Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email all'indirizzo edomed94@gmail.com Saranno immediatamente rimossi. L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.


Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

19/12/14

Cari marò non ci resta che piangere




 

Cari marò non ci resta che pregare

Solidarietà ai fucilieri da cattolici ed ebrei, impegnati per una soluzione Monsignor Marcianò: «La scelta dei giudici indiani suscita sconcerto»


È riuscito a riappacificare statunitensi e cubani: forse potrebbe restituire i marò alle loro famiglie e al loro Paese. Un intervento di Papa Bergoglio per Latorre e Girone è sperato e atteso da molti, specialmente dopo la legnata dei giudici indiani alla «strada diplomatica» seguita dal governo Renzi.
 E ieri cattolici ed ebrei hanno annunciato il loro dispiacere, per la decisione della Corte Suprema di Nuova Delhi che ha negato concessioni di carattere umanitario per i nostri marò. E hanno assicurato il loro aiuto.
«La scelta dell’autorità giudiziaria indiana non può che suscitare un profondo sconcerto che sento di dovere esternare anche a nome di tutta la Chiesa dell’Ordinariato Militare», ha dichiarato ieri monsignor Santo Marcianò, Ordinario militare per l’Italia. L’Ordinario militare ha spiegato di riporre «grande fiducia e stima nell’opera del governo italiano che è impegnato da tempo nella ricerca di una soluzione a questo difficile caso e che, anche in queste ultime ore, sta mettendo in opera tutti i mezzi possibili per risolverlo».
«Ho avuto di modo di apprezzare - ha aggiunto monsignor Marcianò - grazie al legame personale che mi lega a loro, le doti di equilibrio e forza che caratterizzano Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Essi, all'impegno nell’adempimento del proprio dovere, uniscono indiscutibile correttezza e senso delle istituzioni, dimostrati in modo particolare nel tempo di questa lunga vicenda che li vede protagonisti». L’Ordinario militare ha aggiunto che il desiderio di Girone di trascorrere un tempo in Italia per condividere il Natale in famiglia e il bisogno di Latorre di continuare urgenti e indispensabili cure mediche «sono richieste che non negano in alcun modo le legittime esigenze della giustizia, ma rimandano al più elementare senso di umanità che dovrebbe caratterizzare ed unire le diverse culture».
«Allo stesso tempo desidero far giungere a Massimiliano e Salvatore la profonda vicinanza e la fiduciosa preghiera al Signore Gesù. Il Signore, che nel mistero del Suo Natale si mostra quale liberatore dell’uomo, doni loro di perseverare nella Speranza che viene da Lui e tocchi nel profondo i cuori dei responsabili della giustizia indiana affinché siano illuminati nel prendere decisioni rispettose della giustizia, aderenti alla verità, cariche di umanità».
E, contemporaneamente, la Comunità Ebraica di Roma ha espresso «forte preoccupazione per la vicenda che da anni coinvolge i due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Le ultime decisioni dell’India, che allontanano il ritorno dei due marò in Italia, non possono lasciarci indifferenti». Il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, ha dichiarato che la Comunità è vicina «al Governo Italiano di Matteo Renzi, al Ministro della Difesa Roberta Pinotti e al Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni - ha proseguito il presidente - che si stanno prodigando affinché la crisi porti a una soluzione positiva. Da ebrei italiani sentiamo di dover dare ogni contributo possibile per tenere alta l’attenzione mediatica e sensibilizzare il maggior numero di persone. Noi tutti rivogliamo i nostri marò qui in Italia».
E ha infine annunciato che «la Giunta della Comunità Ebraica di Roma ha deciso di essere in prima linea e lanciare la campagna #bringbackourmarò sui social network e in tutta la Rete per chiedere al mondo di non lasciare soli Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Ci impegneremo a promuovere iniziative fino al giorno in cui li rivedremo tornare a Roma dalle loro famiglie».
Della vicenda ha parlato, in modo sentito, ma un po’ meno formale anche il leader di FdI-An Giorgia Meloni: «Sono stati tre governi di eunuchi e cialtroni a gestire la vicenda marò. Al ministro Gentiloni, che sembra "Alice nel paese delle meraviglie", ricordo che aspettiamo da tre anni l’avvio dell’arbitrato internazionale. Un governo serio avrebbe mobilitato gli organismi internazionale».
 
Antonio Angeli - Venerdì 19 Dicembre 2014 
fonte: http://www.ilbenecomunenewsletter.it


I MARO’ SONO IL SINTOMO PIU’ ECLATANTE DEL PROBLEMA ITALIA



Maro_0


Il governo italiano è “deluso” e “irritato” dal  rifiuto della Corte Suprema indiana di  fare concessioni a Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Dopo aver lasciato intendere per mesi che erano in atto contatti ad alto livello per risolvere amichevolmente la questione il governo italiano deve ora fare i conti con il crollo di ogni sua minima credibilità.
E lo fa “all’italiana”, mostrando attributi che non ha e cercando di scaricare il suo dilettantistico fallimento sui servizi segreti. “A non aver funzionato, evidentemente, sono stati anche i canali informativi in base ai cui input si era mosso in queste ultime settimane il governo italiano” scriveva ieri il quotidiano del PD “Europa”.





Se qualcuno si era illuso di un nuovo corso nella vicenda dei nostri militari, la Corte Suprema di Nuova Delhi ha provveduto a riportarlo con i piedi per terra respingendo le richieste presentate dall’avvocato dei due fucilieri di Marina.
Il massimo tribunale indiano ha detto no alla richiesta di Latorre di prorogare la sua permanenza in Italia per sottoporsi a un intervento chirurgico ordinandogli di rientrare in India il prossimo 16 gennaio e ha respinto anche la richiesta di consentire a Girone per poter rientrare in Italia per le festività natalizie.
Le reazioni di Roma sono raffazzonate e non impressioneranno gli indiani ai quali dell’Italia non importa nulla come pare evidente ormai a tutti. La Farnesina ha richiamato l’ambasciatore Daniele Mancini ma il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, si è affrettato a precisare che tale decisione “ non va confusa però con una rottura delle relazioni diplomatiche”.
Nonostante le pesciate in faccia Gentiloni sta attento a non irritare l’India e infatti ha aggiunto  che “tra le varie opzioni che  sono sul tavolo non  possiamo certo escludere quella  dell’apertura dell’arbitrato internazionale”.





Non sarà quello stesso arbitrato che il governo Renzi aveva detto di aver aperto otto mesi or sono salvo poi dover ammettere che non aveva fatto nulla? Anche su questo tema Gentiloni ha voluto evitare di apparire troppo duro con gli  indiani e  ha aggiunto che “ogni decisione verrà presa nei  prossimi giorni”.
Il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti ha invece dichiarato che Latorre non farà ritorno in India il 16 gennaio. “Le attuali condizioni non possono consentire la sua partenza dall’Italia, dove era rientrato dall’India a metà settembre in seguito a un ictus.
Non è né un atto di sfida né una volontà di scontro, ma una serena e ferma presa d’atto di una situazione” ha spiegato il ministro poiché il governo italiano considera “una priorità” il pieno recupero fisico di Latorre e non sarà fatto “nulla per mettere a rischio le sue condizioni”.





Non è la prima volta che un ministro italiano afferma che i marò non torneranno in India. Speriamo almeno che questa volta non ci siano brusche retromarce di fronte alle prevedibili reazioni di Nuova Delhi e ad eventuali ricatti commerciali.
L’ultimo schiaffo subito dagli indiani ci impone però riflessioni che vanno al di là degli aspetti giuridici, del diritto internazionale e alle accuse mai provate dell’India, Paese  incapace dopo tre anni di istituire un processo e persino più corrotto dell’Italia in base alle classifiche internazionali.
Il caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ai quali va il nostro affetto e il rammarico di saperli soldati di un Paese (il termine Nazione appare oggettivamente una forzatura) da troppo tempo in mano a una classe politi9ca priva di attributi, incompetente, avida ma troppo pavida per difendere gli interessi nazionali, è purtroppo solo uno dei sintomi più evidenti del vero problema.





Dobbiamo infatti affrontare e digerire la tragica evidenza che l’Italia non solo non vale più nulla in termini politici, di sovranità, prestigio ed influenza ma che di tutto questo il mondo intero ne è perfettamente consapevole.
Le chiacchiere di Renzi (quelle che mesi or sono “impressionavano” Angela Merkel) oggi non godono più di nessuna credibilità in Europa e oltre Oceano da dove giungono solo ordini a Roma: “tagliate queste spese, mettete questa tassa, applicate sanzioni a Mosca,  inviate truppe in Iraq, comprate gli F-35….”
Sono tutti così abituati a darci ordini e a considerarci nullità che nessuno si pone il problema di dover fare i conti con l’Italia.
Figuriamoci poi se questo problema se lo pone l’India di Narendra Modi, nazionalista indù che governa nel nome di un fierezza che poggia su basi etniche, culturali e religiose (tutti valori che noi invece abbiamo rimosso dalla società e dalla politica) cullando il sogno della grande potenza. Per quale ragione Modi dovrebbe preoccuparsi di un’Italia incapace persino di avviare per davvero la procedura di arbitrato internazionale?





Ricordate quando il premier e i suoi ministri ci raccontarono per mesi dell’arbitrato avviato presso il Tribunale del Mare di Amburgo salvo poi scoprire che non era stato fatto nulla?
Nonostante i nostri migliori giuristi affermassero che quella era l’unica strada da percorrere i nostri boy- scout hanno menato il can per l’aia ancora una volta preferendo cercare il dialogo con il governo indiano invece di internazionalizzare la vicenda.
Più che di un dialogo sembra però si sia trattato di un monologo con Renzi impegnato a complimentarsi per la vittoria elettorale con il premier indiano e a tesserne le lodi mentre quest’ultimo si limitava in consigliarci di accettare che Latorre e Girone  vengano (chissà quando) giudicati dalla giustizia indiana.




Mettersi in ginocchio non aiuta mai a negoziare. Ora che il sogno di un accordo tra i due governi che risolva la vicenda prima del ritorno in India di Massimiliano Latorre sembra tramontato resta solo una sola cosa da fare. Trattenere Latorre  e attivare ogni canale, inclusi i nostri servizi segreti, per portare fuori dall’India al più presto anche Girone.
Possiamo però stare certi che nessuno darà mai un ordine del genere e questa volta non possiamo neppure uscirne pagando riscatti come abbiamo sempre fatto per la liberazione degli ostaggi in mano ai terroristi islamici.
Del resto già ai tempi del governo Monti abbiamo indennizzato le famiglie dei pescatori indiani ai quali Latorre e Girone dicono di non avere mai sparato.





Purtroppo neppure questo governo italiano ha gli attribuiti e le capacità politiche per affrontare nessuna crisi: che si tratti della guerra civile libica, della recessione economica o della disputa con l’India.
Siamo incapaci persino di difendere le nostre frontiere dagli immigrati clandestini il cui afflusso, al contrario, il governo incentiva e favorisce (rinunciando persino a pretendere di conoscere l’identità di quanti vengono accolti) con l’impiego massiccio di mezzi navali che hanno creato sul mare una vera e propria “autostrada per l’Europa” che oltre ad arricchire le mafie arabe consente allo stato Islamico di infiltrare agevolmente terroristi libici e siriani come indica l’inchiesta della Procura di Palermo.
Purtroppo la mediocrità ha occupato da tempo i vertici delle istituzioni, spesso per una scelta ben precisa.  Con la partenza per lo scranno europeo di Federica Mogherini avevamo la possibilità di avere per una volta un ministro degli Esteri competente, di elevato spessore e con un‘ottima conoscenza dei dossier: l’attuale viceministro Lapo Pistelli.
In base agli standard italiani era però forse “troppo qualificato” e probabilmente avrebbe potuto emergere facendo sfigurare o  semplicemente “oscurando” un po’ altri membri del governo, anche colui che lo aveva battuto anni or sono alle primarie del PD per la corsa a sindaco di Firenze. E’ triste ma necessario riconoscere che, oltre agli attributi, ci mancano gli uomini per affrontare i tempi e le situazioni difficili che viviamo, inclusa la vicenda dei marò.

Foto: Marina Militare, Ansa, Lapresse, web

di Gianandrea Gaiani18 dicembre 2014
fonte: http://www.analisidifesa.it/

18/12/14

CASO MARO': ORA E' FARSA VERA - "LO SCHIAFFO PEGGIORE CON NOI ALLA PRESIDENZA UE": Una intervista dell'Ambasciatoe Terzi.





La Corte Suprema indiana ha respinto le istanze dei Marò ... e si alza il polverone, (ma nemmeno tanto), ORA...quando ben altri e più motivati avrebbero dovuto sollevarne prima, gia da quel maledetto 16 febbraio 2012 !

Se ci troviamo di fronte ad un tentativo di relegare nel dimenticatoio il censurabile atteggiamento iniziale, mantenuto per quasi tre anni, contraddistinto da ignavia, scarsa determinazione. pressapochismo, inconsistenti iniziative ed annunci ad orologeria ... stanno sbagliando ancora una volta, nessuno di noi dimenticherà, e nessuno si sognerebbe di ringraziare per una carotina .. dopo più di mille bastonate !

Si ha la netta e spiacevole sensazione di assistere all'ennesimo annuncio, questa volta ben confezionato, impacchettato e infiocchettato con una " dichiarazione di guerra " ( sarà veramente curioso vedere che seguito avrà ) ..... ma sempre e solo un annuncio, una farsa nella farsa.
.. Perchè tanta contrarietà per un permesso negato, quando è stato firmato un affidavit per garantire il rientro di Massimiliano in India al termine dei quattro mesi di permesso ?
.. Perchè ora e non quando forze di polizia indiane, armate, erano salite a bordo dell'Enrica Lexie, territorio Italiano? o quando il C.te del Saint Antony dichiarò che l'incidente nel quale perirono due suoi pescatori era avvenuto 5 ore dopo il tentativo di attacco respinto dai due fucilieri?
.. Perchè ora e non quando i corpi dei due sfortunati pescatori furono subito cremati impedendo una autopsia? o quando è stato impedito ai carabinieri di partecipare attivamente alle prove balistiche sulle armi dei Marò'?
.. Perchè ora e non quando il peschereccio indiano fu lasciato affondare alterando le prove che evidenziavano una traiettoria orizzontale e non obliqua, come doveva essere, dei proiettili che avevano colpito l'inbarcazione ?
E perchè non sono mai state abbracciate le ragioni dell'innocenza, così evidenti nell'analisi del perito Luigi di Stefano e nel servizio del giornalista Toni Capuozzo e Stefano Troconi? 

...... A cosa si deve, ORA, tutto questo inaspettato starnazzare ?? 


- Luigi Di Stefano -  Analisi tecnica
 hhttp://www.seeninside.net/piracy/ftp/IT_1307_Enrica_Lexie_Analisi_Tecnica_sintesi_Luglio_2013.pdf


- Terra: I Marò sono innocenti, ecco perchè, di Toni Capuozzo

https://www.youtube.com/watch?v=CEnSplRKtUI


I due fucilieri sono stati restituiti all'India nel marzo 2013, dopo che era stato deciso di trattenerli in Italia. Si sarebbe potuto tener conto che, fin dal 24 febbraio 2012, risultava aperto dinanzi al Tribunale ordinario di Roma il procedimento penale n. 463/2012 nei confronti dei due fucilieri di marina, indagati per il delitto di omicidio volontario ex articolo 575 cod. pen.  e poteva essere  ordinata, già in occasione della presenza dei marò in Italia per la licenza “natalizia” , la misura del divieto di espatrio, consentendo al giudice italiano competente, e con tutte le garanzie costituzionali, le eventuali condotte illecite addebitabili ai due marò."
Inoltre i nostri fucilieri venivano accusati di omicidio volontario e la loro riconsegna si poneva in contrasto assoluto con il combinato disposto degli articoli 25 e 27 della Costituzione, dal cui coordinamento discende il divieto di estradizione (o consegna) del cittadino verso uno Stato il cui ordinamento ammetta come sanzione, per il reato per il quale si procede, della pena capitale, che invece è vietata in Italia, oltre alla compressione inammissibile del nucleo insopprimibile dei diritti fondamentali garantiti nel nostro Stato, nell’ambito dei quali è sicuramente rinvenibile il diritto alla vita. Risultano altresì violati, in relazione al  medesimo diritto,  l’articolo 2  della  CEDU  (Convenzione europea dei diritti dell'uomo) nonché il protocollo n. 6 alla CEDU concernente l’abolizione della  pena di morte.

.. Queste motivazioni non si potevano far valere a sostegno della revoca dell’impegno preso ?


.... la FARSA continua

e.emme

____________________________________






CASO MARO': ORA E' VERA FARSA…!

Dopo anni di *totale inerzia* sul caso dei nostri due Fucilieri di Marina ingiustamente trattenuti in India, il Governo Italiano ieri ha dapprima dichiarato di voler trattenere Massimiliano Latorre in Italia - cosa che si sarebbe agevolmente potuta fare nel dicembre 2012 e nel marzo 2013, quando per due volte riuscii a farli rientrare entrambi in Patria, senza così correre rischi per "ritorsioni" contro Salvatore Girone che è ora prigioniero a New Delhi - e poi dichiara che "nei prossimi giorni verrà valutata l'ipotesi dell'Arbitrato Internazionale, che è forse l'unica strada percorribile...", Arbitrato che io stesso avevo deciso di avviare già a inizi del 2013, poi di fatto bloccato nell'ordine dai Governi Monti, Letta e Renzi… SONO ESAUSTO dall'improvvisazione che sta dimostrando chi ci ha per mesi e mesi e mesi rassicurato circa presunte trattative che sarebbero proseguite "nel silenzio" e che sfumano ora in una bolla di sapone…bolla che rischia di esplodere in faccia a due servitori dello Stato, alla dignità delle Forze Armate e dell'intera Nazione! 
Qui il testo di una mia intervista pubblicata oggi sul quotidiano "Libero"…

Giulio Terzi

"LO SCHIAFFO PEGGIORE CON NOI ALLA PRESIDENZA UE"


Parla l'Ambasciatore che si dimise polemicamente dal governo. Terzi di Sant'Agata: «È evidente che l'esecutivo non sta facendo nulla, non hanno nemmeno chiesto l'arbitrato internazionale», articolo di Paolo Emilio Russo «È uno schiaffo peggiore di quelli presi in passato: la nostra credibilità internazionale è sottoterra, e, fatto ancora più grave, ciò accade nel momento in cui Matteo Renzi guida il semestre di presidenza dellUe e Federica Mogherini è Alto rappresentante della politica estera Ue... Per fortuna che doveva essere la "carta decisiva"!». Giulio Terzi di Sant'Agata è approdato alla guida del Ministero degli Esteri dopo una lunga carriera ai vertici della diplomazia; si dimise pur di non avallare la scelta presa da Mario Monti e Corrado Passera, in Consiglio dei ministri di rimandare Massimiliano Latorre e Francesco Girone in India.

Ambasciatore Terzi, dall'India è arrivata una nuova doccia fredda: se l'aspettava?
«Francamente no, perché da otto mesi sentiamo dire dal premier, dai ministri degli Esteri e dal ministro della Difesa che il clima di collaborazione instaurato con gli indiani avrebbe consentito di risolvere la vicenda. Oggi, invece, scopriamo che stiamo peggio che in passato: il governo indiano non tiene più nemmeno conto delle condizioni di salute di Latorre e dei problemi familiari di Girone. Due servitori dello Stato vengono trattenuti illegalmente in India senza un capo di imputazione e senza un motivo valido». Non torneranno per Natale.
«Continua la pretesa di assoggettarli alla giurisdizione indiana e, addirittura, viene considera ancora possibile l'applicazione delle leggi antiterrorismo, che prevedono pene che non voglio nemmeno menzionare…».

Il governo si è mosso male?
«Peggio: è evidente a tutti che la volontà del Governo è esattamente quella di non fare nulla. Diversamente avrebbero intrapreso l'unica strada possibile, cioè quella dell'arbitrato internazionale e della internazionalizzazione della crisi, coinvolgendo l'ONU, il Consiglio europeo, quello atlantico, il G20. Le sembra che Renzi o la Mogherini l'abbiano fatto, che abbiano mai sollevato il caso in quelle sedi? Muti».

Per l'arbitrato internazionale, cioè un processo, non serve troppo tempo?
«Questa è disinformazione dell'ex viceministro Staffan De Mistura, che è uno dei principali responsabili di questo orrore. Era andato là promettendo ai due militari che li avrebbe riportati a casa in due settimane…».

Si poteva avere un arbitrato veloce?

«Basta leggersi gli studi e le cose dette dai principali internazionalisti. Il Tribunale di Amburgo, che è quello competente, avvierebbe il giudizio in pochissime settimane e a quel punto Latorre e Girone sarebbero spostati in un Paese terzo, quantomeno lascerebbero l'India».

Perché, a suo avviso, la gestione del caso dei Marò è così torbida?
«Non mi spiego cosa impedisca al governo di muoversi in maniera trasparente. Che interesse c'è a non fare ciò che è previsto dal diritto internazionale? Se non ce lo spiegano chiaramente, viene il sospetto che si tratti di interessi torbidi, di malaffare».

A che genere di malaffare pensa?
«Ho letto di commesse internazionali, come tutti, dai giornali, anche se non ho prove. Così come ho visto quel un vulcano di orrori delle inchieste romane, che rivelano collegamenti tra criminalità, immigrazione, con personaggi ambigui che sedevano ai tavoli del Ministero dell'Interno... Quel 23 marzo in cui decisero di rimandare i due militari in India, visto col senno di poi, è accaduto qualcosa di molto losco. Renzi aveva la possibilità di togliere la polvere dal tavolo, ma non l'ha fatto».

Il Ministro Roberta Pinotti dice che il governo sta valutando «come rispondere». Lei che farebbe?
«Mi è aspetto che facciano ciò che avrebbero dovuto anni fa; aprano la procedura di arbitrato e sottopongano la questione al Consiglio di sicurezza dell'Onu e al Consiglio atlantico, che già lavorano sull'antipirateria».

Per chiedere cosa?

«L'immunità funzionale per i militari che operano nelle missioni di pace antipirateria. Nessun Paese ha mai accettato che un loro militare venisse giudicato da un altro Paese; direbbero subito di sì. Gli stessi indiani hanno preteso di riportare in India alcuni loro peacekeapers che avevano commesso atrocità in Congo. Siamo gli unici».



17 dicembre 2014
fonte: https://www.facebook.com/ambasciatoregiulioterzi?fref=ts

Isis, Pinotti invia forze speciali in Iraq: 50 uomini della unità d’élite ‘Task Force 45′



Isis, Pinotti invia forze speciali in Iraq: 50 uomini della unità d’élite ‘Task Force 45′
 
Politica & Palazzo

"Svolgeranno la funzione di military advisor - spiega l’esperto militare Gianandrea Gaiani di Analisidifesa.it - consiglieri militari che operano in prima linea a fianco delle forze locali". Prosegue l’escalation a tappe del coinvolgimento italiano nella guerra allo Stato Islamico: ora il nostro impegno comprende 500 soldati
Prosegue l’escalation a tappe del coinvolgimento italiano nella guerra all’Isis. Come anticipato oltre tre mesi fa da IlFattoQuotidiano.it, il governo italiano ha deciso di inviare sul nuovo fronte di guerra iracheno anche una squadra di forze speciali. La conferma ufficiale è arrivata questa mattina dal ministro della Difesa Roberta Pinotti nel corso di un’audizione di fronte alle commissioni parlamentari riunite di Esteri e Difesa.
“Probabilmente saranno una cinquantina di unità – spiega l’esperto militare Gianandrea Gaiani di Analisidifesa.it – e svolgeranno quella che è la missione principe delle forze speciali, ovvero quella di military advisor: consiglieri militari che operano in prima linea a fianco delle forze locali. Come lo faranno dipenderà dai ‘caveat’ nazionali alle loro regole d’ingaggio, come avvenne inizialmente in Afghanistan. Queste forze speciali sono state richieste agli alleati dal comando americano per costituire dei team da aggregare ai reparti curdi e iracheni che combattono in prima linea, come già fanno le forze speciali statunitensi, britanniche e australiane nelle zone di Mosul, Baji e Ramadi”.
Pubblicità
Non sono state fornite informazioni sulla composizione del team, ma è scontato che ne faranno parte uomini provenienti dalle unità d’élite della ‘Task Force 45‘ appena rientrate dal fronte afgano (che comprendeva incursori di Marina del Comsubin, 9° reggimento d’assalto Col Moschin, 185° reggimento acquisizione obiettivi della Folgore, 17° stormo incursori dell’Aeronautica, Ranger alpini del 4° reggimento Monte Cervino, Gis dei Carabinieri) e quindi ora disponibili per nuovi impieghi. Altrettanto certo, dice Gaiani – è che “queste unità non andranno in giro in automobile: il loro impiego presuppone l’invio di mezzi specifici come i blindati Lince e gli elicotteri Ch47 e Nh90. L’invio di questi ultimi in Iraq è notizia certa”.
L’impegno militare italiano contro l’Isis a questo punto comprende 500 soldati (80 consiglieri militari tra forze speciali ed esperti di sminamento, 200 istruttori e 220 uomini dell’Aeronautica), due droni Predator e quattro cacciabombardieri Tornado (che per ora, come ha spiegato la Pinotti, si limitano a “scoprire e identificare le forze ostili disperse sul territorio” che poi vengono colpite dagli aerei alleati) un aerocisterna KC767 (per il rifornimento in volo dei bombardieri alleati) e i mezzi terrestri e aerei per le forze speciali.
I parlamentari cinquestelle Luca Frusone e Maria Edera Spadoni hanno sottolineato in commissione come un tale dispiegamento di forze avvenga su richiesta americana senza copertura legale internazionale (le risoluzioni Onu 2170 e 2178 citate dalla Pinotti non autorizzano operazioni militari), senza una copertura finanziaria autorizzata dal Parlamento e senza che questo abbia approvato con un voto tale iniziativa militare: l’aula ha approvato lo scorso 20 agosto solo l’invio di armi ai combattenti curdi, non l’invio di truppe e mezzi, di cui le commissioni sono state solamente informate a cose fatte. La Pinotti ha replicato che questa operazione verrà sottoposta all’approvazione del Parlamento con l’esame del prossimo decreto missioni: un approvazione a posteriori, appunto.

Enrico Piovesana - 17 dic 2014
fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it

Isis, indagine a Palermo: “Rischio che terroristi si siano infiltrati tra i migranti”


Isis, indagine a Palermo: “Rischio che terroristi si siano infiltrati tra i migranti”

L'allarme è arrivato dai Servizi Segreti. I presunti combattenti dello Stato islamico arrivati in Italia sarebbero libici e siriani
C’è il rischio che tra i migranti arrivati in Italia negli ultimi mesi si siano infiltrati terroristi dell’Isis. E’ questo il sospetto della Procura di Palermo che ha aperto un’indagine per accertare che tra gli sbarchi avvenuti in Sicilia non ci siano guerriglieri dello Stato islamico, pronti a reclutare nuovi combattenti o a pianificare azioni isolate.

A segnalare il pericolo sarebbero stati ambienti dei Servizi Segreti. I presunti terroristi giunti in Italia sarebbero libici e siriani. L’inchiesta è coordinata dal pm Gery Ferrara. La notizia arriva lo stesso giorno in cui il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha deciso di inviare sul nuovo fronte di guerra iracheno anche una squadra di forze speciali. Una cinquantina di unità che dovranno dare supporto alle forze locali impegnate contro l’avanzata dello Stato islamico.

di F. Q. | 17 dicembre 2014