Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email all'indirizzo edomed94@gmail.com Saranno immediatamente rimossi. L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.


Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

04/05/16

Marò: Luigi Di Stefano, “la battaglia è ancora lunga, dall’Aja sentenza di compromesso”


Roma, 3 mag – Il dispostivo della sentenza del Tribunale Arbitrale dell’Aia di ierisul caso Marò,  più che un “imperio”, come ci si aspetterebbe da un tribunale internazionale, sembra ispirarsi ad un romanesco “volemose bene”. Infatti benchè disponga il rientro in Italia di Salvatore Girone fino alla sentenza definitiva sulla giurisdizione (prevista per metà 2018) rimanda a Italia e India il concordare le modalità di rientro, e la votazione alla “unanimità” (quindi anche del giudice indiano) certifica una sentenza di compromesso. Per cui ci si aspetta da parte indiana una serie di cavilli, distinguo e rinvii per mostrarsi “sovrani” alla propria opinione pubblica: l’esempio stavolta è il napoletano “facite ‘ammuina”. Però, meglio di niente. Ma a questo punto è necessario spiegare, almeno a parer mio, la vera natura di questa vicenda perché l’opinione pubblica italiana, dopo i primi due governi Monti e Letta in stato di “appecoronamento” sulle posizioni indiane (supportati dalla “grande stampa”), i vani tentativi del governo Renzi di portare l’India a una soluzione di compromesso e infine il ricorso italiano al Tribunale Internazionale (va dato atto a Renzi di averci sollevato il 26 giugno 2015 dalla umiliante “strategia dell’appecoronamento” seguita in precedenza), ci capisce poco o nulla. Quindi direi che almeno noi lettori de Il Primato Nazionale possiamo affrontare i fatti (non la loro edulcorazione babbea sugli “assassini di pescatori”) secondo logica e elementari conoscenze di politica internazionale. Nella vicenda Marò l’India si è imbarcata in una operazione di politica di potenza che fanno tutti gli Stati. Anche noi (a ragione) consideriamo il Golfo di Taranto acque interne e diamo la caccia ai sottomarini stranieri che entrano (entrano per “saggiare” la nostra capacità di risposta e “valutare” le caratteristiche operative dei nostri sottomarini killer). 

Sono almeno tre gli elementi che hanno convinto le autorità indiane a montare la vicenda Marò.
Ma è necessario preventivamente ammettere l’evidenza di alcuni fatti:
– Fin dalla sera dei fatti le autorità indiane sapevano che la sparatoria contro il peschereccio era avvenuta alle 21.30, e quindi avevano preso la nave sbagliata, o coscientemente addebitato alla nave italiana una sparatoria avvenuta altrove (forse la nave greca, problemi loro). Abbiamo le prove dell’uno e dell’altro.
– Fin dalla mattina dopo i fatti gli indiani montano il “caso Enrica Lexie” portando sottobordo un falso peschereccio St. Antony, facendo le fotografie da un aereo e le diffondono sul web (vedi l’immagine, il vero peschereccio St. Antony è a Neendakara, 200 Km a sud, hanno organizzato la passarella la notte).

image: http://www.ilprimatonazionale.it/wp-content/uploads/2016/05/maro_img03.jpg


maro_img03

– Fin dal pomeriggio del giorno successivo ai fatti, gli indiani hanno la conferma che i nostri militari sono estranei alla morte dei pescatori, stante i risultati dell’autopsia

.
Chiarito questo, che non è una mia ipotesi ma “prove” verificabili da chiunque, vediamo la “politica”
. Partendo da Sonia “Maino” Ghandi, di origine italiana e che per la morte di suo marito Rajiv in un attentato si è trovata erede della dinastia Ghandi. All’epoca dei fatti era leader del Partito del Congresso al governo, odiatissima sia dai nazionalisti che all’interno del suo stesso partito, è stata attaccata politicamente in merito alla vicenda Marò e infine costretta a farsi da parte affidando la direzione del partito al suo figlio maggiore. Ma non è servito perchè alle elezioni ha vinto il Partito Nazionalista di Modi, mandando all’opposizione il Partito del Congresso. E immediatamente dopo la sentenza di ieri un uomo politico indiano ha “cavalcato” in chiave mediatico-nazionalista questo aspetto della vicenda (vedi immagine tratta da FB)

. In secondo luogo va analizzato il fattore “Nazionalismo”, usato come collettore di consenso politico in una società orgogliosissima ma che ancora soffre di sudditanza psicologica verso la Gran Bretagna e l’Occidente in genere. E quindi “sfidare l’Occidente” crea consenso (tipo i generali argentini con la guerra delle Falkland del 1982). In ultima istanza va considerato il ruolo di “potenza regionale” che l’India vuole ritagliarsi dominando le rotte marittime che lambiscono il suo meridione.

image: http://www.ilprimatonazionale.it/wp-content/uploads/2016/05/maro_img01.jpg


maro_img01
Basta guardare l’immagine (tratta da un bollettino della Guardia Costiera indiana) per vedere che circa il 25/30% del traffico mercantile del pianeta passa rasente al Kerala, quindi l’interscambio commerciale fra Europa e Oriente e il flusso di petrolio dal Medio Oriente verso l’Oriente (Giappone, Indonesia, Cina, Corea etc).
 Riuscendo a “processare” due militari in servizio l’India “di fatto” estende la sua sovranità fino a 200 miglia dalla costa (anzichè le 12 miglia delle acque territoriali). E ottiene la “sovranità” su un terzo del traffico mercantile del pianeta. 

Hanno preso la palla al balzo senza lasciarsi sfuggire l’occasione e la passarella mediatica organizzata nella rada di Kochi la mattina dopo i fatti, col falso peschereccio portato sotto la murata della Enrica Lexie sta a dimostrarlo. La dabbenaggine delle autorità italiane ha fatto il resto. Direi che le autorità politiche indiane hanno ben imparato dagli inglesi che la capacità di proiezione di potenza sugli oceani è fondamentale per essere una “Potenza”. A volte “SuperPotenza”.

 Però francamente, prendersela con noi con le bagnarole della Guardia Costiera per atteggiarsi a Potenza Regionale non mi sembra proprio serio. Poi, se qualcuno vuol credere che i nostri militari hanno fatto il tiro a segno sui pescatori, a dire che Gesù Cristo è morto di freddo, padronissimo.

Luigi Di Stefano

Aggiunto da Redazione il 3 maggio 2016.

 

03/05/16

MARO' - IL SOLDATO SALVATORE GIRONE TORNA IN ITALIA!


di Giulio Terzi

IL SOLDATO SALVATORE GIRONE TORNA IN ITALIA! Con *infinita* soddisfazione vi comunico che *finalmente*, nonostante l'assurda e inspiegabile inerzia dei vari Governi italiani succedutisi negli ultimi 3 anni - il marò Salvatore Girone rientrerà in Italia per l'intera durata dell'Arbitrato internazionale, Italia che *non avrebbe mai dovuto lasciare*. L'ordinanza del Tribunale internazionale che ha incarico il dossier verrà resa pubblica domani, ma ci tenevo ad anticiparvela. "E' passo avanti davvero significativo al quale abbiamo lavorato con grande dedizione e determinazione", ha detto qualcuno ai mass-media: Voi tutti su questa community sapete bene *quanto* vi abbiamo lavorato noi, con grande determinazione, fin da quello sciagurato mese di marzo in cui qualcuno ha tradito l'interesse nazionale rimandando i nostri due soldati a New Delhi. E ORA SUBITO UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA SU QUESTA VICENDA! Ma in queste ore…godiamoci tutti questo straordinario risultato, eccezionale per i nostri due uomini in divisa... ma anche per l'intero Paese!
Giulio Terzi


Aprile ,Maggio e Giugno
Luglio Agosto e Settembre
Ottobre Novembre e Dicembre 



3 maggio 2016
fonte: http://veraitalia.blogspot.it/2016/05/il-soldato-salvatore-girone-torna-in.html



02/05/16

IL SEQUESTRO DEI FUCILIERI DI MARINA LATORRE E GIRONE - LA BUONA NOTIZIA E' LA CONFERMA DELL'ORMAI PROSSIMO RIENTRO DI SALVATORE IN ITALIA






2 Maggio 2016
Stefano Tronconi

Tutto come da copione.
Salvatore potrà finalmente rientrare in Italia perché il governo indiano (con il conforto della propria Corte Suprema sancito nell'udienza di settimana scorsa) aveva dato la disponibilità in tal senso il 30 e 31 Marzo scorsi. E la Corte Arbitrale de L'Aja ne ha doverosamente preso atto.
Il mondo dell'informazione italiano, che per oltre quattro anni non ha mai capito niente dell'evolversi della vicenda, nel fornire oggi l'anticipazione ci informa anche che “le misure che renderanno possibile il rientro dovranno essere concordate tra i due Paesi”.
Anche qui, tutto come da copione.
Va riconosciuta la grande capacità dell'India di gestire politicamente l'uscita da una vicenda che avrebbe avuto tutti gli elementi per metterla in grande imbarazzo di fronte al mondo intero (ricordo che Latorre e Girone sono stati accusati di un delitto mai commesso con prove fabbricate a tavolino dalla leadership politica del partito del Congresso del Kerala).
L'India ha mostrato per quattro anni tutta la sua prepotenza e la sua arroganza, ma anche la sua intelligenza e la sua capacità di gestire una situazione divenuta delicatissima per il Paese una volta uscite le prove dell'innocenza dei Marò nella primavera del 2013.
L'Italia ha mostrato per quattro lunghi anni non solo la solita assenza di coraggio e dignità nel portare alla luce la verità, ma ha mostrato anche una clamorosa mancanza di intelligenza nel gestire a proprio vantaggio ( e dei fucilieri di marina) una situazione in cui non è riuscita a proteggere neppure due innocenti (figuriamoci cosa sarebbe stato se i marò fossero davvero stati responsabili della morte dei pescatori!).
Probabilmente il rientro effettivo di Salvatore Girone richiederà ancora qualche giorno (come scritto in precedenza possibile che per questioni politiche interne indiane si vada a dopo il 16 Maggio, data prevista per le elezioni in Kerala).
Per restare al di sopra di ogni polemica politica, il governo indiano demanderà infatti interamente alla propria Corte Suprema la decisione formale sulle “misure che renderanno possibile il rientro” anche se queste ricalcheranno ovviamente quella già stabilite dalla stessa Corte Suprema indiana per Massimiliano Latorre.
Tutto da copione, scrivevo all'inizio.
In questa brutta storia non trionfa e non trionferà la verità.
Il governo indiano ne esce con la gran bella figura del Paese forte, ma magnanimo che acconsente al rientro in Italia anche del secondo fuciliere.
Questa povera Italia porta a casa la solita figura pietosa agli occhi del mondo prolungatasi per oltre quattro anni.
Devo dire che dopo tre anni di lotta contra i mulini a vento dell'idiozia collettiva che sembra governare ed informare questo Paese la cosa mi lascia quasi indifferente.
Sono infatti più che mai felice per il prossimo rientro di Salvatore, malgrado tutto e malgrado tutti.
 
A presto Salvatore!!!!

ARDEA (Roma) - "La sicurezza non abita a Tor San Lorenzo"


......... Diamoci da fare, non sembra abbia trovato casa, anzi .......................................

 

Criminalità, degrado, incuria: grido d'allarme delle associazioni del territorio

8 novembre 2015


La sicurezza non abita a Tor San Lorenzo


Un grido d’allarme con decine di destinatari, dal Capo dello Stato Sergio Mattarella al comandante della polizia locale. Passando per ministeri (in particolare l’Interno), commissioni parlamentari (in primis l’Antimafia) istituzioni (regione Lazio su tutti). È quello che arriva dall’associazione Nuova California 2004, che rappresenta tanti cittadini  del litorale a sud di Roma e che lamenta “disperazione, senso di abbandono e paura. Sono questi i sentimenti che provano gran parte dei cittadini di Tor San Lorenzo, una frazione del Comune di Ardea”. Problemi che tornano a sollevare dopo una precedente lettera rimasta inascoltata per disegnare un quadro preoccupante: “Il nostro paese versa in condizioni pietose. Furti all’ordine del giorno anche nelle ore diurne oramai in abitazioni e negozi come se fosse diventato tutto normale. Negli ultimi mesi, in pieno giorno, sono stati svaligiati due note catene di alimentari, mentre di notte abbiamo assistito inermi al tentativo di furto all’ufficio postale, sventato dall’eroico gesto di un agente fuori dal suo turno di lavoro. E ancora, in serata incidenti clamorosi che potevano causare vittime, stragi sfiorate, furti nelle scuole”.
Il problema sicurezza che viene sollevato riguarda non soltanto la criminalità, ma anche lo stato della rete stradale e gli incidenti,  purtroppo anche mortali, dovuti alla velocità. “Il degrado porta degrado e noi stiamo facendo di tutto per tenerci questo paese. Da soli però non ce la facciamo. Un flusso di rom incontrastato nella zona critica de Le Salzare, spaccio, prostituzione anche in pieno giorno all’interno dei consorzi con scene di sesso in pubblico cui dobbiamo assistere inermi”. E ancora: “Non solo, molte vie del nostro territorio sono invase da discariche abusive, rifiuti a cielo aperto. Noi vorremmo vivere in un paese a misura di cittadino. Vorremmo lottare per riprenderci la nostra comunità. Tornando poi al discorso sicurezza, dobbiamo constatare che la presenza delle forze dell’ordine, Carabinieri e Polizia Locale, è insufficiente se paragonata ai fatti criminosi. Lo è anche in luce del numero di abitanti di Ardea tutta, sopra le 50 mila unità”. Come spesso avviene da parte di cittadini attenti alla cosa pubblica, non ci si limita a lamentare le condizioni di un territorio ma ad avanzare proposte. Come quella, appunto, di istituire un commissariato di polizia su Ardea e Pomezia. Perché in questa zona c’è paura anche e soprattutto per veri e propri episodi mafiosi. “Nell’ultimo anno, solo a Tor San Lorenzo, si sono verificati decine di furti nelle abitazioni, in alcuni casi anche con gli inquilini presenti o addormentati. Negozi dati alle fiamme, bar svaligiati con scasso o addirittura sfondati con furgoni e poi derubati, anche in prossimità di via dei Tassi ove si trova il comando dei Carabinieri di Tor San Lorenzo. Non possiamo, inoltre, non parlare dei ripetuti attentati incendiari ai danni di uffici, vetture di giornalisti, politici e cittadini di Ardea. Atti che significano qualcosa, atti che ci fanno paura. In tutto questo cosa fa la politica locale? Poco o nulla. Consigli comunali mai svolti per mancanza di numero legale o sciolti in corso d’opera per gli stessi motivi. Tutto ciò ci appare come un ulteriore segnale di scarso interesse da parte loro per la collettività e per noi che viviamo il territorio”. Il 7 marzo scorso si tenne sul territorio una manifestazione, che davanti al protrarsi delle stesse problematiche potrebbe ora ripetersi, scrive il presidente dell’associazione Nuova California 2004, Piero D’angeli. Intanto chiedono un incontro a tutte le istituzioni cui hanno lanciato il loro appello. Il loro desiderio, quanto meno di un confronto, verrà esaudito?

8 novembre 2015
fonte: http://www.ilgiornaleditalia.org 

Articoli correlati:

- http://edoardo-medini.blogspot.it/2016/04/ardea-lurlo-dei-cittadini.html?spref=fb


01/05/16

SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) - CAMMINO DELLA MEMORIA, DELLA VERITA' E DELLA GIUSTIZIA



 


Ogni anno organizziamo nel mese di maggio il “Memorial Day” per celebrare tutte le vittime della mafia, del terrorismo, del dovere e di ogni forma di criminalità.
Quest’anno abbiamo pensato di estendere l’iniziativa organizzando il “Cammino della Memoria, della Verità e della Giustizia” per continuare la lotta che il Segretario Generale del SAP Gianni Tonelli, col suo sciopero della fame durato 61 giorni, ha intrapreso per protestare contro la debilitazione dell’apparato della sicurezza operata attraverso i tagli lineari che hanno interessato uomini, mezzi, strutture e formazione, e per opporsi, in maniera pacifica alla serie di azioni repressive illecite contro dirigenti sindacali del SAP che hanno avuto il coraggio di portare alla luce i problemi e le criticità del sistema, per poter meglio servire la comunità e garantirle la sicurezza soprattutto in questo momento in cui è forte l’insidia del terrorismo globale. La nostra è una battaglia di libertà e di civiltà non condotta nei nostri interessi, ma in quelli dell’intera collettività; coloro che sono chiamati ad amministrarci lo fanno in nome e per conto del popolo italiano, così come sancito dalla Carta Costituzionale, ma è sotto gli occhi di tutti che sempre più questo avviene senza tener conto delle reali esigenze della comunità amministrata.
Il Cammino avrà inizio il 15 Maggio a Roma da Piazza San Pietro e proseguirà nella provincia di Roma toccando i comuni di Albano e Artena, nella provincia di Frosinone percorrendo Anagni, Alatri, Abbazia di Casamari, Roccasecca e Cassino, poi sarà la volta del Molise, nella provincia di Campobasso, a Campodipietra e infine in Puglia: si transiterà a San Marco La Catola, Lucera, San Severo, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo. Il 28 Maggio concluderà a Monte Sant’Angelo, con un concerto di musica classica, davanti al Santuario di San Michele Arcangelo, Santo Patrono della Polizia di Stato.
Non a caso è stato scelto il mese dedicato alla Madonna ed il periodo giubilare, per sottolineare anche l’aspetto religioso dell’iniziativa mossa non solo da aspetti morali e civili.


 
 



E' stata avviata anche una raccolta fondi per permettere a coloro che lo desiderano, ma non sono nelle possibilità economiche di sostenere le spese, di poter partecipare, e a coloro che sosterranno l’iniziativa  di aderire simbolicamente alla camminata e ai valori che ad essa sono riconducibili.