Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email all'indirizzo edomed94@gmail.com Saranno immediatamente rimossi. L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.


Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

13/09/19

Kunta Konte

Kunta Konte


Ci avevano detto che, d’ora in poi, il registro verbale del Presidente del Consiglio sarebbe stato improntato alla sobrietà ma poi il professore, quando si tratta di replicare a Matteo Salvini in aula, si lascia prendere la mano e va in acido. Altro che bon ton istituzionale.
Ci avevano detto che sarebbe stato il Governo della discontinuità ma poi il Premier è lo stesso, i papaveri del Partito Democratico ci hanno buttato dentro i loro figliocci e molti ex ministri come Elisabetta Trenta rischiano di essere imbucati come Sottosegretari.
Ci avevano detto “mai con Renzi”, “mai con il partito degli inquisiti”, “apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno” e poi si sono trovati Matteo Renzi e Maria Elena Boschi rispettivamente come “Nostromo” e mozzo dell’attuale maggioranza. Come se non bastasse, Luigi Di Maio è “positivamente sorpreso dal Pd”. I tempi cambiano.
Ci avevano detto fino a un giorno prima che per il Pd fare un’alleanza con i Cinque Stelle era un’ipotesi da non prendere nemmeno in considerazione, ma poi si sono dovuti attaccare al bene del Paese per non attaccarsi ad altro andando a elezioni.
Ci avevano detto, in occasione delle consultazioni, che l’alleanza giallo-rossa era anzitutto sodalizio umano e poi rigida intesa sulle cose da fare, ma poi Luigi Di Maio si convoca i suoi ministri alla Farnesina e Dario Franceschini se li convoca al Nazareno e comunque ogni giorno esternano divergenze quasi insanabili. Una roba triste.
Ci avevano detto che il Governo doveva nascere per senso di responsabilità e per scongiurare un terribile aumento dell’Iva, ma poi hanno optato per l’opzione “chissenefrega” e quindi l’Iva aumenterà. Vabbè, mica stiamo a guardare il capello.
Ci avevano detto che l’operato del precedente Governo non sarebbe stato smantellato, ma poi in tema di sicurezza, di immigrazione e di economia comanderà il Partito Democratico per cui Giuseppe Conte dovrà correre a cancellare i tweet in cui, in compagnia del ministro dell’Interno, festeggiava il “Decreto sicurezza”. Conte si comporta come se prima di lui ci fosse un impostore a Palazzo Chigi.
Ci avevano detto che il Governo degli annunci sarebbe stato definitivamente archiviato e che avrebbe trionfato la serietà, ma poi hanno optato per un programma talmente vago da essere universalmente indifendibile se non quasi buffo. Sembrano Bergoglio quando straparla la domenica a Piazza San Pietro.
Ci avevano parlato dell’onestà, ma poi a Marco Travaglio si è bruciato il computer e non riesce più a trovare il database contenente tutti gli inquisiti del Pd, partito di cui anzi parla in termini lusinghieri forse perché non ricorda o, se c’era, dormiva. Brutta bestia la vecchiaia.
Ci avevano detto anche che il Governo non nasceva sotto dettatura dei papaveri di Bruxelles e che anzi l’Italia, in tempo di Governo giallorosso, aveva acquistato nuova credibilità in ambito europeo.
Poi però scopriamo che Paolo Gentiloni è stato nominato sì Commissario agli Affari economici Ue, ma è sotto tutela dell’ex Premier Lettone. Avete capito bene, l’ex Premier Lettone. Già perché la novità fresca fresca è proprio questa: ormai è palese che l’incarico a Gentiloni è solo l’osso che Ursula von der Leyen ha tirato a Giuseppe Conte come si fa con i cani ammaestrati.
L’Italia demopentastar andava ripagata per aver marginalizzato la Lega e per aver fatto nascere la cosiddetta “maggioranza Ursula”. Andava dato il contentino ad uso e consumo di propaganda interna, ma nulla di più. E il trattamento ricevuto è stato infatti davvero umiliante: non creda l’Italia, nonostante sia una potenza economica fondatrice dell’Unione europea, di stare nelle istituzioni sovranazionali come tutti gli altri Stati. Gentiloni succede agli Affari economici a Pierre Moscovici il quale, avendo potestà di vicepresidente esecutivo, era pienamente titolare del suo portafoglio. Il commissario italiano dovrà invece riportare a Valdis Dombrovskis – un campione del rigorismo europeo – che andrà a ricoprire la carica di vicepresidente esecutivo del gabinetto von der Leyen con precise deleghe agli Affari economici e che quindi è l’unico vero diretto riporto della presidente appena insediata (altro che il prestigio per l’Italia restituito da Gentiloni). E così l’Italia – fondatrice dell’Ue e ottava potenza mondiale per Pil – dovrà chiedere il permesso all’ex premier della Lettonia, la novantanovesima potenza mondiale entrata per giunta nell’Unione europea da soli quindici anni. Un po’ come gli scolaretti quando devono andare a fare la pipì.
Quindi “quegli splendidi ragazzi del Movimento” hanno fatto una rivoluzione lunga e fragorosa per farsi mettere la mordacchia da un uomo di apparato come Giuseppe Conte, per farsi trascinare dalla parte di Matteo Renzi e degli euroburocrati, per farsi umiliare con incarichi europei che assomigliano a un contentino e per nominare una vecchia carampana che risponde al nome di Paolo Gentiloni come loro rappresentante (dimezzato) in seno alle istituzioni europee.
Una fine triste, indegna e indecorosa quella di farsi normalizzare dal nuovo Kunta Kinte di Ursula von der Leyen.

27/05/19

Tor San Lorenzo/Ardea: Allarme igienico sanitario e illegalità alle Salzare ... non si può più attendere.



Sono venuto per la prima volta a Tor San Lorenzo nel 1989, da allora non sono mai mancato, e continuerò a venire, con la mia famiglia ....... ma tutto questo fa veramente male, ed è insopportabile.

     foto di repertorio - aprile 2019


(Vedi video  https://www.canaledieci.it/ardea-discarica-a-cielo-aperto-alle-salzare/)

Premesso che lì l'illegalità ha una storia lunga quasi un ventennio; che la *discarica era già presente prima che il comune posizionasse i new jersey; che si sta avvicinando il periodo delle ferie estive ................ per chi abita nelle immediate vicinanze del monumento all'ignavia l'agognato periodo di riposo e relax si prospetta ancora una volta come un incubo.

Già tanti sono quelli che non invitano più amici e parenti, non portano  bambini, figli o nipoti; è tanta la vergogna per lo spettacolo che si offre ai primi, e grande il timore che i secondi possano contrarre qualche malattia epidemica.

Per contrastare l'illegalità, il degrado e i rifiuti di ogni genere presenti da mesi, alcuni da anni ed in continuo aumento, si confidava in qualche intervento dopo le tante rimostranze,  dopo il recente video andato in onda su CAN10,  e dopo gli interventi di alcune testate giornalistiche locali, ma non è accaduto assolutamente niente  come chi da tempo vive a contatto con questo inferno aveva pronosticato. Non si può più nemmeno affittare, basta che il potenziale villeggiante dia uno sguardo verso il complesso per sentirsi dire " no grazie “ o commenti come: “ma come si fa a vivere vicino a questo schifo, è incredibile che nessuno intervenga". 
E non si possono nemmeno vendere, e tantomeno svendere, sono belle ... ma nessuno le vuole.


 Via Alessandria, strada che bisogna percorrere per visitare uno degli appartamenti al confine con il complesso residenziale (non ha avuto mai un serio intervento di manutenzione dal 1985) sembra un percorso di guerra, al suo imbocco non sfigurerebbe l'avviso: "Perdete ogni speranza voi che entrate" e viene qualche dubbio su dove si sia realmente fermato Cristo.

Non si può più tacere, non si può più accettare e sopportare passivamente .. esiste una evidente emergenza igienico sanitaria e con l'avvicinarsi della stagione estiva un concreto pericolo per la salute di residenti e villeggianti (se ci saranno). Chi deve tutelare i cittadini non può essere complice facendo finta di non vedere, non si può essere trattati in questo modo, non è accettabile. 
Non si può più attendere e sarà intrapresa ogni azione utile e necessaria affinchè intervenga la magistratura ed ogni organo preposto a garantire il sacrosanto diritto dei cittadini alla sicurezza e alla tutela della propria salute.

Copiosa giurisprudenza in materia afferma a chiare lettere la necessità di un intervento immediato da parte dell'Amministrazione in situazioni di pericolo e di urgenza, nella quale rientra a pieno titolo quella qui rappresentata.

Per brevità si riporta la seguente massima: “(...) il trascorrere del tempo non interrompe il nesso di immediatezza tra pericolo e reazione dell'Amministrazione (…) dovendosi ragionevolmente ritenere che il ritardo accentui piuttosto che escludere la necessità e l'urgenza di fronteggiare il pericolo ancora esistente (…) (T.A.R. LAZIO, SEZ.. II, 1 marzo 2002, N.1582)


* furono rimossi i rifiuti presenti sul piazzalle lato mare, ma non furono raccolti quelli lato terra, non visibili dal lungomare perchè accatastati alle spalle della palazzina "D"... Faccia pulita e mutandine sporche.

18/05/19

Ardea/Tor San Lorenzo (Roma) Incuria & Sprechi







Da alcuni mesi il quadro elettrico, lato ingresso stabilimento balneare Calypso, risulta manomesso.
E' stato più volte segnalato, così come il pericolo che qualcuno, soprattutto un bambino, possa metterci le mani e procurarsi seri danni ... ma sembra non interessare nessuno.
Il suddetto quadro, con annesso interruttore, alimenta il semaforo (Vd foto) che segnala il pericolo ( è stato impostato solo in modalità "lampeggiante) in un tratto del lungomare che risulta particolarmente pericoloso, anche per la presenza nelle immediate vicinanze di ben due fermate della nota società di servizio urbano COTRAL.
Da considerare altresì, visto l'approssimasi della stagione estiva, che il numero degli attraversamenti aumenterà in maniera esponenziale, e se il quadro elettrico dovesse esere oggetto di ulteriori manomissioni, l'inevitabile mancato funzionamento del semaforo aumenterebbe sensibilmente il pericolo per l'incolumità dei cittadini.
Quello che indigna, oltre al palese disinterese delle istituzione locali, in primis quelle addette al controllo del territorio, è l'aggravio di spesa che i cittadini dovranno affrontare per il rispristino dell'impianto, e qualora si dovesse riscontrare che questa attitudine è comune anche ad altre realtà, il danno a carico dei cittadini sarebbe ingente..
Nelle foto che seguono si può apprezzare l'avanzare dei danni causati. Sarebbe bastato riposizionare lo sportellino e chiuderlo adeguatamente, spendendo 100 invece di 1.000 in un contesto dove l'amministrazione comunale, per giustificare interventi non eseguiti, non perde occasione per dichiarare che non ci sono soldi.




 
 

















 e.emme 18.05.2019 h14:55

03/05/19

Nigeria: Jihad contro i cristiani

  • L'attuale violenza, che si è intensificata dall'inizio del 2017, "è leggermente diversa, trattandosi di una serie di attacchi mirati alle comunità cristiane e finalizzati a cacciare gli agricoltori e ad appropriarsi delle loro terre per darle ai pastori". – Nathan Johnson, International Christian Concern, direttore regionale per l'Africa.
  • "In Nigeria, i cristiani vengono trattati come cittadini di seconda classe nei dodici Stati del nord, dove viene applicata la legge della sharia. Sono perseguitati in molti modi. Le ragazze cristiane vengono rapite e costrette a sposare uomini musulmani. I pastori vengono rapiti per chiedere un riscatto. Le chiese sono vandalizzate o completamente distrutte." – Nathan Johnson.
  • "Il governo nigeriano e la comunità internazionale (...) fin dall'inizio hanno fatto ben poco per affrontare la situazione. Questa mancanza di partecipazione non è sorprendente: non riescono nemmeno a riconoscere le sue radici, ossia l'intollerante ideologia del jihad. Di conseguenza, il bilancio delle vittime cristiane non ha fatto che aumentare – e probabilmente continuerà a crescere in modo esponenziale – fino al momento in cui questa realtà non sarà soltanto riconosciuta, ma anche affrontata." – Raymond Ibrahim, autore ed esperto di Medio Oriente.




In Nigeria, i cristiani vengono massacrati dai Fulani e dai jihadisti di Boko Haram – e a nessuno sembra importare. Nella foto: Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, da un video di propaganda di Boko Haram del novembre 2018.


In Nigeria, i cristiani vengono massacrati dai militanti Fulani e dai jihadisti di Boko Haram – e a nessuno sembra importare.
La più grave persecuzione di questi cristiani indifesi – che costituiscono metà della popolazione totale della Nigeria – ha avuto luogo soprattutto nella parte settentrionale musulmana del paese che è governata dalla legge della sharia e nei cosiddetti Stati della "Cintura di Mezzo", che è una zona di transizione tra gli Stati del nord e del sud.
Secondo l'organizzazione per i diritti umani International Christian Concern (ICC):
"A marzo, i militanti Fulani hanno continuato a compiere attacchi in tutta la regione nigeriana della Cintura di Mezzo. Gli attacchi brutali perpetrati da questi intransigenti militanti islamici generano costantemente paura tra i cristiani che vivono nella Cintura di Mezzo, mentre il bilancio delle vittime continua a salire. (...) Il mese scorso [marzo 2019], sono state uccise almeno 150 persone.
"...il vescovo nigeriano William Amove Avenya dello Stato di Benue ha dichiarato: 'Le tribù Fulani armate fino ai denti stanno uccidendo donne incinte e bambini, e stanno distruggendo le nostre piccole proprietà.
"'Questa è una bomba a tempo che minaccia di innescare l'intera regione. Non possiamo aspettare che si perpetri un genocidio di massa per intervenire', ha aggiunto.
"...Qui di seguito sono riportati i maggiori attacchi compiuti a marzo:
  1. 4 marzo, 2019: I militanti Fulani attaccano lo Stato di Benue, uccidendo 23 persone.
  2. 11 marzo 2019: Le milizie Fulani attaccano Kajuru, bruciando più di cento case e uccidendo 52 persone.
  3. 18 marzo 2019: Boko Haram assedia una città a maggioranza cristiana nello Stato di Adamawa, con più di 370 mila abitanti.
Il direttore regionale per l'Africa dell'ICC, Nathan Johnson, che di recente si è recato in Nigeria, ha detto al Gatestone che questa violenza letale è iniziata meno di 20 anni fa.
"In realtà è iniziata solo nel 2001, dopo che una serie di scontri tra musulmani e cristiani nella regione dell'Altopiano causarono la morte di più di un migliaio di persone e la distruzione di molte chiese. Nel 2018 e nel 2010, ci furono anche delle rivolte mortali e da allora la tensione tra le due comunità è aumentata".
Johnson ha rilevato che l'attuale violenza, che si è intensificata dall'inizio del 2017, "è leggermente diversa, trattandosi di una serie di attacchi mirati alle comunità cristiane e finalizzati a cacciare gli agricoltori e ad appropriarsi delle loro terre per darle ai pastori".
Secondo il responsabile dell'ICC, l'ostilità annovera una serie complessa di fattori – socio-economici (pastori contro agricoltori), etnici (soprattutto Fulani contro chiunque, tranne gli Hausa) e religiosi (musulmani contro cristiani) – tuttavia:
"Il governo nigeriano e i media mainstream hanno minimizzato il fatto che i musulmani radicali stanno massacrando le comunità cristiane in Nigeria. Preferirebbero considerare la crisi come uno scontro tra due comunità etniche o socio-economiche che si uccidono a vicenda – anche se quasi l'80 per cento delle vittime sono cristiane".
E Johnson ha aggiunto:
"In Nigeria, i cristiani vengono trattati come cittadini di seconda classe nei dodici Stati del nord, dove viene applicata la legge della sharia. Sono perseguitati in molti modi. Le ragazze cristiane vengono rapite e costrette a sposare uomini musulmani. I pastori vengono rapiti per chiedere un riscatto. Le chiese sono vandalizzate o completamente distrutte.
"I cristiani che ho incontrato durante il mio recente viaggio in Nigeria, vittime dei Fulani e di Boko Haram, sperano che altri nel mondo esprimano preoccupazione e preghino per loro. Molti non hanno cibo, acqua e riparo, perché sono stati cacciati dalle loro terre e nelle città dove si sono trasferiti non possono coltivare la terra né riescono a trovare lavoro. Centinaia di migliaia di bambini cristiani in tutto il paese non possono andare a scuola, perché i loro genitori non possono permetterselo, non hanno accesso all'istruzione o temono che i loro figli possano essere attaccati o rapiti mentre si recano a scuola o mentre sono in classe".
Come l'esperto di Medio Oriente Raymond Ibrahim ha scritto lo scorso anno:
"Il governo nigeriano e la comunità internazionale (...) fin dall'inizio hanno fatto ben poco per affrontare la situazione. Questa mancanza di partecipazione non è sorprendente: non riescono nemmeno a riconoscere le sue radici, ossia l'intollerante ideologia del jihad. Di conseguenza, il bilancio delle vittime cristiane non ha fatto che aumentare – e probabilmente continuerà a crescere in modo esponenziale – fino al momento in cui questa realtà non sarà soltanto riconosciuta, ma anche affrontata".
Uzay Bulut, una giornalista turca, è Distinguished Senior Fellow presso il Gatestone Institute.

28/04/19

Ucci ucci sento odor di cristianucci!


Ucci ucci sento odor di cristianucci!Santità, non possiamo più dirci cristiani sennò ci accoppano. È la lezione che si trae dal massacro di cristiani nelle chiese e negli alberghi di Colombo, capitale dello Sri Lanka, e nella città di Negombo. Il conto delle vittime della Pasqua insanguinata nell’isola dell’Oceano Indiano è salito a 359 morti e 500 feriti. Ma si tratta di un bilancio provvisorio visto che non è cessato l’allarme per nuovi attentati. Il governo srilankese conferma la matrice jihadista della strage, attribuendo l’ideazione e l’esecuzione del piano al National Thowheed Jamath, un gruppo locale di terroristi gravitante nella galassia dell’Is, lo Stato islamico.
In un mondo normale non occorrerebbero altre informazioni per spingere le autorità politiche e religiose dell’Occidente cristiano a chiedere conto ai capi spirituali dell’Islam dello stillicidio di ammazzamenti di vite umane nel nome di Allah Akbar, che non cessa. In un mondo normale i leader dell’emisfero libero non proverebbero alcun imbarazzo a chiamare le cose con il loro nome. A dire che gli assassini sono musulmani e le vittime sono i cristiani. Ma non siamo in un mondo normale, quindi ci tocca assistere al rovesciamento della realtà.
Dobbiamo accettare, come fa notare Federico Punzi dalle colonne di “Atlantico”, che le icone liberal, Barack Obama e Hillary Clinton, “abbiano persino coniato una nuova e beffarda espressione pur di evitare di pronunciare la parola “cristiani”:..Easter worshippers (devoti della Pasqua) quasi fosse un nuovo e misterioso culto, un po’ esotico”. Ha ragione Punzi, siamo all’autocensura che sfocia nell’esaltazione masochista della propria debolezza spirituale. Si grida all’islamofobia se (di rado) un folle, sentendosi investito della missione dei crociati, fa danno in una moschea o causa morti innocenti tra i musulmani, ma mai si nomina la cristianofobia quando (sovente) siano fanatici jihadisti a fare strage di cristiani.
Ma cosa sta accadendo alla nostra civiltà di tanto perverso da farne smarrire senso, carattere e identità? Come l’apostolo Pietro che, impaurito, negò il Cristo altrettanto la civiltà occidentale, presa in ostaggio dai progressisti, nega se stessa, financo nel linguaggio, cosicché la qualificazione identitaria di cristiano non assurge alla parificazione con l’impronunciabile nome di Dio, ma sprofonda in un’immotivata vergogna per il proprio passato. La peste del multiculturalismo si è talmente infiltrata nelle menti degli “evoluti” occidentali da renderli ciechi di fronte alla realtà che continua a privilegiare la cifra dello scontro e della guerra tra civiltà a quella della tolleranza e del dialogo tra mondi diversamente strutturati ed eticamente orientati verso opposte direzioni. Si dirà: ma i terroristi musulmani sono un’esigua minoranza rispetto all’universo dei credenti nell’Islam. Vero, ma quante voci abbiamo sentito levarsi dal quel mondo per condannare senza riserve l’abominio delle stragi? Sarà pure un nostro limite uditivo ma non abbiamo colto una grande solidarietà dall’altre parte del muro di cinta della moschea. D’altro canto, perché chiedere conto alle guide spirituali dell’Islam se il problema lo abbiamo, per così dire, in casa nostra? Il Santo Padre avrebbe potuto spendere qualche parola in più per i morti ammazzati di Colombo e Negombo, invece di ripetersi nella solita filippica sui migranti. C’è un tema, nell’Oriente a maggioranza musulmana, che non può essere più taciuto e riguarda lo sterminio sistematico delle comunità cristiane, radicate da secoli nei territori a Sud e ad Est del Bacino del Mediterraneo.
Ne parla Giulio Meotti in un’intervista a Radio Radicale sul suo ultimo libro: “La tomba di Dio. La morte dei cristiani d'Oriente e l'abbandono dell'Occidente”. Meotti denuncia: “La scomparsa delle più antiche minoranze cristiane che parlano ancora la lingua di Gesù non ha generato emozioni nell’opinione pubblica occidentale, sempre pronta a mobilitarsi per altre cause. Nessuno in Occidente è sceso per strada con cartelli, il martirio dei cristiani orientali non ha interessato le autorità e i principali media”. Sarà che sono lontane dal nostro orecchio per cui l’eco del loro sacrificio ci giunge flebile, smorzato, impercettibile; sarà che l’Occidente vive un gigantesco complesso di colpa per il suo passato colonialista; sarà che non può essere la differenza di credo religioso la pietra d’inciampo al proliferare dei ricchi commerci e delle cointeressenze finanziarie con le potenti dinastie del petrolio, collegate per un qualche ramo alla discendenza dal profeta Maometto, certo è che la timidezza con la quale si affronta il problema della sicurezza di vite cristiane ogni qualvolta vi sia di mezzo la mano assassina dei fanatici islamici non è accettabile.
Forse, è proprio l’universalismo della Chiesa cattolica a non reggere il passo con il divenire della Storia. Forse, c’è bisogno di una Chiesa che sappia caratterizzarsi nel difendere la condizione identitaria dei propri fedeli. Forse, è giunto il tempo che una diversa Chiesa dia ascolto a quelle masse di credenti costrette a stare in un recinto spirituale trasformato nella succursale cattocomunista di una Onlus. Forse, è giunto il momento che ai piedi di quelle bare, in Sri Lanka, vadano a inginocchiarsi chierici che ancora conoscano la differenza tra essere cristiani e non esserlo. Forse, occorrono lacrime autentiche da versare su quelle vite spezzate e non distratti telegrammi di cordoglio, spediti dal davanzale di una loggia tra un Padre nostro e un predicozzo sull’accoglienza dei migranti. Forse, sono in molti a rimpiangere l’assenza del predecessore dell’attuale Papa, che non è ancora morto ma che è lì, semi-silente, all’interno delle Mura Leonine. No, si tolga il forse.