quali ha consolidato una nuova visione del mondo e della società, una società in cui  il principio di responsabilità è stato ridotto a brandelli per costruire un paese nuovo di cittadini innocenti che sembrano appena arrivati da Marte, invece che dalla pancia di un popolo che per anni ha votato per le peggiori classi dirigenti possibili, vendendo ieri come oggi il suo consenso al miglior offerente.

Per questo popolo la responsabilità è sempre di qualcun altro, e le colpe del nemico, perché non esistono più avversari, sono sempre usate per cancellare le proprie, come se la colpa del nostro debito, della nostra inefficienza, del nostro declino economico, civile, morale e politico non potesse essere altro che dei politici, dell’Europa, della Germania, del liberismo economico o dell’immigrazione, e non delle scelte che abbiamo fatto come paese negli ultimi 40 anni, indifferenti ai segnali d’allarme che arrivavano da tutte le parti. Il denaro compra ovunque il consenso, a volte anche in senso nobile, ma è ben singolare il modo in cui in Italia i termini del contratto fra eletto ed elettore siano sempre legati al familismo amorale che ci avvelena da sempre, agli interessi particolari e corporativi, al disinteresse per tutto ciò che non ci riguarda direttamente, e quasi mai ad un’idea di bene comune, per non parlare di quel senso civico che preveda doveri e non solo diritti, e il rispetto dei principi etici basilari.

Oggi, dopo la presentazione del Def, e in assenza dell’opposizione interna, che in questa fase continua imperterrita a contare quanto Giuseppe Conte, lo scenario che si delinea per i prossimi due mesi è evidentemente quello di un confronto senza precedenti fra l’Unione Europea e uno dei grandi paesi che l’hanno fondata, ben più importante e drammatico di quello scatenato dalla Brexit, che in fin dei conti è solo l’uscita di un paese membro sulla base di una decisione unilaterale, un caso effettivamente nuovo ma previsto e puntualmente normato dalle regole comunitarie.

La vicenda italiana è invece molto diversa, perchè per la prima volta la posta in gioco può essere la sopravvivenza stessa dell’Unione, e se dal punto di vista di Bruxelles, che oggi è la vera opposizione al Governo gialloverde, l’ipotesi contemplata è quella della bocciatura della prossima finanziaria italiana nei suoi contenuti economici e politici, anche a rischio di determinare una grave crisi politica e l’uscita del paese dalla moneta unica, dal punto di vista del Governo italiano le opzioni possibili sono almeno tre.

La prima è quella di piegare Bruxelles con la forza del peso specifico del nostro paese, le cui dimensioni, in caso di rottura con l’Europa, sono tali da poter determinare una tempesta politica e finanziaria imprevedibile, che certamente uscirà dai nostri confini e potrà avere una forza tale da scardinare l’Unione e l’Euro, facendola diventare una cosa molto diversa da oggi, e non necessariamente in senso positivo. La seconda è quella di doversi piegare obtorto collo ad una correzione della manovra, in una misura più o meno significativa a seconda degli sviluppi del confronto, e utilizzare questa sconfitta come benzina per alimentare la rabbia popolare e il consenso populista per i partiti di governo in vista delle prossime elezioni europee. La terza, legata alla seconda, è quella di utilizzare sul mercato elettorale dell’Europa l’esito negativo di questo scontro feroce, per puntare ad un vasto consenso dei partiti sovranisti, mettere in crisi il disegno dell’unità politica del vecchio continente, e tentare la costruzione dell’Europa dei popoli, qualunque cosa ciò possa significare, con i paesi di Visegrad e con le destre oggi all’opposizione nei paesi a maggioranza socialdemocratica o cristiano democratica.

Credo che nessuno fra Bruxelles e Roma sappia con certezza quale sarà la direzione che potranno prendere gli eventi. Il Governo italiano ha chiaramente puntato allo scontro con l’Europa, e anche se non siamo la Grecia è impensabile che la Commissione europea accetti il Def che è stato presentato, perché non è nell’interesse dell’Europa, quanto meno di questa, e perché se lo facesse perderebbe ogni credibilità politica. È possibile che per non rischiare uno tsunami politico e finanziario, la cui responsabilità sarebbe di altri, la Commissione si intesti un cedimento che potrebbe ugualmente scardinare dall’interno l’Europa che lei ha in mente? Personalmente fatico a crederlo, ma sui tavoli da poker non c’è mai nulla di scontato.

Contemporaneamente il Governo italiano, che forse sta bluffando e forse no, dovrà fronteggiare il rialzo dello spread, le fibrillazioni della borsa, il probabile declassamento dei titoli di stato, e il loro non scontato rinnovo alle prossime scadenze, con effetti immediati la cui misura è determinante per l’esito dello scontro, almeno quanto la sua reale intenzione di attuare il Piano di Palo Savona, uscire dall’Unione, o all’opposto,  rimanerci per rivoltarla come un calzino.

In questo momento il Governo ha detto che non cambierà la manovra del popolo, che non ha paura dell’Europa, che non teme lo spread, e che per una finanziaria finalmente espansiva i soldi ci sono. A parte il fatto che i soldi ci saranno se qualcuno ce li vorrà prestare, e potrebbe anche succedere che tanti non avranno voglia di farlo, resta poi da capire se con l’aumento dello spread la finanziaria potrà essere effettivamente espansiva, o se alla fine non diventerà invece recessiva, vanificando l’aumento del debito, oltre che la strampalata dichiarazione di Di Maio, secondo il quale dovrebbe invece calare, chissà poi per quali motivi.

Io credo che non sarà semplice gestire il popolo della manovra in questi frangenti: troppe promesse, troppe aspettative, troppi nemici, troppa debolezza internazionale, troppa rabbia alle spalle e davanti agli occhi perché la montagna possa partorire il topolino. Oggi il popolo della manovra pensa di essere arrivato al traguardo, pensa che le cose cambieranno e immagina un futuro migliore. Io penso che non l’avrà, perché a prescindere dal merito delle questioni, i rapporti di forza in Europa non sono a suo favore, e ancor meno lo sono quelli con i mercati, ben più grandi, più grossi e più cattivi di lui, oltre che più indifferenti.

Se anche salterà il banco in Europa, in un futuro sovrano e populista, con la lira e il miraggio delle svalutazioni e il sogno di aver abolito la povertà, il popolo italiano resterà lo stesso di oggi, un piccolo popolo che non ha memoria del passato e non ha un progetto per il futuro, senza alcuna etica pubblica e senza la capacità di essere all’altezza delle sue ambizioni. In effetti c’è una perfetta corrispondenza fra il popolo e la sua manovra, entrambi non si meritano la possibilità di mettere in discussione la traballante casa europea, il liberismo senza confini e la troppo ineguale distribuzione del reddito, non se la meritano perché sono da sempre e in diversa misura a seconda delle voci, una delle cause di tutto ciò.

28/09/18

Tor San Lorenzo: disperazione, degrado e paura: l’appello del CdQ Nuova California alle istituzioni






“Disperazione, senso di abbandono, paura e scarsa percezione della sicurezza”.

Inizia così la lunga lettera scritta dal Presidente del CdQ Piero D’Angeli recapitata alla nostra redazione. Il comitato dipinge in una lettera indirizzata alle istituzioni lo stato in cui si troverebbe Tor San Lorenzo, e in particolare i quartieri di Nuova California e Tor San Lorenzo, nella speranza di sensibilizzare l’opinione pubblica in attesa di urgenti provvedimenti a tutela dei cittadini.
“Questo è quanto percepisce la gran parte dei cittadini di Ardea e in particolar modo quelli che vivono a Tor San Lorenzo. Scrivo alle S.S.V.V. perché nonostante l’avvicendarsi delle varie amministrazioni locali, noi cittadini non abbiamo ancora quelle garanzie e quell’attenzione che meritiamo. Mi permetto di presentarmi, mi chiamo Piero D’Angeli, sono il Presidente del Comitato di Quartiere di Nuova California – Tor San Lorenzo e referente di zona per l’Associazione Controllo di Vicinato. Ardea è un comune con più di 50.000 abitanti alle porte di Roma. Nell’ultimo decennio sia Tor San Lorenzo che comprende anche la zona di Nuova California (due frazioni del comune di Ardea) hanno subito un notevole aumento demografico e solo in queste due zone, ad oggi, risiedono più di ventimila famiglie. Ho deciso di scrivervi di nuovo per sensibilizzarvi circa annose questioni che minano la sicurezza ed il quieto vivere della nostra comunità. Il nostro paese versa in condizioni pietose.
Furti all’ordine del giorno anche nelle ore diurne oramai in abitazioni e negozi come se fosse diventato tutto normale. A dare forza a queste parole sono proprio i fatti accaduti negli ultimi due mesi: una donna è stata aggredita e derubata di borsa e auto davanti casa sua in via Tanaro alle 8 del mattino, un supermercato di Tor San Lorenzo è stato rapinato a mano armata per l’ennesima volta, una coppia è stata aggredita e malmenata sul lungomare degli Ardeatini, un 23enne è stato accoltellato fuori ad un locale di Tor San Lorenzo, si è verificato un tentato furto all’ufficio postale di Piazza del Popolo con i ladri messi in fuga che però hanno danneggiato la porta di ingresso, un’attività commerciale del territorio è stata derubata durante la notte e notizia di qualche giorno fa che la Guardia di Finanza ha eseguito due arresti in seguito al rinvenimento di una piantagione di marijuana in via Strampelli. Tutti questi episodi si sono verificati nel lasso di tempo che va dal 27 luglio 2018 al 3 settembre 2018. Tante altre cose analoghe si sono verificate anche nei mesi precedenti, vi lasciamo immaginare il nostro stato d’animo.
La nostra città si estende sul lungomare pontino, ma non è stata mai valorizzata, non esiste turismo, non ci sono strutture ricettive adeguate, è carente dei servizi principali (scuole fatiscenti ed insufficienti a garantire a tutti i bambini del territorio un’aula scolastica), strade dissestate, illuminazione pubblica carente o mal funzionante, l’acqua potabile e il gas non raggiungono l’intero territorio comunale, non esistono palestre o piscine comunali, non abbiamo una biblioteca comunale, (l’unica biblioteca esistente l’abbiamo aperta noi come associazione) un teatro, ne un cinema, c’è il bisogno urgente di avere una scuola superiore, siamo stanchi di vedere i nostri figli fare ginnastica nel cortile della scuola elementare o quando fa freddo nei corridoi perché non esiste una palestra.
Necessitiamo di asilo nido comunali perché non tutte le famiglie possono permettersi rette altissime per mandare i propri figli a scuola, abbiamo bisogno di trasporti efficienti, abbiamo bisogno di luoghi di aggregazione per grandi e piccini, ad oggi è solo ed esclusivamente un quartiere dormitorio che non da segni di risveglio. È passata un’altra estate, che avrebbe dovuto essere una manna dal cielo per un paese che vive sul mare ma così non è stato. E’ stata l’ennesima estate immobile, con le solite problematiche che da troppi anni rimangono irrisolte. Noi cittadini siamo stanchi di tanto immobilismo e incapacità da parte di chi in questi anni ha fatto diventare questa città a 30 km da Roma un vegetale, ed a tutto questo, negli ultimi anni si è venuto ad aggiungere anche il dramma della mancanza di sicurezza e legalità ed è proprio su questo tema che vogliamo soffermarci e chiediamo la vostra attenzione.
Laddove non c’è controllo e attività sociali è quasi “normale” che si vengano a creare i presupposti per l’illegalità e la delinquenza. Nella nostra città abbiamo ormai vari insediamenti abusivi ed incontrollati di rom ed extracomunitari senza permesso di soggiorno che da anni si sono stabiliti nel nostro territorio e dai quali non ci sentiamo affatto protetti, a questo si aggiunge il grave problema del noto complesso le Salzare che ormai è diventato una discarica a cielo aperto e un rifugio per sbandati e tossici che vivono di espedienti. I cittadini di Ardea e le molteplici attività commerciali del territorio da anni assistono inermi a soprusi di ogni genere, a spaccio di droga alla luce del sole, a furti subiti in abitazioni o dentro le proprie macchine, e ultimamente siamo “sotto attacco” con continue e ripetute rapine a mano armata nelle varie attività commerciali, senza che nessuno faccia qualcosa, senza che le istituzioni si mettano concretamente al lavoro per arginare questo fenomeno. La Stazione dei Carabinieri di Tor San Lorenzo conta pochi uomini, malgrado l’impegno profuso sono assolutamente insufficienti a garantire anche il minimo controllo sul territorio.
Ardea-Pomezia non ha un commissariato di Polizia, quello più vicino e da cui dipendiamo è quello di Anzio-Nettuno, ma vista la vastità del territorio di competenza le volanti purtroppo arrivano raramente da queste parti. Eppure il numero di abitanti del comune di Ardea avrebbe bisogno di una presenza stabile delle forze dell’ordine, soprattutto se andiamo ad analizzare le numerosissime operazioni portate a compimento dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato sul nostro territorio ogni anno. Anche la polizia locale è sottodimensionata rispetto al numero di abitanti e non riesce a coprire tutto il territorio in maniera soddisfacente, a questo va aggiunto che nei mesi scorsi è stato tolto un piccolo distaccamento che era presente a Tor San Lorenzo, insieme all’anagrafe. Servono strutture per gli adolescenti, per provare ad arginare tutti quei fenomeni di devianza giovanile, come il bullismo, l’abuso di alcool e l’uso di sostanze stupefacenti. Qui ad Ardea non abbiamo spazi di aggregazione ne luoghi di ritrovo: in questo modo il senso di comunità e di appartenenza al territorio è pari a zero, si favorisce quindi il fenomeno delinquenziale.
Come Associazione abbiamo in comodato d’uso gratuito l’unico parco giochi comunale che risulta fruibile nel quartiere, che ospita anche dei giochi per persone diversamente abili, ma anche questo è stato più volte vandalizzato (ora è stato chiuso per i pericoli che ci sono al suo interno) togliendo di fatto alle famiglie l’unica area verde a disposizione dei tanti bambini del territorio. Noi crediamo che sia arrivato il momento di dare la priorità al bene comune, di pensare prima di tutto ai gravosi problemi che affliggono questi quartieri e chiediamo soprattutto che le istituzioni tutte siano più vicine ai cittadini e alle realtà associative che, ovviamente, non possono sostituirsi all’amministrazione locale.
Qualche anno fa 1500 persone sono scese in piazza per manifestare il proprio dissenso, oggi lo stesso malumore si sta facendo sentire sempre più insistentemente. È cominciato un ciclo di riunioni tra cittadini e commercianti, l’obiettivo nostro sarà quello di creare una rete per supportarci in vista di una grande mobilitazione popolare prevista per il prossimo 24 novembre, per far arrivare la nostra voce a chi è in grado di ascoltarci e soprattutto di darci risposte concrete. Vi ringraziamo per la pazienza di leggere fin qui il nostro sfogo e ci auguriamo vivamente che possiate interessarvi concretamente di tutto ciò che è stato descritto per portarvi a conoscenza di tutti i mali di una città che non riesce a diventare grande. Altresì chiedo alle S.S.V.V. in indirizzo, la possibilità di incontrare una nostra delegazione per raccontarvi da vicino cosa significa “sopravvivere” ad Ardea. Cordialmente”.

La nota di Piero D’Angeli, Presidente Comitato di Quartiere di Nuova California