Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email all'indirizzo edomed94@gmail.com Saranno immediatamente rimossi. L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.
Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.
(Bertrand Russell)
12/12/14
Ardea, catturato ricercato internazionale: aveva ucciso un uomo picchiandolo selvaggiamente
Aveva ucciso un uomo nel suo paese, in Bulgaria, massacrandolo a calci e pugni, e si nascondeva ad Ardea per sfuggire alla giustizia. Ma i Carabinieri della Compagnia di Pomezia lo hanno localizzato e sottoposto ad arresto provvisorio ai fini della consegna (ex art. 11 legge nr. 69/2005): si tratta di G.T.I., cittadino bulgaro, senza fissa dimora e domiciliato alle Salzare, complesso di edifici noto per le molte occupazioni abusive da parte di extracomunitari.
L’uomo era ricercato in campo internazionale in quanto raggiunto da un mandato d’arresto europeo, emesso il 20.07.2012, dal Tribunale di Vratsa, in Bulgaria, perché ritenuto responsabile dell’omicidio di un connazionale, commesso il 31 maggio 2000 a Mezdra.
L’uomo era stato arrestato in flagranza di reato dalle autorità bulgare, ancora accanto al corpo della vittima, dopo che lo aveva selvaggiamente picchiato sino a causarne la morte. Decorsi i termini di custodia cautelare, G.T.I. aveva lasciato il paese di origine e da più di 14 anni viveva in Italia, pensando di aver definitivamente eluso la giustizia Bulgara.
Dopo l’arresto, il ricercato è stato condotto presso il carcere di Velletri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa che vengano definite le pratiche per l’estradizione in Bulgaria.
di Direttore - 12 dicembre 2014 - 10:54
fonte: ilcorrieredellacitta.com
DEUTSCHE BANK: ”PER COLPA DELL’EURO, ABBIAMO PERSO UN’INTERA GENERAZIONE. L’UNIONE MONETARIA E’ SBAGLIATA” (EURO FINITO)
BERLINO – L’economista capo di Deutsche Bank ha delineato un quadro scoraggiante per l’eurozona nei prossimi anni: “Il costo per tenere unita l’eurozona e’ stato una intera generazione perduta”, ha dichiarato David Folkerts-Landau di fronte ai giornalisti a Francoforte.
Secondo l’economista un’unione monetaria costruita in modo sbagliato e con strutture troppo diverse tra loro ha portato ad una crisi che si traduce in una elevata disoccupazione giovanile e in un bassissimo livello di crescita.
Nonostante le cupe previsioni economiche, pero’, Folkerts-Landau ritiene che i sacrifici necessari a tenere in vita l’euro non siano stati vani: “La maggior parte dei cittadini europei e’ pronta a pagare questo prezzo per avere un’Europa piu’ unita”, ha dichiarato l’economista, che ha elogiato la gestione della crisi da parte del cancelliere tedesco Angela Merkel. Ma questo apprezzamento va letto in chiave politica nei confronti del governo tedesco e non in chiave economica rispetto l’euro in quanto tale.
Ormai da tempo le previsioni di crescita di Deutsche Bank per l’eurozona sono tra le piu’ pessimistiche: per il prossimo anno la banca tedesca prevede una crescita di appena l’1 per cento.
“Il problema centrale continua ad essere la mancanza di riforme nazionali”, ha affermato Folkerts-Landau, secondo cui l’attuazione di riforme strutturali per il rafforzamento della crescita resta “molto limitata”.
Il debito pubblico dell’Italia, ad esempio, e’ arrivato ormai al 138 per cento del Pil e da anni la crescita e’ a zero – ha sottolineato.
Generalmente questa situazione dovrebbe scatenare una crisi di sostenibilita’ del debito sovrano: “Ma la Bce e’ pronta a fare da rete di sicurezza”, ha spiegato l’economista. Finchè sarà possibile.
Nella sostanza, il numero uno degli economisti della prima banca della Germania, qual è Deutsche Bank, ha annunciato la fine dell’euro.
max parisi - 11 dic 2014
Fonte www.ilnord.it
IMMIGRAZIONE - Richiamo di Frontex alle navi militari italiane “Troppi salvataggi”
12 dic – l’agenzia europea per il controllo delle frontiere (Frontex,
che ha sede a Varsavia) accusa il suo “ufficio” italiano di essere un
po’ troppo di manica larga nel decidere di avviare i salvataggi in mare.
Quelle azioni che, finché c’era stata “Mare Nostrum” (che, però, era
condotta e anche pagata solo dall’Italia) costituivano la ragione
fondamentale del dispiegamento delle forze marittime nel Mediterraneo.
L’invito a rientrare nei ranghi è contenuto in una lettera – il cui
testo è stato rivelato dall’Adnkronos – inviata dal direttore della
divisione operativa di Frontex, Klaus Rosler, al direttore centrale per
l’immigrazione del ministero dell’Interno, Giovanni Pinto. Nella lettera
Rosler si dice “preoccupato” per i continui interventi di Frontex oltre
le 30 miglia marine, il limite operativo dell’operazione “Triton”.
Quando alla fine dell’estate scorsa fu annunciata la interruzione,
peraltro mai avvenuta, di “Mare Nostrum”, tutte le associazioni
umanitarie denunciarono che “Triton” sarebbe rimasta circoscritta entro
le 30 miglia dalla costa e che questo limite di azione avrebbe
certamente provocato un aumento del numero delle vittime del
Mediterraneo. La risposta fu che, in caso di reale emergenza, quel
limite non avrebbe avuto alcun valore. In casi simili, infatti,
l’obbligo di intervenire è assoluto. Già, ma quando e come si individua
questo genere di emergenza?
Molto spesso l’allarme viene lanciato dalle barche in difficoltà
attraverso telefonate fatte con i satellitari. E’ successo anche lo
scorso 20 novembre: ricevuta la richiesta di aiuto, è scattata
l’operazione di soccorso.
Secondo il direttore operativo di Frontex, è esattamente quanto non andava fatto. Rosler, infatti, nella lettera scrive che una telefonata satellitare non può essere di per sé considerata un evento idoneo a determinare un’azione di “Search and rescue” (cioè di ricerca e soccorso). E raccomanda che in casi del genere siano prima intraprese “azioni per investigare e verificare e solo in seguito, in caso di difficoltà, attivare un altro assetto marittimo”.
Frontex, inoltre, non considera “necessario e conveniente sotto il profilo dei costi” l’utilizzo di pattugliatori (offshore patrol vessel) “per queste attività di verifica iniziale al di fuori dell’area”.
Altre indicazioni di Frontex al Centro operativo di Roma sono di “tenere in considerazione il luogo e la distanza tra i possibili obiettivi e gli assetti di Frontex” (per esempio, se un naufragio avviene in prossimità delle coste libiche “coinvolgere i centri operativi di controllo più vicini”) e, infine, di utilizzare la lingua inglese per “tutte le comunicazioni in ambito Frontex”. Il frequente uso della lingua italiana, sottolinea Rosler, “dovrebbe essere evitato”, perché “non del tutto in linea con il piano operativo e con le procedure internazionali”. Non è chiaro se l’ultimo avvertimento sia un banale richiamo al protocollo operativo o nasca dall’esigenza di controllare meglio le comunicazioni tra il centro Frontex di Roma e le navi militari italiane impegnate dell’operazione. Per evitare che – memori di Mare Nostrum – i nostri siano troppo zelanti nei salvataggi oltre le trenta miglia.
Altre indicazioni di Frontex al Centro operativo di Roma sono di “tenere in considerazione il luogo e la distanza tra i possibili obiettivi e gli assetti di Frontex” (per esempio, se un naufragio avviene in prossimità delle coste libiche “coinvolgere i centri operativi di controllo più vicini”) e, infine, di utilizzare la lingua inglese per “tutte le comunicazioni in ambito Frontex”. Il frequente uso della lingua italiana, sottolinea Rosler, “dovrebbe essere evitato”, perché “non del tutto in linea con il piano operativo e con le procedure internazionali”. Non è chiaro se l’ultimo avvertimento sia un banale richiamo al protocollo operativo o nasca dall’esigenza di controllare meglio le comunicazioni tra il centro Frontex di Roma e le navi militari italiane impegnate dell’operazione. Per evitare che – memori di Mare Nostrum – i nostri siano troppo zelanti nei salvataggi oltre le trenta miglia.
TISCALI
http://www.imolaoggi.it - venerdì, 12, dicembre, 2014
leggi anche: http://edoardo-medini.blogspot.it/2014/12/la-demenziale-convivenza-tra-triton-e.html
Il malaffare, l’"antipolitica" e le colpe di Napolitano
Il malaffare, l’"antipolitica" e le colpe di Napolitano
di Angelo Cannatà
Ci
sono persone che amano essere venerate come divinità. Non sbagliano
mai. Non hanno colpe. Possiedono la verità. Napolitano, per esempio.
L’ultimo discorso mostra – come meglio non si potrebbe – questo stile di
pensiero. I cortigiani plaudono. Il Presidente ha parlato. “L’ha detto
lui”, dunque non può che essere vero. E’ lecito praticare – di fronte a
tante certezze – l’esercizio del dubbio? L’impressione, per dirla in modo chiaro, è che il testo letto all’Accademia dei Lincei contenga una forte carica di ambiguità. Vediamo.
Si parla della necessità di combattere il malaffare. Giusto. Venezia, Milano e “Mafia Capitale” fanno orrore e vedono coinvolti destra e sinistra. Dopodiché si additano come “patologia” coloro che negli scandali non sono coinvolti, non rubano, nonsono collusi con la mafia. I conti non tornano. Vedere nei grillini una “patologia del sistema”, significa nascondere che non solo sono onesti ma restituiscono quanto gli spetta per legge. Ergo: il Presidente di fatto delegittima (come “antipolitica”), la forza parlamentare che lotta la corruzione, proprio mentre diceche la corruzione va combattuta. Protagora e Gorgia (insieme) non avrebbero fatto di meglio.
Il richiamo ai sofisti non è casuale. Perché i fatti, davvero, vengono stravolti con un gioco linguistico: a sentire Napolitano chi denuncia gli scandali “in realtà” licavalca. Con un gioco di prestigio dialettico si cambiano i termini (e le carte in tavola), si fa sparire la verità e dal cilindro spuntano i 5Stelle – “patologia eversiva” – responsabili di tutti i mali d’Italia. Una favola. Alla quale non crede più nessuno.
Piuttosto. Visto che il Capo dello Stato riconosce, finalmente, le responsabilità di Renzi (“banditore di smisurate speranze”, “per giunta senza alcun ben determinato retroterra”), è lecito chiedere chi l’ha nominato/sostenuto/consigliato/guidato? Non sono sue – Presidente – le “smisurate speranze” nel segretario fiorentino e nelsupertecnico Monti e nella inflessibile Fornero, nell’inconcludente Letta? Non è responsabile anche lei del fallimento di una politica che – con ostinazione – ha tolto ai cittadini la possibilità di scegliersi un governo? Nessuna autocritica. Mai. È imbarazzante la certezza del Capo dello Stato.
Viene in mente Stirner. L’Unico. Benché provenga dalla tradizione marxista Re Giorgio adotta schemi e stili di pensiero che trascurano le cause economiche e sociali della crisi politica. Soprattutto: ha pensato di risolverla, la crisi, scrivendo il copione, dettando i tempi e dirigendo dalla cabina di regia. S’è sentito l’Unico in grado di capire e guidare il Paese. Intendiamoci. Che l’abbia guidato è incontestabile; che l’abbia anche capito e trovato soluzioni giuste – visto il fallimento – è un altro discorso. No. Napolitano non è stato un buon Presidente. E non va giudicato per le intenzioni (Kant), ma per le responsabilità (Weber): se il risultato delle sue scelte è un disastro non può chiamarsi fuori. Le smisurate (e mal riposte) speranze in progetti e uomini sbagliati fanno parte della storia del Presidente Giorgio Napolitano.
Infine. Il Nostro ritiene che il degrado sia frutto anche “d’infiniti canali di comunicazione, di giornali tradizionalmente paludati, opinion makers senza scrupoli”. I giornalisti. Ecco i responsabili: l’hanno tirato in ballo sulla trattativa Stato-mafia. Napolitano rifiuta l’evidenza: “lo Stato è sceso a patti dopo le stragi e oggi è ancora più succube delle organizzazioni criminali” (Ingroia). “Mafia Capitale” è figlia di un clima: di tolleranza e trattative, oltre che di squallidi interessi per il Dio denaro.
Se questo è il quadro – nonostante i banalizzatori (non solo Ferrara) – l’auspicio di Re Giorgio “di una larga mobilitazione collettiva” contro l’antipolitica è fuori dalla realtà: il Paese si mobilita, oggi, contro corrotti e corruttori; sta con chi non rubae pensa, per intenderci, alla redistribuzione del reddito. Al salario di cittadinanza. Sarà un tema decisivo nelle prossime elezioni. Il popolo rivendica diritti. Ed ha superato – in larghi settori della società – la soglia minima di povertà. I cittadini votano guardando le proprie tasche vuote. E quelle, troppo piene, dei politici. Di quale mobilitazione va parlando Giorgio Napolitano? Per difendere chi?
http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-malaffare-l%E2%80%99antipolitica-e-le-colpe-di-napolitano/
tramite: http://alfredodecclesia.blogspot.it/
Padova: carabinieri presi a calci e pugni dagli immigrati davanti ai passanti
12 dic – PADOVA – Violenta aggressione ieri pomeriggio ai danni di due carabinieri in piazzale Stazione, a Padova.
I militari avevano fermato per un controllo uno straniero quando alcuni amici del fermato sono intervenuti picchiando con calci e pugni gli uomini dell’Arma.
Il tutto sotto lo sguardo di decine di passanti terrorizzati. Succede anche questo a Padova. Immediatamente è giunta in soccorso un’altra pattuglia di carabinieri e una della polizia locale, ma sono riusciti a fermare solo il primo fermato. I militari sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso. ilgazzettino.it/NORDEST/PADOVA
leggi anche:
http://edoardo-medini.blogspot.it/2014/12/depenalizzazione-reati-lievi-una-mossa.html
http://edoardo-medini.blogspot.it/2014/12/via-libera-alla-delinquenza-il-colpo-di.html
venerdì, 12, dicembre, 2014
fonte: http://www.imolaoggi.it
Iscriviti a:
Post (Atom)