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Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

03/04/15

150 studenti cristiani decapitati e massacrati in Kenya. Basta con il terrorismo islamico!


Editoriale

Buongiorno amici. Ieri in Kenya si è consumata una nuova atroce strage di cristiani nel campus universitario di Garissa, frequentato prevalentemente da ragazze. Almeno 147 studentesse e studenti cristiani, dopo essere stati separati dai musulmani, sono stati decapitati e massacrati. La strage è stata rivendicata dai terroristi islamici somali di al-Shabaab, che per l'ennesima volta hanno sconfinato dalla Somalia per massacrare i cristiani.
Una taglia di quasi 200 mila euro è stata messa sulla testa della mente della strage, identificato come Muhammad "Dulyadeyn" Kuno, ex-preside fino al 2007 di una scuola islamica proprio a Garissa, prima di arruolarsi con i terroristi di al-Shabaab.
Il ministro dell’Interno del Kenya ha annunciato l’uccisione di quattro terroristi e l’imposizione del coprifuoco in quattro regioni al confine con la Somalia.
Nell’attesa che il Papa condanni la nuova strage di cristiani, nell’attesa che le Nazioni Unite denuncino un vero e proprio genocidio contro i cristiani, da parte nostra assumiamo la consapevolezza che questi crimini sono legittimati da Allah nel Corano e dai detti e dai fatti di Maometto.
«Getterò il terrore nel cuore dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo
(…) Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi» (8, 12-17).
«Quando incontrate gli infedeli, uccideteli con grande spargimento di sangue» (47, 4).
«La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi (...)» (5, 33).
«[gli ipocriti e i miscredenti] Maledetti! Ovunque li si troverà saranno presi e messi a morte.» (33, 61).
«Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo e siano soggiogati». (9,29)
«Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti
uguali. Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di
Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li
troviate. Non sceglietevi tra loro né amici né alleati». (4, 89).
Cari amici, è ora di dire basta al terrorismo islamico. È ora di dire basta al genocidio dei cristiani. È ora di dire basta al silenzio, all’ignavia e alla collusione ideologica di tutti coloro che pur di legittimare l’islam continuano a ripeterci che i terroristi islamici non hanno nulla a che fare con l’islam. O noi avremo la capacità intellettuale e il coraggio umano di guardare in faccia alla realtà di Allah che s’invera nel Corano e di Maometto che ha combattuto, ucciso e massacrato nel nome di Allah, oppure saremo inesorabilmente destinati a soccombere e finiremo per essere sottomessi all’islam. Ora basta! Andiamo avanti. Insieme ce la faremo!

fonte: http://www.ioamolitalia.it

Sala Consilina: “Marò, comunisti e forni crematori”. Non luogo a procedere per Michele Santoriello Il GUP del Tribunale di Lagonegro ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio


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Non luogo a procedere perchè il fatto non costituisce reato“. Con questa motivazione il GUP del Tribunale di Lagonegro ha scritto la parola fine sulla vicenda che ha visto coinvolto Michele Santoriello, attuale consigliere comunale di Sala Consilina, finito sotto inchiesta per “Incitamento all’odio razziale”.
Questa l’ipotesi di reato per la quale era stato chiesto a maggio dello scorso anno il rinvio a giudizio. Michele Santoriello, assessore comunale all’epoca dei fatti, nel mese di marzo del 2013 aveva scritto sul suo profilo Facebook un post contro la giornalista Giuliana Sgrena e contro i “comunisti”. “Ecco 14294621592_ec0bba154b 

perchè i comunisti devono essere sterminati tutti… alla Hitler maniera. Ai tempi della guerra in Iraq, fosse stato per me, l’avrei fatta marcire a Bagdad. Si tratta di una ignobile miserabile”. Questa la frase finita sotto accusa.
Parole che avevano scatenato una serie di reazioni indignate da parte di tante persone ed esponenti di tutti gli schieramenti politici. La frase incriminata faceva parte di un commento dell’assessore Santoriello relativamente alla vicenda dei due marò accusati di omicidio in India.

articolo correlato: http://www.italia2tv.it/tag/sgrena-calipari-santoriello-maro/

Erminio Cioffi - 3 aprile 2015
fonte:   http://www.ondanews.it


Basta cinguettare sugli 80 euro. Sono elemosina, e le tasse aumentano

 


L’esercito di cheerleaders di Matteo, che sono la cosa più stucchevole e fastidiosa (come sempre lo è la stupidità umana) del renzismo, si è scatenato sui social network a difendere il proprio leader Matteo Renzi messo in crisi dai dati reali sull’economia italiani forniti dall’Istat. Una doccia fredda evidente, perchè quei dati dicono che con Renzi ancora una volta la pressione fiscale in Italia è salita, e nell’ultimo trimestre 2014 è arrivata addirittura al 50,3%. Ma come è possibile, hanno cinguettato subito le e gli cheerleaders renziani, noi abbiamo dato 80 euro al mese agli italiani!

Achille-Lauro 

Il ritornello sugli 80 euro non è particolarmente nuovo, ma quando i dati reali ti mettono spalle al muro fa sempre comodo fischiettarlo. Certo che Renzi ha dato 80 euro ad alcuni italiani (a circa uno su cinque). Ma quel gesto non è una riduzione di tasse. E’ una regalìa, una sovvenzione sociale per altro nemmeno data  a chi ne aveva più bisogno. E’ stata inventata prima delle elezioni europee come la famosa scarpa di Achille Lauro data ai napoletani prima del voto, con la promessa dell’altra solo una volta fosse stato eletto. Renzi ha fatto più o meno così: ha promesso che quella regalìa sarebbe divenuta permanente e sarebbe stata allargata ad altre categorie. Si è preso i voti alle europee, e dopo ha mantenuto solo parzialmente le promesse: la scarpa è arrivata per fae il paio solo a una parte di quelli che erano stati abbindolati prima dell’urna.

Matteo-Renzi- 

Gli 80 euro di Renzi sono sotto il profilo economico più sostanziosi, ma identici alla social card inventata nel 2008 da Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti e tanto criticata anche dagli attuali cheerleaders di regime. Con la social card andavano 40 euro al mese solo ai poverissimi: la cifra era la metà di quella di Renzi, e la platea molto più ristretta. Però erano quelli che avevano più bisogno, e la filosofia era la stessa: una sovvenzione di Stato, un contributo sociale. Non uno sconto fiscale: gli 80 euro non sono tasse tolte, ma un contributo dato dal governo solo a qualcuno per i suoi buoni motivi.

Gli-scaglioni-Irpef1 

Il sistema fiscale italiano è progressivo, e questa caratteristica è sempre stata una bandiera della sinistra. Tanto è che le attuali cinque aliquote Irpef portano la firma di Vincenzo Visco e dell’ultimo governo di Romano Prodi. L’unico modo possibile per ridurre la pressione fiscale è toccare quelle aliquote verso il basso. Se lo si fa però il beneficio tocca tutti i contribuenti. Ad esempio se si porta dal 22 al 20% l’aliquota più bassa, sui redditi fino a 15 mila euro, dai 330 euro a tutti i contribuenti italiani. Una somma che peserà di più su chi ha redditi bassi e non conterà molto su chi guadagna ad esempio 240 mila euro. Ma il beneficio deve riguardare tutti, altrimenti non è uno sconto fiscale. Il sistema progressivo è stato pensato dalla sinistra per tassare i ricchi più dei poveri. Va bene quando le tasse le devi mettere, non quando le devi togliere. Se tu tocchi le aliquote più basse, ne godranno anche quelli che guadagnano di più. Viceversa se tocchi le aliquote alte, il beneficio va solo ai ricchi. La vocazione della sinistra è sempre stata quella di mettere tasse “che sono bellissime”. Non quella di toglierle: non avevano mai pensato a una possibilità simile. Così anche Renzi è stato messo spalle al muro: con lui gli italiani pagano più tasse e un quinto di loro riceve in compensazione un sussidio mensile da 80 euro. Risultato: l’Italia allarga la spesa pubblica mettendosi in cattiva luce con le regole Ue, e le tasse aumentano. Con buona pace dei o delle cheerleaders…

3 aprile 2015
fonte: http://limbeccata.it

CASO MARO' - FINMECCANICA ''Orsi (ex-Finmeccanica) rilancia le accuse all’India per i marò''


giuseppe orsi

 

Riflettori nuovamente puntati sui tormentati rapporti tra Italia e India: accesissimi quelli sul prossimo rientro di Massimiliano Latorre a Nuova Delhi dopo la degenza in Italia; più deboli, quasi spenti quelli riguardanti la storia di Giuseppe Orsi, ex ad e presidente di Finmeccanica, coinvolto nelle inchieste sulle tangenti indiane e quelle sui soldi alla Lega alla fine concluse con un nulla di fatto.

Mancano pochi giorni alla scadenza della licenza per malattia di Massimiliano Latorre: poi il fuciliere di Marina tornerà a Nuova Delhi. Le “trattative riservate” non hanno portato alcuna sostanziale novità nei rapporti diplomatici tra Italia e India dopo i tre anni di detenzione dei marò. L’intervista rilasciata al Giornale da Orsi  è passata quasi sotto silenzio eppure di clamore ne avrebbe dovuto suscitare parecchio. Oltre al suo nobile ruolo che attualmente ricopre nel ristorante Ruben, dedicato a sfamare i più bisognosi, Orsi ha chiarito alcuni punti su una vicenda che in altri paesi sarebbe stata gestita molto diversamente.
“Come la Gran Bretagna, dove il Paese fa quadrato intorno alle sue industrie strategicamente rilevanti”. Da noi, invece, nulla di tutto questo, anzi: un colosso come Finemccanica, con le aziende collegate come Agusta Westland e Alenia, è stato abbandonato al suo destino. Un inquietante silenzio era arrivato dall’allora governo in carica, guidato da Mario Monti.
Il primo, quello di Monti, di una serie di governi tecnici – non democraticamente eletti – che la vicenda Finmeccanica-Orsi contribuisce a considerare come imposto da qualcuno proprio per avviare un processo di depotenziamento delle risorse italiane.
Le contestazioni a Orsi furono due: tangente alla Lega (secondo il gip di Busto Arsizio, “l’ipotesi di un finanziamento illecito non ha trovato alcun riscontro investigativo) e tangente, nel 2005, al capo di stato maggiore dell’Indian Air Force, Sashi Tyagi, per piazzare 12 elicotteri AW 101 (assolto anche qui). Tutto partì da Napoli, con Woodcock, poi indagine trasferita a Busto: dopo mesi arrivò l’arresto di Orsi, senza neanche averlo interrogato.
Legami con la questione dei due marò? Un collegamento diretto, secondo Orsi, non c’è: l’India però si è sentita sotto pressione su due fronti, con una perfetta sovrapposizione temporale: da un lato i giornali scrivevano che l’Italia accusava l’India di essere un Paese di ladri; dall’altra, gli stessi giornali, sostenevano che noi andiamo a sparare contro i loro marinai.
Un mix esplosivo, dunque, che ha portato al massacro di una delle aziende italiane più potenti al mondo (“Vada lei a spiegare al Pentagono o all’amministratore delegato della Boeing che la tangente non c’era, che Finmeccanica si è comportata bene, che il suo ad non è un bandito” ha osservato Orsi) e all’inasprimento dei rapporti diplomatici con l’India. A farne le spese Salvatore Girone, Massimiliano Latorre e la rispettabilità di un Paese chiamato Italia.


02/04/15

LA GENTE PER BENE IN PIAZZA CONTRO I ROM


IL GIUBILEO DEI ROM

Sale la rabbia in ogni quartiere. Storica manifestazione il 24 maggio. Tutti e 52 i comitati di quartiere chiedono la chiusura dei campi nomadi.

Rom

Si faranno sentire il 24 maggio quando scenderanno in piazza per dire basta una volta per tutte ai campi rom. Ci sarà tutta Roma, dal centro alla periferia, al maxi corteo di 52 territori sulla via Collatina. «Chiudete i campi rom o lo facciamo noi», grideranno padri e madri con i figli dietro, nonni con i nipoti per mano, giovani coppie che hanno comprato casa nei nuovi quartieri e si sono ritrovati con il «vicinato di degrado imposto». Faranno il giro partendo da Ponte di Nona, e imboccando viale Caltagirone, di fatto faranno andare in tilt lo shopping della domenica mattina davanti al centro commerciale Roma Est creando caos anche sulla Prenestina.

L’ALTOLÀ. La gente perbene lancerà l’ultimatum alle istituzioni. «Sarà una manifestazione pacifica ma dobbiamo dare un messaggio forte» lo ha ribadito anche ieri mattina in Questura dove Franco Pirina, presidente del Caop Ponte di Nona è andato per «fermare» la data della manifestazione «c’è l’ok» dice. «Questi campi devono essere chiusi, senza ma, e senza se, altrimenti se non lo faranno ci saranno dei problemi seri di ordine pubblico. L’ho scritto anche al capo della Digos Diego Parente. Un domani che bruceranno i campi rom potranno dire che il Caop ci aveva visto giusto» profetizza Pirina, che a maggio trascinerà in strada la gente esasperata dai campi nomadi da terzo mondo che ci costano 24 milioni di euro l’anno, dopo la marcia dall’Esquilino al Campidoglio di novembre.

IL PERCORSO. Il corteo stavolta muoverà da Ponte di Nona, Il nuovo mondo di case acquistate da giovani coppie tasformato in terzo mondo dai campi rom di via Salone e dalla vicinanza di via Salviati. Si parte da piazza Attilio Muggia, poi via Giorgio Grappelli, il tratto della Collatina che porta al centro commerciale Roma Est, via Capetti, via Raul Chiodelli, viale Caltagirone e ritorno a piazza Muggia per le arringhe.

CHI C’È. Sarà presente tutto il quadrante Est, e tutti i territori romani. «I cittadini che porteranno altri cittadini» dice "il trascinatore". Poi anche i comitati di quartiere e i movimenti sotto la spinta dell’esasperazione: La Rustica con Tonino D’Alessandro; Corcolle, Emilio Tora, e Alessandra Scozzi; per Settecamini, Domenico Corsale, Giuseppe Geraldi, Silvestro Sabatini; da Castelverde Fabio Giustini, Giuseppe Cavaliere; da Colle degli Abeti Gabriele Sisti, Marco Estasio; e Prato Fiorito che si sta muovendo con le ronde. Torneranno in piazza Tor Sapienza e l’Eur con Danilo Cipressi. In prima fila Emanuele Mancini presidente del comitato Appio Tuscolano, il quartiere che sopporta da troppo tempo la convivenza con l’ex Cartiera di via Assisi rioccupata ad ogni sgombero. Si mobilitano anche i professionisti: avvocati, imprenditori e ingegneri che ruotano attorno al movimento Italia Nazione, presidente Franco Aicardi; e poi il comitato di Torre Angela con Giancarlo Marinelli, e Monica Selva, l’"Angelina" di Tor Pignattara odierna Magnani nei tratti e nel piglio; e ancora, il Coordinamento cittadino di ribellione di Augusto Caratelli; e ogni sezione diDifendiamo Roma, primi fra tutti, Emiliano Corsi.

RONDE E POSTI DI BLOCCO. Pirina ha fatto scuola a Colle degli Abeti. Tutte le notti i residenti sono in giro con le macchine privata, due, tre auto, con la loro benzina, a supporto del Caop. «Piano piano compariranno anche le sigle Caop». La notte tra martedì e mercoledì una sorta di "posto di blocco" all’incrocio di via Corti. «Ci siamo appostati all’incrocio per individuare eventuali macchine sospette» confermano Gabriele Sisti e Marco Estasio. A Corcolle hanno iniziato una settimana fa a girare con le macchine. «Per continuare così bisogna chiamare Franco (Pirina, ndr.) e creare un’associazione» dicono Emilio Tora e Alessandra Scozzi. Martedì sera un centinaio di residenti si sono riuniti nella sala parrocchiale della chiesa di San Michele Arcangelo. «Volevano costituire un’associazione uguale alla mia per fare le ronde di notte - spiega Pirina - Gli ho dato dei consigli su come muoversi e per non uscire mai fuori dalla legalità».

Grazia Maria Coletti - 2 aprile 2015
fonte: http://www.iltempo.it