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Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

(Bertrand Russell)

15/10/14

Da Roma a Milano: assalti ai treni e violenze da parte di nomadi e clandestini. Storie di tutti i giorni




Da Roma a Milano: assalti ai treni e violenze da parte di nomadi e clandestini. Storie di tutti i giorni


Non c’è solo Corcolle, diventata famosa in tutt’Italia per la sua rivolta. Non c’è solo l’ennesima rissa su un autobus, nel difficile quartiere romano di San Basilio, tra un italiano, un polacco e un romeno. In ogni angolo del Paese continuano le storie di violenze e di paura. Storie che fanno poco rumore, perché c’è chi vuole il silenzio, minimizza, gira la testa dall’altra parte. Storie che vedono protagonisti negativi gli extracomunitari e i nomadi, sui quali c’è il divieto di critica anche quando sbagliano, a meno che non si voglia passare per razzisti. Storie che si ripetono tutti i giorni, sempre le stesse, una uguale all’altra, accompagnate dalla rabbia (inascoltata) di chi le subisce e dall’indifferenza di chi dovrebbe porre un freno. Arrivano altre vicende crude, come quella del treno della linea Roma-Nettuno preso d’assalto da un gruppo di stranieri alla stazione di Aprilia. Il personale di Trenitalia aveva predisposto controlli serrati sui biglietti dei passeggeri diretti verso la capitale, un controllo a tappeto prima che i pendolari salissero sui vagoni. Un gruppo di stranieri però, ha forzato il blocco dei controllori ed è scoppiato il putiferio. Tanta la rabbia dei pendolari, che chiedono controlli e sicurezza sulla linea Roma-Nettuno. Andare al lavoro, dicono, non deve trasformarsi in un inferno. Anche i nomadi, qualche mese fa, aveva creato il panico all’interno di uno dei vagoni durante una corsa serale, arrivando a spruzzare spray urticanti. Preso dal panico, un passeggero aveva tirato la maniglia del freno di emergenza all’altezza di Torricola, ma i responsabili all’arrivo delle forze dell’ordine si erano già dileguati. «Ma anche se li avessero presi…», il commento rassegnato di chi era presente. Sì, se l’avessero presi sarebbero stati messi fuori dalla galera dopo pochi minuti. Come accade troppo spesso. Da Roma a Milano, un’altra vicenda significativa, l’ennesima: tredici famiglie hanno trovato i finestrini delle loro auto spaccati durante la notte. La sera prima – ed è questo che deve far riflettere – nel corso di un’assemblea pubblica avevano denunciato l’aggravarsi dell’insicurezza, spesso legata alla presenza di grandi insediamenti di nomadi in diversi quartieri della zona. Ragion per cui i finestrini spaccati non sono stati un atto di vandalismo ma un avvertimento. Un avvertimento. Una minaccia. Di stampo mafioso.


CASO MARO' - LE RAGIONI DELL'INNOCENZA ... DIMENTICATE







Di seguito un lunghissimo articolo che si consiglia a chi soffre d'insonnia a firma: Il caramellaro.
Un argomento già trattato e che torna alla ribalta: "LE REGOLE DI INGAGGIO".
In questo caso, tra una citazione e l'altra, tra leggi e leggine, comitati, associazioni, regole, direttive, normative, misure, atti e decreti ......... si tira in ballo anche Nassirya e un certo affair "Zibaldone".
Quello che sorprende è che si scriva, anche questa volta, che ad uccidere i due pescatori siano stati presumibilmente i due fucilieri:

 ".... Accame riaffermava il principio che “.. tali regole di ingaggio hanno un particolare interesse legittimo per le associazioni che rappresenta e che la conoscenza delle regole d’ingaggio è particolarmente necessaria, tra l’altro, in relazione a quanto hanno affermato i marò nella conferenza stampa del 2 giugno circa gli ordini ricevuti. Ordini che certamente riguardano il tema del tiro dissuasivo effettuato, che ha portato presumibilmente alla morte dei due pescatori indiani...” "

Quel 2 giugno, però, Salvatore Girone, con un tono alquanto deciso e  incazzato, aveva semplicemente detto che: "avevano eseguito gli ordini ricevuti ed erano ancora lì", nessun riferimento alle regole di ingaggio ma evidentemente al caramellaro fa comodo interpretarlo così. Per  molti, se non tutti gli altri,  invece, gli ordini erano quelli ricevuti per il rientro in India, dopo che era stato deciso di trattenerli in Italia, nel marzo 2013, quando l'allora Presidente del Consiglio, Monti,  aveva fatto intendere che ... un paio di mesi e sarebbero ritornati in patria.
Sorge inevitabilmente il sospetto che alla base di questo accanimento sulle regole di ingaggio, un vero chiodo fisso, possano esserci vecchi e non ancora sopiti dissapori nei confronti di alcuni vertici militari, e che si voglia qui cogliere l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, a meno che questo articolo non continui ad essere costruito sugli errori iniziali che hanno guidato Accame ed il suo gruppo fin dall'inizio.
E' probabile poi che nella legge anti pirateria e nelle regole di ingaggio ci sia qualcosa di poco chiaro, da rivedere ed eventualmente correggere, ma perchè l'argomento viene riproposto, ed in questi termini, quasi in concomitanza con la notizia della possibile "soluzione consensuale" ? notizia peraltro smentita dalle autorità indiane.
Quando questa incomprensibile e vergognosa vicenda sarà finita, quando anche Salvatore sarà rientrato in Patria, ci sarà tutto il tempo per chiarire, per le commissioni d'inchiesta, per mettere qualche puntino sulle i, altro che sassolini !!
Quello che ora conta è il definitivo rientro in Patria, con onore, dei nostri Marò.

Ed infine, nessun accenno, nemmeno marginale, alla perizia tecnica di Luigi Di Stefano; ai servizi Di Toni Capuozzo e Stefano Tronconi; alla testimonianza del C.te in seconda dell'Enrica Lexie Vitiello; alle dichiarazioni a caldo del C.te del peschereccio Saint Antony che afferma come i due suoi pescatori siano stati uccisi in un attacco subìto 5 ore dopo quello riportato dalla Enrica Lexie, versione poi più volte cambiata ad uso e consumo della campagna elettorale in corso nel Kerala, e a sostegno del complotto architettato per incastrare i due fucilieri; alle tante incongruenze ... e che allo stato, dopo circa tre anni, l'India non è stata ancora capace di presentare un capo di imputazione, nemmeno "uno" straccio di prova.

Ma i Marò presumibilmente hanno ucciso i due pescatori,  perchè  solo questo conta per cavalcare e continuare la battaglia di qualche amante di caramelle sulle regole di ingaggio ...... guai quindi ad abbracciare le ragioni dell'innocenza.

e.emme - 15 otobre 2014


L'articolo del caramellaro

http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23593




I marò sono innocenti: ecco perché. di Toni Capuozzo

Pubblicato il 01/lug/2013
Ecco i documenti sul giallo Maro'.
Messaggi, dichiarazioni, orari che non collimano. E un'inchiesta indiana diventata un teorema di colpevolezza.




I Marò sono innocenti-Storia di un naufragio italiano - 23 agosto 2014










14/10/14

Dice Renzi: "Userò la stessa determinazione per spazzare via il fango della mala burocrazia, dei ritardi, dei cavilli” ... ma...


 

 

Alluvione Genova, ditte scrissero a Renzi: “Sblocchi i lavori, rischiamo tragedia”

"Rimandare e temporeggiare ancora espone la collettività al concreto rischio di riaccendere la tragedia del novembre 2011". Così, il 5 agosto, scrivevano a Palazzo Chigi le aziende che dovevano occuparsi della messa in sicurezza del Bisagno. "Tutti i ricorsi respinti". Ma non hanno ottenuto risposta. E ora il premier accusa la burocrazia.

 
Le ditte: “Fateci fare i lavori, rischio serio”. Era il 5 agosto. La lettera indirizzata al premier Matteo Renzi il 5 agosto scorso dai legali delle ditte che dovevano occuparsi della messa in sicurezza del torrente Bisagno, rimasta in un cassetto di Palazza Chigi senza risposta alcuna, inchioda il governo alle proprie responsabilità. “Tutti i ricorsi sono stati respinti. Nulla osta ad un avvio effettivo dell’incarico. Gli ultimi eventi alluvionali hanno evidenziato le criticità idrogeologiche del territorio di Genova e della Regione e – con l’avvicinarsi della stagione autunnale – rimandare e temporeggiare ancora espone la collettività al concreto rischio di riaccendere la tragedia del novembre 2011”.

Puntualmente la tragedia, infatti, si è presentata. Il contenuto della lettera è stato rivelato dal Tgla7 nell’edizione di sabato sera e pubblicato già sul Fatto Quotidiano di ieri. Come se niente fosse, però, il premier Renzi ieri è ovviamente intervenuto sulla tragica alluvione di Genova, senza far minimamente riferimento alla questione. Silenzio di tomba sul tema. “Vedo i ragazzi che spalano il fango – ha scritto il premier su Facebook – dalle strade e a loro va il mio grazie. Userò la stessa determinazione per spazzare via il fango della mala burocrazia, dei ritardi, dei cavilli”.


 
tramite: http://tentor-maurizio.blogspot.it


13/10/14

"il nostro Paese può ancora rinascere"...




Appuntamento questo martedì a “l’Universale” di Roma per sollecitare una lega di popolo, un ampio fronte nazionale alleato di Matteo Salvini e della sua Lega Nord - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23589#sthash.GLxpdDWk.dpuf
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Appuntamento questo martedì a "l'Universale" di Roma per sollecitare una lega di popolo, un ampio fronte nazionale alleato di Matteo Salvini e della sua Lega Nord



Ida Magli: "il nostro Paese può ancora rinascere"...

 La necessità di costruire in Italia un movimento di autentica rivoluzione, un potente fronte nazionale, una lega di popolo, si esprime anche nella condivisione sempre più ampia, in ogni settore sociale e culturale, di un'alternativa sociale, di nobiltà del lavoro, di rinascita di un'economia produttiva , di orgoglio ricostituivo dell'identità e della solidarietà nazionale. E' in questo solco che si è giunti, a Roma, con un appuntamento per martedì prossimo 14 ottobre dalle 18 in poi, a un prezioso passo di riaffermazione della necessaria battaglia contro "la politica incapace", contro l'attuale "svendita" del nostro Paese, del la sua cultura, del suo lavoro e della sua economia operata da un "laboratorio della distruzione" che ha instillato nel nostro popolo, con la complicità di media asserviti, una suicida rassegnazione al dominio di camerieri delle banche, burocrati, politici corrotti e demagoghi. Presso l' "Universale", Libreria-galleria delle Arti, in via Caracciolo 12, presente l'autrice Ida Magli, intellettuale e antropologa e antesignana della critica a quel "mostro", devastatore dell'identità nazionale italiana, chiamato Ue o Unione europea, al suo euro, al suo torchio fiscale e alla sua finanza massacratrice di ogni cultura e ogni economia produttiva, verrà commentato il suo più recente saggio di battaglia: "Difendere l'Italia", edito da Rizzoli. Prendendo spunto dal libro di Ida Magli e a sostegno delle possibili soluzioni ad una crisi epocale che se non immediatamente bloccata comporterà la distruzione dello stesso concetto di Italia - blocco dell'immigrazione selvaggia, denuncia dell'euro e del regime dei corrotti e delle banche, difesa del lavoro, promozione delle imprese e partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili aziendali, rinascita nazionale - recheranno il loro contributo l'europarlamentare leghista Mario Borghezio, il caporedattore del Tg2 economia Stefano Sassi, e i direttori de "L'Opinione" e di "Rinascita, Arturo Diaconale e Ugo Gaudenzi. L'appuntamento di questo martedì a "l'Universale" è uno degli momenti di mobilitazione condivisi e programmati, in quest'autunno, in tutta Italia, da quegli uomini liberi, da quelle libere associazioni, partecipi all'attuale crescente movimento di costruzione di una lega di popolo, di un ampio fronte nazionale, già collaudato pilastro dell'alternativa al regime dei partiti rappresentata dalla Lega e dal suo segretario Matteo Salvini.

red.  (2014-10-11 12:00:00)
fonte: http://www.rinascita.eu

Sentinelle e Passeggini attendono rinforzi. Per esempio dall’esercito del Family day



Riprendere oggi a manifestare su temi di principio ma molto concreti non solo farebbe riappropriare del senso di appartenenza, ma certificherebbe per le istituzioni l’esistenza di un popolo della vita e della famiglia, come in Francia


famiglie-roma


Sabato mattina, piazza del Campidoglio. In duemila anni Marco Aurelio ne ha viste di tutti i colori: ma un migliaio di passeggini vuoti, portati attorno alla sua statua equestre di fronte alla sede principale del Comune, non gli era ancora capitato; fino a mezzo secolo fa aveva guardato la crescita graduale della popolazione di Roma, dell’Italia e dell’Europa, mentre oggi ha davanti l’immagine più eloquente dell’inverno demografico nel quale siamo precipitati.
È chiamato in causa il dirimpettaio dell’imperatore a cavallo, il sindaco Ignazio Marino, che ha reso impraticabile l’accesso agli asili nido romani, soprattutto alle famiglie numerose, e ha più che raddoppiato il carico fiscale: dal 2013 al 2014, sommando Tasi, Tari, trasporto scolastico, asilo nido e strisce blu, le famiglie capitoline sono passate da una media di 2.275 euro di spesa ciascuna a una media di 5.530 euro. Ma è chiamata in causa un’aggressione ai fondamenti naturali della famiglia di intensità e velocità mai conosciute, tra divorzio privatizzato, con termini ridottissimi di realizzazione, paramatrimonio fra persone dello stesso sesso, fecondazione eterologa, doppio cognome, fisco che prescinde dai carichi familiari: il tutto nella direzione opposta a quella che sarebbe necessaria per tornare a riempire i passeggini.


Quei passeggini vuoti sono una intelligente forma di denuncia sociale. Costituiscono pure una scossa e un richiamo: tanto più coraggiosi in quanto frutto dell’iniziativa di un singolo consigliere comunale capitolino, Gianluigi De Palo, e di semplici famiglie romane, che hanno scelto di tassarsi pro quota per impugnare al Tar la delibera della giunta Marino sugli asili nido. Come è di un singolo consigliere comunale di Bologna, Valentina Castaldini, l’iniziativa – che ha provocato l’intervento critico del governo nazionale – di bloccare il registro di trascrizione dei matrimoni gay, voluto dal sindaco Merola. Come è di pochi consiglieri di opposizione al consiglio provinciale di Trento l’iniziativa di fermare una legge provinciale anti-omofobia discriminatoria per chi avesse sostenuto le ragioni della famiglia. Come, infine, appartiene alla iniziativa di tanti giovani – tanti ma pur sempre una minoranza – di partecipare domenica scorsa alle veglie delle Sentinelle in piedi, fra i disturbi e le violenze di frange lgbt, per la prima volta affiancate da esponenti dell’antagonismo.


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E il grosso dell’esercito? E il milione e mezzo di persone che nel maggio 2007 hanno riempito piazza San Giovanni col Family day? E quelli – tanti di più – che nel 2005 hanno fatto fallire l’attacco referendario alla legge sulla fecondazione artificiale? Sembra uno di quei film nei quali le truppe restano ferme, indifferenti alle azioni di pattuglie valorose, che pure mettono in difficoltà il nemico ma sono troppo esigue per ottenerne ragione.

L’unità dei cattolici
Qualche settimana prima delle ultime elezioni politiche non un settimanale diocesano, ma il Corriere della Sera (28 gennaio 2013), pubblicava una riflessione di Giuseppe De Rita dal titolo – sintesi del “pezzo” – “La scomparsa dei cattolici dalla campagna elettorale”, con passaggi come questo: «L’appartenenza cattolica è diventata un elemento del curriculum individuale, non il riferimento a un’anima collettiva di proposta politica». La constatazione vale su vari versanti, non ultimo quello della piazza: riprendere oggi a manifestare a cielo aperto su temi di principio e al tempo stesso molto concreti non solo farebbe riappropriare del senso di appartenenza, ma certificherebbe per le istituzioni l’esistenza di un popolo della vita e della famiglia, come accade in queste ore in Francia; legherebbe l’esplicitazione della propria “anima collettiva” a una precisa “proposta politica”, uscendo da un contesto para catacombale. Non lascerebbe Marco Aurelio guardare ancora a lungo passeggini privi di quella speranza nel futuro che sono i nostri bambini.

 
ottobre 13, 2014 Alfredo Mantovano
fonte: http://www.tempi.it